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“Missione a Rimini, truffa al Comune”: imputati ex sindaca Carluccio, marito ed ex assessore

Chiesto processo su trasferta per la Fiera 2016: “L’Ente pagò la camera d’albergo al coniuge della prima cittadina”

BRINDISI – Per la Procura ci sono tutti gli estremi per contestare il reato di truffa aggravata ai danni del Comune di Brindisi nei confronti dell’ex sindaca Angela Carluccio, del marito Sergio Quaranta e dell’ex assessore Vito Carella, per la trasferta alla fiera di Rimini del 2016: secondo l’accusa avrebbero indotto in errore l’Amministrazione nel chiedere il rimborso del pagamento della stanza d’albergo anche per il coniuge dell’allora prima cittadina, ottenendo la somma di 152,50 euro.

L’udienza preliminare

Sulla richiesta di processo nei confronti dei tre, deciderà il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di  Brindisi,  Maurizio Saso, il prossimo 4 febbraio 2020, stando a quanto è stato notificato nelle ultime ore ai difensori, al momento d’ufficio, degli imputati. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Pierpaolo Montinaro, sono arrivate a conclusione lo scorso mese di settembre.

L’ipotesi di reato contestata

In seguito alla notifica degli avvisi, il pm ha esercitato l’azione penale chiedendo il rinvio a giudizio per tutti contestando la seguente condotta, penalmente rilevante: “Con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, in concorso tra loro, con artifici e raggiri consistiti nel richiedere e nell’ottenere il rimborso delle spese alberghiere sostenute per alloggiare nell’hotel (segue il nome della struttura ricettiva, ndr)  di Riccione” i tre “consentivano anche il soggiorno di  Sergio Quaranta (il marito della sindaca Carluccio, ndr), inducendo in errore il Comune di Brindisi che liquidava le predette fatture per importi non dovuti”. Il pm ha contestato anche l’aggravante dell’abuso di potere nei confronti dei due ex amministratori locali: “Per Carluccio e Carella con l’aggravante dell’aver commesso il fatto con violazione dei doveri inerenti ad una pubblica funzione”.

L’inchiesta e l’esposto delle opposizioni

La trasferta oggetto delle indagini risale al 9 e al 10 novembre 2016, mentre la liquidazione del rimborso venne autorizzata – con determina – dai funzionari di Palazzo di città il successivo 13 febbraio 2017, sulla base della documentazione prodotta. Documentazione peraltro allegata alla determina che, su disposizione del pm, venne acquisita per la ricostruzione della vicenda che venne sollevata dalla stampa. Dagli atti emerge il pagamento della somma di poco più di 100 euro, entità della truffa oggetto di contestazione: 152,50 euro.

Il caso venne poi ripreso dai consiglieri comunali che, in quel periodo occupavano i banchi di opposizione con richiesta di spiegazione e successivo esposto in Procura. A firmarlo furono  l’attuale sindaco di Brindisi Riccardo Rossi, all’epoca capogruppo del Movimento Brindisi Bene Comune; Giuseppe Cellie, attuale presidente del Consiglio comunale di  Brindisi; Antonio Elefante, attuale consigliere del Pd; Nando Marino, Cristian Saponaro e Teodoro Scarano, tutti ex inquilini.  

La difesa

Gli imputati a questo punto avranno la possibilità di nominare avvocati di fiducia per chiarire la propria posizione. Carluccio, già all’epoca fece sapere di aver raggiunto Rimini in auto.

La trasferta per la fiera internazionale del recupero di materia ed energia e dello sviluppo sostenibile, venne autorizzata dai dirigenti del Comune per due persone: oltre alla prima cittadina, eletta a capo di una coalizione centrista, c’era l’assessore Vito Carella rimasto sino alla fine in Giunta, come titolare della delega all’attuazione del programma amministrativo.

Il Comune di Brindisi

L’Amministrazione comunale di Brindisi, quindi, è stata riconosciuta parte lese e potrà costituirsi in giudizio, in sede di udienza preliminare, ai fini della richiesta di risarcimento danni. La decisione sulla costituzione o meno, spetta alla Giunta di Riccardo Rossi, su proposta dell’assessore Mauro Masiello, essendo titolare della delega al Contenzioso.

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