Blitz tra i tavoli di "Porta Reale": menù alla carta e cocaina da asporto

OSTUNI - Tra le mani, la comanda. In tasca cocaina e un mucchietto di banconote da 50 euro. Stroncata dalla polizia all’ora di cena una fruttifera attività di smercio di sostanze stupefacenti messa su (e celata nel retrobottega) all’interno di un noto ristorante del centro: Porta reale, in via Tamborrino, a Ostuni. In manette, con l’accusa di spaccio di droga, sono finiti in carcere nella serata di venerdì scorso il gestore dell’esercizio commerciale, Giovanni Calamo (52 anni, ostunese) e suo genero, Matteo Cavallo (30 anni, anch’egli ostunese).

Sigilli al ristorante Porta Reale

OSTUNI - Tra le mani, la comanda. In tasca cocaina e un mucchietto di banconote da 50 euro. Stroncata dalla polizia all’ora di cena una fruttifera attività di smercio di sostanze stupefacenti messa su (e celata nel retrobottega) all’interno di un noto ristorante del centro: Porta Reale, in via Padre Serafino Tamborrino, a Ostuni. In manette, con l’accusa di spaccio di droga, sono finiti nella serata di venerdì  il gestore dell’esercizio commerciale, Giovanni Calamo (52 anni, ostunese, con precedenti specifici ed un passato di manovale del contrabbando di sigarette) e suo genero, Matteo Cavallo (30 anni, anch’egli ostunese, finito in carcere nel novembre del 2004 nell’ambito di una maxi operazione, denominata “Il professore”, che consentì alle forze dell’ordine di sgominare un’associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata al traffico di droga e legata al boss locale Giovanni Colucci).

Cinquanta, complessivamente, i grammi di droga rinvenuti durante il blitz. A margine degli accertamenti e delle perquisizioni di rito, i poliziotti hanno provveduto anche a porre sotto sequestro penale l’attività di ristorazione. Gli agenti del Commissariato di polizia, che da giorni tenevano sott’occhio l’anomalo viavai di  assuntori (compresi volti dell’Ostuni bene) attorno al ristorante, hanno fatto irruzione all’interno della sala poco prima delle 21, dopo aver notato alcuni movimenti che lasciavano intuire una vivace attività di spaccio in corso. Colti di sorpresa ed in flagranza di reato, tanto il ristoratore che il suo complice sono stati immediatamente bloccati e perquisiti. Così dalle tasche di Calamo sono saltati fuori circa 25 grammi di droga ed oltre 15.000 euro in contanti. Denaro ritenuto probabile provento dell’attività di spaccio. L’ulteriore perquisizione eseguita all’interno dell’esercizio commerciale, ha consentito agli agenti, guidati dal Dirigente Francesco Angiuli, di scoprire e porre di conseguenza sotto sequestro, altri 25 grammi di cocaina e anche alcuni grammi di sostanza da taglio (ossia mannite, la cosiddetta procaina), oltre a strumenti utili alla preparazione e al confezionamento delle dosi.

Per gli investigatori Calamo & Cavallo avevano organizzato il bazar della droga, dividendosi compiti e ruoli. Il primo riforniva gli assuntori ed incassava materialmente i soldi, trattando su prezzi e dosi, il secondo si occupava di procacciare i "clienti" e di creare il contatto, fungendo anche da palo all'ingresso del locale. Teatro dello scambio, l’uscio di una porta di servizio. La cocaina veniva tagliata e confezionata nel retrobottega, attiguo alla cucina. Condotti dapprima in Commissariato, sia Calamo sia Cavallo sono stati successivamente tradotti presso la Casa circondariale di Brindisi, a disposizione del pubblico ministero di turno, Raffaele Casto. Le indagini intanto proseguono, al fine di accertare il coinvolgimento di altri complici nella fiorente attività di spaccio avviata all’ombra del ristorante finito sotto sequestro.

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