Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca

Il cardiochirurgo brindisino e la bimba irachena fuggita dall'Isis

L'equipe guidata dal cardiochirurgo brindisino Guglielmo Stefanelli dell'Hesperia Hospital di Modena, è salita alla ribalta della cronaca nazionale per aver effettuato un delicato intervento su una bambina di sette mesi, fuggita con la famiglia dalla propria città occupata dai militanti dell'Isis

L’equipe guidata dal cardiochirurgo brindisino Guglielmo Stefanelli dell’Hesperia Hospital di Modena, è salita alla ribalta della cronaca nazionale per aver effettuato un delicato intervento su una bambina di sette mesi, fuggita con la famiglia dalla propria città occupata dai militanti dell’Isis, e giunta in Italia dopo un viaggio avventuroso attraverso la Turchia e la Grecia. La piccola si chiama Leen Saeed Sulamin ed  è originaria di Mosul,  Iraq, da dove  la sua famiglia con altri tre fratelli ha subito razzia e distruzione della casa da parte dei miliziani dell’Isis durante l’occupazione della città.

I tre fratellini di Leen sono rimasti al sicuro, con i parenti dei genitori, in una località al confine con la Turchia mentre la piccola Leen accompagnata dai genitori ha affrontato l’avventuroso viaggio per giungere a Modena. La storia del miracoloso intervento di cardiochirurgia della piccola Leen e la grande solidarietà manifestata da tutti gli interessati, ha commosso e ridato speranza alle popolazioni che vivono la repressione e l‘occupazione dell’Isis ed ha avuto come protagonista il cardiochirurgo brindisino Guglielmo Stefanelli e la sua equipe dell’Hesperia Hospital di  Modena.

Guglielmo Stefanelli con la piccola Leen-2E’ stato un medico di Erbi (Kurdistan), da anni legato da vincoli professionali e di amicizia e che si è rivolto al cardiochirurgo brindisino per esporre il caso umano della famiglia e chiedergli  di sottoporre la piccola Leen, affetta da cardiopatia congenita complessa, ad un intervento correttivo. La piccola irachena è arrivata a Modena con un visto rilasciato dall’ambasciata italiana a Baghdad, per cure mediche, insieme ai genitori ed è stata sottoposta  all’intervento, dopo immediati accertamenti e preparazione.

“E’ stato un mio amico medico di Erbi a segnalarmi il caso della piccola Leen, avvertendomi che se la bambina non fosse stata operata per tempo non avrebbe avuto assicurata una sopravvivenza superiore a due anni”, ha spiegato il dottore Guglielmo Stefanelli. “ Si trattava di un intervento particolarmente delicato su di una piccola paziente di appena sette mesi di vita, con sindrome di Down, dal peso di sei chilogrammi, affetta da una grave malformazione cardiaca con grave insufficienza mitralica ed ipertensione polmonare. La piccola è arrivata la scorsa settimana a Modena, nell’Hesperia Hospital, al limite dell’operabilità e con un lungo e delicato intervento, durato  sei ore, è stata completamente corretta la sua cardiopatia complessa, grazie alla preziosa e professionale collaborazione di tutta l’equipe”.

“L’operazione ha avuto pieno successo e la piccola Leen, dopo aver trascorso alcuni giorni in Unità di terapia intensiva pediatrica, ha avuto un ottimo decorso post operatorio con recupero pieno e normale, ed attualmente è degente presso il reparto di Neonatologia con la costante presenza della madre”, ha fatto sapere il cardiochirurgo brindisino.

bimba irachena-2L’intervento della piccola Leen ed il soggiorno dei genitori è stato completamente a carico dell’Hesperia Hospital, senza  intermediazione di alcuna Onlus, in quanto la struttura modenese, pur essendo un ospedale privato accreditato, ha avviato da oltre 15 anni un programma umanitario a favore dei vari paesi in via di sviluppo, e nel corso di questi anni molti altri bambini provenienti da Iraq, Somalia, Benin, Bosnia, sono stati operati con successo da gravi cardiopatie congenite.

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