Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

"Diffuse video Norman Atlantic nonostante divieto": indagato vigile del fuoco brindisino

Un vigile del fuoco del comando provinciale di Brindisi è indagato dalla procura di Bari per rivelazione del segreto d'ufficio. Si tratta del pompiere brindisino che avrebbe girato un video sulla nave Norman Atlantic e lo avrebbe poi consegnato a una testata giornalistica locale.

BRINDISI - Un vigile del fuoco del comando provinciale di Brindisi è indagato dalla procura di Bari per rivelazione del segreto sugli atti inerenti all'indagine sul naufragio del Norman Atlantic. Si tratta del pompiere brindisino che avrebbe girato un video sulla nave e lo avrebbe poi consegnato, nonostante il divieto tassativo dei pm, a una testata giornalistica locale.

La notizia è riportata dall’ANSA che riferisce inoltre che l’iscrizione, fatta dai pm Ettore Cardinali e Federico Perrone Capano, è stata affrettata per consentire il sequestro, in via del tutto urgente, di telefonini, pc e altra strumentazione in uso al vigile del fuoco, sequestro che è stato già eseguito e che servirà ad avere contezza della presenza eventuale del video o tracce del contenuto che è poi stato caricato su Youtube.

I fatti risalgono ai giorni in cui, per procedere alle attività di messa in sicurezza della Norman Atlantic, erano state sospese le ispezioni di investigatori e medici legali a bordo del relitto ormeggiato a Costa Morena.

A bordo della nave solo i vigili del fuoco che hanno operato con una perizia tale da riuscire in pochissimo tempo a spegnere i focolai residui, a penetrare nei livelli più bassi, e a rimuovere gli ingenti quantitativi di fumo presenti all’interno, e a fare valutazioni tecniche importanti sull’innesco e quindi sul punto da cui è partito il rogo che il 28 dicembre scorso è divampato a bordo e ha reso necessarie operazioni di salvataggio di quasi 500 naufraghi, 11 dei quali sono morti, mentre 18 risultano ancora dispersi.

Mai come in questa circostanza, dinanzi a un fatto così grave quanto eclatante, il rapporto fra organi inquirenti, di polizia giudiziaria e giornalisti è stato calibrato con estrema correttezza reciproca. Ai giornalisti di testate nazionali, estere e locali è stato permesso di stazionare sulla banchina di Costa Morena, a cui hanno potuto avere accesso autorizzato. La postazione destinata loro è stata sufficientemente vicina alla Norman, per effettuare agevolmente riprese, ma non troppo per ragioni di sicurezza, tale da permettere a tutti di fare il proprio lavoro.

Sono stati giorni gelidi, di pioggia, neve e vento di Maestrale intenso, in cui però si è proceduto, ed è un merito che va riconosciuto a tutte le parti in causa, con il massimo rispetto per il ruolo di tutti. Per far sì che l’informazione su Norman Atlantic, vicenda che ha avuto grande clamore, giungesse ai destinatari in modo corretto e preciso.

Tutti i giornalisti, assiepati lì ad attendere nuove sul posto, direttamente dagli investigatori delegati a fornirle o dai tecnici in grado di esprimersi, avevano chiesto di poter avere delle immagini girate all’interno del Norman Atlantic. Ma c’era il divieto della procura di Bari a impedirlo, divieto tassativo che, era stato spiegato, aveva una precisa motivazione: tutelare un ambiente ancora non del tutto ispezionato, e con esso il segreto istruttorio, ma anche evitare di ‘violare’ un luogo in cui avrebbero potuto esserci ancora dei corpi. Divieto rispettato da tutti, perché nessuno fosse posto in situazione di difficoltà.

Qualcuno degli operatori, non ha rispettato le prescrizioni dell’autorità giudiziaria, ma si tratta solo di un episodio isolato che non lede certo l’immagine dell'intero corpo dei vigili del fuoco di Brindisi che hanno operato giorno e notte sulla Norman Atlantic, anche nelle fasi più concitate, quando otto pompieri hanno dovuto affrontare il mare grosso per giorni, in modo come sempre straordinario. Eccellenza della nostra terra.

L’inchiesta sul vigile del fuoco brindisino, ora affidata ai pm di Bari, è destinata ad essere trasferita a Brindisi per competenza. Gli inquirenti hanno a disposizione tutta la strumentazione personale del pompiere, per fare le proprie valutazioni rispetto all’ipotesi formulata: rivelazione del segreto istruttorio. 

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