Carcere di Brindisi, bocciato il progetto di ristrutturazione

Conclusione negativa della conferenza di servizi dopo il parere sfavorevole del Ministero della Giustizia: era stato chiesto di spostare la sezione detentiva dal pian terreno al secondo. Dal Comune via libera nella nota del 19 gennaio senza numero di protocollo

BRINDISI – Bocciato il progetto di ristrutturazione del carcere di Brindisi. Bocciato dal Ministero della Giustizia che aveva chiesto di “posizionare la sezione detentiva al piano secondo e non al pian terreno, secondo consolidati criteri di edilizia penitenziaria”. Il parere del Dicastero “si connota come dissenso non superabile alla proposta”, benché lo stesso progetto abbia ottenuto il via libera della Regione Puglia e del Comune di Brindisi in materia di “conformità urbanistica”, quest’ultima espressa con una nota del 19 gennaio scorso, sia pure “senza numero” e “fatta salva l’acquisizione della documentazione grafica che dimostri il rispetto della stessa volumetria”.

Il risultato? La conferenza di servizi ha avuto conclusione negativa, come è stato comunicato dal Provveditorato interregionale per le opere pubbliche per la Campania, il Molise, la Puglia e la Basilicata (che fa capo al Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti). La determina del funzionario ministeriale è arrivata a Palazzo di città il 2 febbraio scorso e mette fine, per il momento, al progetto che interessava “esclusivamente il padiglione detentivo contraddistinto con la lettera F, dell’attuale struttura carceraria, risalente agli anni Quaranta, compreso tra le vie Appia, Imperatore Costantino, Giulio Cesare ed Ennio Quinto. Praticamente nel centro abitato. Anche questo un problema sollevato diverse volte in passato, senza arrivare ad alcuna soluzione nonostante le proposte di trasferimento alle porte di Brindisi. Alcune risalgono all’Amministrazione di Giovanni Antonino.

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Il padiglione doveva essere demolito e ricostruito per essere “adeguato al nuovo regolamento di esecuzione dell’ordinamento penitenziario che ha introdotto un livello di maggiore comfort nelle stanze detentive, soprattutto in relazione alla disposizione dei servizi igienici interni alle camere, definendo anche gli spazi minimi per le attività collettive delle detenute”. La costruzione prevedeva tre piani: al pian terreno e al primo le finestre avrebbero dovuto avere “grate esterne”, al secondo piano ci sarebbero stati cinque laboratori, due aule di attività, servizi e corpo di guardia. Dal Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria è stata rilevata l’opportunità di posizionare la sezione detentiva al secondo piano e non al primo. Ma quel rilievo non è stato recepito. Il carcere di Brindisi, di conseguenza, resta così com’è.

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