Cronaca

Tarsu, il Comune chiede oltre due milioni di euro alla Marina Militare

“Omessa dichiarazione dal 2010 ad oggi”, prescrizione per gli anni precedenti. Notificati gli avvisi di accertamento per il castello svevo di via dei Mille, sede del comando base navale, e per la piscina "Parodo"

BRINDISI – Castello, uffici e piscina, tutto di proprietà della Marina Militare che per i metri quadrati effettivamente occupati dovrà versare la Tarsu dal 2010 ad oggi: il Comune ha chiesto oltre due milioni di euro a titolo di compensazione per le superfici accertate. La somma arriva a due milioni e 148mila euro. Gli avvisi di accertamento sono stati spediti dall’Abaco, la società di riscossione dell’Ente cittadino, e sono stati notificati nei giorni scorsi, alla Marina Militare inserita nell’elenco dei contribuenti brindisini, al pari di singoli cittadini, imprese, società e chiese.

A quanto pare, le risposte dal destinatario non si sono fatte attendere se corrispondono al vero le indiscrezioni secondo cui ci sarebbe stata una richiesta di incontro con i dirigenti del settore Servizi finanziari e con l’assessore al Bilancio Carmela Lo Martire. “Stiamo lavorando nell’interesse di tutti i contribuenti”, si limita a dire l’assessore prima di optare per l’inglese “no comment”.

Se il titolare della delega non parla, parlano eccome i soliti bene informati secondo i quali i presupposti sarebbero tali da lasciare presumere l’inizio di un contenzioso tra la Marina Militare e il Comune, strada già seguita da altri contribuenti ai quali l’amministrazione ha fatto recapitare richieste di pagamento per la tassa sui rifiuti solidi urbani con importi a sei cifre o anche di più. Oggetto del contendere, anche in questo caso, sono i metri quadrati in rapporto ai quali vengono applicate le tariffe previste per la Tarsu, a far data dall’anno 2010, l’ultimo per il quale può esserci la richiesta di pagamento, perché per quelli precedenti ha operato la prescrizione pari a cinque anni.

Nave San Marco nella base di BrindisiDi conseguenza per il Comune non c’è più niente da fare. Molto, invece, da incassare potrebbe esserci nel caso in cui dovessero andare effettivamente a buon fine le richieste come quella consegnata alla Marina Militare per l’occupazione di alcuni immobili, a partire dal castello di terra, quello che si affaccia in via dei Mille, sino ad arrivare alla piscina che si trova lungo la strada che conduce al rione Casale, subito dopo la rotatoria dell’ormai ex caserma dei vigili del fuoco.

Ai funzionari di palazzo di città non è sfuggito nulla. Hanno raccolto le planimetrie riferite ai beni della Marina e hanno iniziato a fare i conti, con il risultato che sono stati spediti tre avvisi: uno da un milione e settecentomila euro, un altro da 364mila e l’ultimo da 84mila euro.

Come si ricorderà, due milioni e 400mila euro sono stati chiesti alla società Enel, sempre a titolo di Tarsu. Si tratta di somme importanti per il bilancio del Comune, utili per rimettere in carreggiata l’Amministrazione dopo lo sforamento del patto di stabilità nel 2014 legato al ripiano della perdita maturata dalla società partecipata Multiservizi, per la quale è stato messo a punto un nuovo contratto assieme all’aumento di capitale sociale per un milione di euro.

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