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Blitz antidroga a Torchiarolo: si è costituito uno degli indagati

Si è presentato alla casa circondariale di Brindisi intorno alle 23 di ieri, venerdì 27 maggio l'unico sfuggito alla cattura dell'operazione dei carabinieri che il 25 maggio scorso ha smantellato "un'organizzazione dedita allo spaccio con sede operativa a Torchiarolo e ramificazioni a Brindisi e Lecce"

TORCHIAROLO – Si è presentato alla casa circondariale di Brindisi intorno alle 23 di ieri, venerdì 27 maggio, Luca Lorfei 37 anni, l’unico sfuggito alla cattura dell’operazione dei carabinieri che il 25 maggio scorso ha smantellato “un’organizzazione dedita allo spaccio con sede operativa a Torchiarolo e ramificazioni a Brindisi e Lecce” che ha coinvolto 48 persone, di cui 10 finiti in manette.

“I serrati controlli e le perquisizioni condotte dai militari dell'Arma in questi giorni e l'assenza di sodali che potessero dargli supporto hanno LORFEI Luca, classe 1979-2costretto il predetto a consegnarsi”, si legge nella nota stampa inviata dal comando provinciale. Ora dovrà rispondere, come gli altri indagati, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.

Il nome di Luca Lorfei, compare più volte nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari Carlo Cazzella. Insieme a Giuseppe Perrone (detto Barabba, considerato il capo del sodalizio criminale), Maurizio Maiorano, Sebastiano Esposito, Paolo Golia, Massimiliano Lasalvia, Maurizio Lasalvia, Gianluca Maiorano, Giovanni Maiorano, Francesca Miccoli, Francesca Perrone, Saverio Renna e Francesco Geusa, è accusato di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti “per essersi associati in numero superiore a dieci, ed avendo la disponibilità di armi, al fine di commettere più delitti di detenzione a fini cessione di sostanze stupefacenti del tipo cocaina e marijuana”.

“Lorfei Luca provvedeva alla cessione della sostanza stupefacente nelle provincia di Brindisi e Lecce consegnando il danaro realizzato a Perrone” . Il 37enne di Torchiarolo, “stretto collaboratore di Perrone” si occupava dell’acquisto di cocaina “per la successiva cessione a terzi”. Aveva acquirenti sparsi tra il Brindisino e il Leccese: Surbo, Lecce, Giorgilorio ma anche San Pietro Vernotico. In un’intercettazione risalente al 26 novembre del 2012 Luca Lorfei suggerisce a un acquirente la terminologia che avrebbe dovuto utilizzare nel corso delle future conversazioni per indicare la quantità di stupefacente che intendeva a cquistare: "zio e so che devo portarti 5”. Inoltre di lui il gip scrive “Luca Lorfei, come si vedrà meglio in seguito, è risultato essere uno dei più attivi tra i partecipi preposti all'attività di cessione di sostanze stupefacenti tanto che in più occasioni sono stati eseguiti sequestri di sostanza stupefacente nella disponibilità di lui”.

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