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Piano anticorruzione al Comune: “Sussistono pressioni terze”

Il segretario generale: "Incidenza sulla regolare attività e terzietà dell'azione di governo". Tra le aree a rischio: "Gestione entrate e spese, ispezioni e sanzioni, Contenzioso e incarichi e nomine". Sulle selezioni: "No a requisiti personalizzati". Avviso per le osservazioni: devono pervenire entro il 27 gennaio

BRINDISI – “E’ rilevabile un’oggettiva sussistenza di pressioni terze, che non appartiene all’ordine relativamente normale del fenomeno e che incide sulla regolare attività e terzietà dell’azione di governo con rischi nella gestione di entrate e uscite, contenziosi, incarichi e nomine e ispezioni”: l’analisi sui concreti pericoli di  contaminazione della corruzione a Palazzo di città e sui settori a rischio arriva dal segretario generale del Comune di Brindisi, Giuseppe Salvatore Alemanno.

giuseppe-alemanno-segretario-noci-750x410-2L’avvocato, di recente approdato al vertice della struttura amministrativa, in veste di responsabile della Prevenzione della corruzione, ha scattato la foto attuale dell’Ente cittadino allegandola al piano che contiene le misure di contrasto al fenomeno considerato un cancro per qualsiasi Amministrazione pubblica. E ha attivato la procedura di consultazione che prevede l’invito rivolto tanto ai “soggetti interni al Comune che a quelli esterni” a presentare osservazioni e integrazioni alle misure preventive, entro il prossimo 27 gennaio. Le comunicazione potranno avvenire via mail agli indirizzi  cristiana.mele@comune.brindidi.it oppure ufficioprotocollo@pec.comune.brindisi.it o ancora tranite consegna diretta all’ufficio Archivio-protocollo piazza Matteotti 1, 72100 Brindisi.

Il punto di partenza è l’osservazione del contesto in cui si trova il Comune: “Sono rilevabili forme di pressione diverse da quelle collegate alle continue richieste di promozione economica e di ancora maggiore tutela delle classi meno avvantaggiate”, ha scritto il segretario nelle 55 pagine del piano dopo aver riassunto una “serie di variabili, da quelle culturali a quelle criminologiche, da quelle sociali a quelle economiche, sino a quelle territoriali in generale”,  che “possano favorire il verificarsi di fenomeni”.

Il Comune di Brindisi “vive una fase di decrescita legata a fattori modificativi del mondo del lavoro e del sistema dell’economia locale”, si legge. “Pur avendo molte aziende cessato le attività e quindi essendosi create situazioni di disagio sociale, tuttavia, l’Ente tende ad impattare in maniera robusta incidendo con previsioni altrettanto analoghe in materia di welfare, e con l’avvio di una serie di progettualità finalizzate alla diffusione del lavoro”.

Fatta questa considerazione,  corruzione è “ogni forma di comportamento che di per sé, anche senza sfociare in responsabilità penali, può esporre meramente al rischio che si creino situazioni di potenziale illiceità”. La sfera, quindi, appare oggettivamente più ampia di quanto previsto in sede penale: “La corruzione sistemica, infatti, oltre al prestigio, all’imparzialità e al buon andamento della Pubblica Amministrazione, pregiudica da un lato la legittimazione della stessa Pubblica Amministrazione e, dall’altro, l’Economia della Nazione”, ha ricordato Alemanno.

Fatta questa premessa, il segretario generale ha evidenziato i settori maggiormente a rischio di corruzione: “Gestione delle Entrate, delle Spese e del Patrimonio; Controlli,  Verifiche, Ispezioni e Sanzioni; gli Incarichi e Nomine; Affari Legali e  Contenzioso”. Successivamente ha elencato le azioni e i procedimenti amministrativi che richiedono maggiore attenzione: acquisizione e progressione del personale, conferimento di incarichi di collaborazione, affidamento di lavori, servizi e forniture, valutazione delle offerte, verifica dell’eventuale anomalia delle offerte e affidamenti diretti. Ancora: varianti in corso di esecuzione del contratto, subappalto ed avvalimento, rimedi di risoluzione delle controversie alternativi a quelli giurisdizionali durante la fase di esecuzione del contratto e poi abilitazioni, approvazioni, nulla-osta, licenze, registrazioni, dispense, permessi a costruire.  

Massima trasparenza è stata richiesta per la concessione ed erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari, nonché attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati. Richiamo identico per la selezione del personale dove potrebbe esserci il rischio di “requisiti di accesso personalizzati ed insufficienza di meccanismi oggettivi a verificare il possesso di quelli attitudinali e professionali richiesti in relazione alla posizione da ricoprire allo scopo di reclutare candidati particolari”.

In particolare, l’ipotesi di “abuso nei processi di stabilizzazione finalizzato al reclutamento di candidati particolari” è stata illustrata ritenendo come campanello di allarme “una irregolare composizione della commissione di concorso”, la “inosservanza delle regole procedurali a garanzia della trasparenza e dell’imparzialità della selezione, quali, a titolo esemplificativo, la cogenza della regola dell’anonimato nel caso di prova scritta e la predeterminazione dei criteri di valutazione delle prove”.

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