Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca

L'assegnatario muore, l'occupante abusivo va all'assalto. Solito copione

Pensavano si trattasse di tentativo di furto, c'erano segni di effrazione sulla porta di ingresso, invece, si trattava dell'ennesimo episodio di occupazione abusiva dopo un decesso. È accaduto intorno alle 21 di ieri in via Monticelli al quartiere Casale, in un appartamento di proprietà della Provincia

BRINDISI – Pensavano si trattasse di tentativo di furto, c’erano segni di effrazione sulla porta di ingresso, invece, si trattava dell’ennesimo episodio di occupazione abusiva dopo un decesso. È accaduto intorno alle 21 di ieri in via Monticelli al quartiere Casale, in un appartamento di proprietà della Provincia. A notare il portoncino scassinato, la nipote dell’assegnataria deceduta. La donna non ha esitato a richiedere l’intervento del 113, sul posto si è recata una pattuglia della Sezione volanti della questura di Brindisi. Dal sopralluogo è emerso che dalla casa non mancava assolutamente nulla, ma c’erano, addirittura, oggetti in più che non appartenevano a chi aveva vissuto in quella casa. Così dopo tutti i controlli del caso è stato accertato che quell’appartamento stava per essere occupato abusivamente. Da chi al momento non è stato accertato.

Si tratta, purtroppo, di una situazione gravissima ormai all’ordine del giorno. Chi si rende responsabile di queste azioni conta sul fatto che, in alcuni casi, prima di essere mandato via passano mesi, se non anni. Specie quando si riesce a dimostrare lo stato di necessità: figli minori a carico o stato interessante di una delle occupanti. Fortunatamente da un paio di anni non vige più la legge che i conviventi da almeno due anni subentrano automaticamente dopo il decesso del parente. Almeno questo accade per gli appartamenti dell’Istituto autonomo case popolari. Bastava una semplice residenza nella stessa casa dell’assegnatario per diventarne il “proprietario” dopo la sua morte.

Presso il centralino del comando della polizia municipale giungono spesso segnalazioni di “autodenuncia” da parte di chi si accinge a occupare una casa (del Comune) senza essere stato nominato come assegnatario. Naturalmente segue sempre il sopralluogo degli agenti con l’invito a lasciare l’appartamento e la relativa denuncia per occupazione abusiva. Spesso questi episodi si verificano poche ore dopo il decesso, situazione che suscita non poche perplessità e domande. Come fa questa gente a sapere che dall’altra parte della città una casa del Comune o della Provincia si è “appena” liberata? Quasi sempre, infatti, dagli accertamenti compiuti dagli organi di controlli, sembrerebbe che non si stratta di persone che vivono nelle vicinanze dell’abitazione “libera” ma di gente lontana e nemmeno imparentata con gli ex assegnatari. Questi episodi lasciano pensare che la gestione delle assegnazioni potrebbe nascondere scenari diversi da quelli ufficiali che fanno rifermento a graduatorie e requisiti ben precisi. Forse è arrivato il momento di fare chiarezza su questi episodi.

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