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Una carezza tra bimbi di famiglie rivali, il chiarimento 'trappola' e l'omicidio: almeno 6 colpi

Sono almeno sei i colpi sparati, probabilmente partiti da un revolver, a meno che qualcuno dopo il delitto non si sia preso la briga di raccogliere i bossoli. Due hanno ferito Luca Tedesco, 30 anni, ricoverato in ospedale.

BRINDISI - Sono almeno sei i colpi sparati, probabilmente partiti da un revolver, a meno che qualcuno dopo il delitto non si sia preso la briga di raccogliere i bossoli. Due hanno ferito Luca Tedesco, 30 anni, ricoverato in ospedale. Cosimo Tedesco, 52 anni, è stato raggiunto agli organi vitali dai proiettili ed è morto poco dopo.

La ricostruzione dei fatti è ancora confusa ma c’è un racconto al vaglio della magistratura degno delle più degradate periferie ad alta densità malavitosa: c’era una festa, per Halloween, e mamme e papà ci avevano portato i bambini. Se un party di quel genere è organizzato a Sant’Elia, può capitare che ci capitino famiglie contrapposte da inimicizie storiche, le cui origini vadano ricercate in altri tempi e in altri fatti, ma mai sopite. Sicuramente roba che ai bimbi non interessa neanche un po’. La figlia di uno degli irreperibili ha accarezzato sul viso il figlio di dieci giorni di Luca Tedesco: aveva la manina sporca di panna, aveva mangiato una torta.

E’ intervenuta la madre del neonato perché non lo facesse ancora: prima il rimprovero, poi un ammonimento più efficace. Infine uno scambio di battute tra donne, sul genere “poi le avrai anche tu”. Erano dispute tutte al femminile e lo sono rimaste finché non si è conclusa la festa di Halloween. Sono diventate tutt’altro una volta tornati tutti a casa. Il giorno successivo l’incontro chiarificatore al civico 22 di piazza Raffaello. Lì abitano Alessandro Coffa, 31 anni, ai domiciliari fino al primo novembre e ora in carcere perché sottoposto a fermo di indiziato di delitto per omicidio volontario aggravato dai futili motivi, tentato omicidio e lesioni gravissime, Andrea Romano, 28 anni, il figlio di “Ramarro” e Alessandro Polito, 31 anni, questi ultimi due irreperibili e indagati per gli stessi reati.

Cosimo Tedesco-3Sono arrivati Cosimo e Luca, forse c’era anche qualcun altro con loro. Le due auto erano parcheggiate all'esterno, ma ci sono due caschi trovati sul posto che sono stati sottoposti a sequestro ma che non sono ancora stati attribuiti. E’ scoppiata la lite, poi la raffica di spari. Non si sa bene se la pistola fatta tuonare il giorno di Ognissanti, sia l’unica arma adoperata o se ce ne siano altre. Tra quindici giorni si avranno gli esiti della prova stub su Alessandro Coffa, assistito dall’avvocato Cinzia Cavallo. Si saprà se ha sparato. Coffa è stato ascoltato stamani dal gip Maurizio Saso che si è riservato di decidere sulla convalida del fermo di indiziato di delitto disposto il primo novembre scorso. Ha parlato il 31enne, si è detto estraneo ai fatti. Era a casa, ai domiciliari. Non sarebbe intervenuto nella disputa che è borderline: non si comprende fino a che punto ci sia stata una sorta di predeterminazione (non contestata) nel delitto e quanto invece abbia influito l’istinto, la reazione. L’impeto per il torto subito.

E’ un dato storico che fra la famiglia Coffa e la famiglia Tedesco ci sia una vecchissima inimicizia che si trascina nel tempo. Ed è risaputo che nelle settimane precedenti ci fossero state frizioni, ovviamente non denunciate, che gli inquirenti stanno valutando nel quadro generale che si sta pian piano delineando.

L’autopsia eseguita stasera dal medico legale Antonio Carusi ha fornito conferme sulle cause della morte di Tedesco senior, ma i risultati più analitici saranno a disposizione del pm tra alcuni giorni. I funerali della vittima saranno celebrati domani pomeriggio alle 15.30, mentre restano gravi le condizioni del figlio Luca, ancora ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Perrino. La famiglia Tedesco è parte offesa, si è affidata all’avvocato Paoloantonio D’Amico.

Potrebbe essere autorizzato a visitare la camera ardente anche Giuseppe Tedesco, detto Capu Ti Bomba, condannato all’ergastolo in appello per aver fatto parte del gruppo di fuoco del cognato, Vito Di Emidio. L’udienza in cassazione è fissata a gennaio. Era stata inizialmente anticipata in tutta fretta a settembre perché si temeva che i termini di custodia cautelare stessero per scadere. 

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