Cronaca Francavilla Fontana

Brutale pestaggio per debito di droga: gli indagati rinunciano al Riesame

Hanno rinunciato al Riesame due delle quattro persone indagate per il brutale pestaggio con presunto tentativo di violenza sessuale ai danni di un barese di 25 anni, V.B., avvenuto la sera dell’8 ottobre nella zona industriale di Francavilla Fontana. Ieri (13 novembre) si sarebbe dovuta discutere l’istanza di attenuazione della misura cautelare in carcere depositata dagli avvocati di Monaco e Zangoli

BRINDISI – Hanno rinunciato al Riesame due delle quattro persone indagate per il brutale pestaggio con presunto tentativo di violenza sessuale ai danni di un barese di 25 anni, V.B., avvenuto la sera dell’8 ottobre nella zona industriale di Francavilla Fontana. Ieri (13 novembre) si sarebbe dovuta discutere l’istanza di attenuazione della misura cautelare in carcere depositata dagli avvocati di Antonio Monaco alias “diavolo”, 20 anni, di Lecce, difeso da Giacomo Serio, e di Roberta Zangoli alias “Sprilli”, di Verrucchio (Rimini), difesa da Emanuela Stallo di Taranto. Ma i legali alla fine hanno preferito adottare un’altra strategia difensiva.

Avevano già in partenza rinunciato al Riesame, invece, il 34enne Andrea Gennari alias “Pasquale Lampadina”, di Caronno Varesino (Varese), difeso anche lui da Giacomo Serio, e la francavillese Miriana Sportillo, 19 anni, difesa da Pasquale Fistetti, l’unica reclusa in regime di domiciliari. I quattro vennero arrestati lo scorso 26 ottobre dai carabinieri della compagnia di Francavilla Fontana, con l’accusa di aver attirato la vittima a Francavilla utilizzando la Sportillo come esca, per poi pestarla senza pietà prima nei pressi della villa comunale, poi nella zona industriale, dove da quanto riferito dal barese si sarebbe consumato anche il tentativo di violenza sessuale. Tutto questo per un debito di droga di 150 euro maturato nel mondo dei rave party, di cui tutti i protagonisti di questa vicenda erano frequentatori.

Durante i rispettivi interrogatori di garanzia, Zangoli si avvalse della facoltà di non rispondere, Monaco disse di aver assistito ma non partecipato e Gennari ha ammesso di aver preso parte all’aggressione (del resto le immagini riprese dalle telecamere installate sia nel centro di Francavilla che nella zona industriale hanno permesso di risalire alla targa dell’auto, la Peugeot della “Sprilli”, a bordo della quale la vittima è stata caricata con la forza e picchiata con violenza inaudita), ma ha negato il tentativo di violenza sessuale (da quanto si legge nell’ordinanza, Lampadina avrebbe cercato di “penetrargli l’ano” e al fermo rifiuto del barese “gli ha strappato le mutande mettendolo a pancia in giù”, mentre il diavolo, “su indicazione di Lampadina, sferrava al malcapitato violenti calci al volto”) e la sottrazione del portafogli con il denaro contenuto all’interno.

La Sportillo, invece, che in cambio di una somma di denaro promessa dagli altri tre indagati contattò attraverso il social network Facebook il barese dandogli appuntamento per la sera dell’8 ottobre alla stazione di Francavilla, ha ammesso in effetti di aver invitato il giovane nella Città degli imperiali, ma ha precisato che se avesse conosciuto le reali intenzioni del gruppo, non lo avrebbe mai fatto. 

V. B. sopravvisse per miracolo alla spedizione punitiva. Le botte inferte con pugni, calci e con una catenina (il guinzaglio del pitbull di Gennari), gli provocarono la “frattura delle ossa nasali e del pavimento dell’orbita destra – avulsione di parte del padiglione auricolare sinistro”. Il barese restò ricoverato per giorni nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Perrino, rischiando di perdere la vista da un occhio. Tornò a casa il 24 ottobre. 

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