Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca Cellino San Marco

Con quei furti finanziavano gli acquisti della droga, e ne parlavano al telefono

"Balordi pericolosi", così sono stati definiti dal procuratore capo Marco Dinapoli, i sei arrestati all'alba di oggi dai carabinieri perché ritenuti responsabili di detenzione e cessione in concorso di sostanze stupefacenti furto e tentata rapina, durante la conferenza stampa di presentazione dell'operazione, denominata "Trentino"

CELLINO SAN MARCO – “Balordi pericolosi”, così sono stati definiti dal procuratore capo Marco Dinapoli, i sei arrestati all’alba di oggi dai carabinieri perché ritenuti responsabili di detenzione e cessione in concorso di sostanze stupefacenti furto e tentata rapina, durante la conferenza stampa di presentazione dell’operazione, denominata “Trentino”, dal nome che nell’ambito del traffico di stupefacenti si usa per indicare il quantitativo di sostanza ceduta (precisamente ci si riferiva a una dose di cocaina del peso di 0,3 grammi e dal costo di 30 euro).

 “Pericolosi perché pur di trovare soldi per comprare la droga hanno architettato una rapina ai danni di un’anziana: si sono recati a casa della vittima con una pistola a salve, corde e nastro adesivo. Il colpo non è andato a buon fine solo perché hanno avuto problemi con la serratura e hanno dovuto desistere”. Alla conferenza hanno partecipato anche il capitano della compagnia di Brindisi Luca Morrone, il pubblico ministero Pierpaolo Montinaro e il comandante del comando provinciale dei carabinieri, il colonnello Andrea Paris. 

Gli arrestati sono: Dario Francavilla, 43 anni, di Cellino San Marco (domiciliari); Gabriele Leuzzi (in carcere), 36 anni, di San Pietro Vernotico; Stefano Spina (in carcere), 36 anni, di Cellino San Marco; Giuseppe Cortese (domiciliari), 26 anni, di Cellino San Marco, ai domiciliari; Ivana Carrozzo (domiciliari), 33 anni, di Cellino San Marco; Stefania Chirizzi (domiciliari), 24 anni, di Cellino San Marco e Gabriele Cucci 25 anni di Cellino San Marco (domiciliari). Cortese, Francavilla e Spina sono difesi dall'avvocato Francesco Cascione. Ci sono poi altre quattro persone indagate a piede libero per gli stessi reati. Si tratta di: I.D.S. 21enne di Cellino San Marco, A.F. 35enne di Cellino San Marco e i coniugi M.Q. 33 anni di Cellino San Marco e I.R. 26 anni. Le donne hanno assunto principalmente il ruolo di "basiste". 

Operazione "Il trentino": le foto degli arrestati

Le indagini che hanno permesso ai carabinieri della stazione di Cellino San Marco, diretta dal maresciallo Giuseppe Milo, in collaborazione con i colleghi della compagnia di Brindisi, guidata da capitano Luca Morrone, sono state avviate in seguito all’esplosione di due colpi di fucile nei confronti dell’abitazione della suocera di Gabriele Leuzzi il 22 gennaio del 2014, dove il 36enne viveva insieme alla compagna. Furono avviate le ricerche dei responsabili ed eseguita una perquisizione a casa delle vittime: i carabinieri trovarono dosi di cocaina, materiale per il confezionamento e monili d’oro di cui Leuzzi non fornì giustificazioni sul possesso e provenienza. La sua auto, una Mercedes C1 fu messa I carabinieri lasciano la caserma con gli arrestati-2sotto intercettazione e da lì si scoprì una “fiorente” attività di spaccio nel territorio di Cellino San Marco e paese limitrofi, ma anche di furti (per la maggior parte in appartamento) finalizzati a reperire denaro per comprare la droga da rivendere. Il gruppo ha agito con disinvoltura, certo, probabilmente di non essere finito in qualche operazione delle forze dell’ordine. I furti raccontati al telefono riguardano sia abitazioni di Cellino San Marco che di San Pietro Vernotico che località balneari.

 “La sostanza stupefacente del tipo marijuana viene sempre indicata con il temine “erba” e le relative dosi indicate quali “storie” o con il quantitativo in grammi o il prezzo in euro (quindici grammi, venti euro) – si legge nell’ordinanza di arresto emessa dal gip Marurizio Saso su richiesta del pm Pierpaolo Montinaro - ben diverso è invece il riferimento alla sostanza stupefacente del tipo cocaina che i pusher indicano con i termini “pezzo” ( piezzi in dialetto locale), “bianca”, “cosa”, “pietra, scarpe” e le relative dosi con termini "pupieddrj'' , "pallettoni". Nel corso delle telefonate captate Leuzzi ben illustra le modalità di confezionamento delle dosi, specificandone il prezzo e la quantità”. È durante l’ascolto delle conversazioni che i militari sono riusciti a individuare gli autori di numerosi furti commessi nel territorio. Il gruppo ne ha sempre parlato liberamente al telefono raccontando anche le modalità di azione. È così che è stato scoperto il furto del registratore di cassa presso il ristorante “Don Carmelo” del cantante Al Bano Carrisi commesso il 14 ottobre del 2011 con la collaborazione della moglie di Leuzzi, Ivana Carrozzo “Tale episodio veniva raccontato, sempre con dovizia di particolari dal Leuzzi, sia in data 20.05.2014 a Stefania Chirizzi nel corso di un lungo ed eloquente colloquio che i due tenevano all'interno della autovettura monitorata e sia col "fidato compagno" Gabriele Cucci in data 27.05.2014. Nella conversazione del 20 maggio Leuzzi raccontava alla Chirizzi di aver rubato la cassa al ristorante di Albano con la complicità della moglie Ivana, che all’epoca dei fatti esplicava attività lavorativa presso quella struttura. Fu proprio la donna, a fronte di un compenso di 800 euro, che gli diede le indicazioni su dove erano nascoste le chiavi della cassa”. Il furto fu commesso con la complicità di tale "Tedesco" il quale in quel periodo si trovava in difficoltà economiche”.

Anche il tentativo di rapina a casa della 75enne R.S., invalida è stato oggetto di numerose conversazioni telefoniche, sia durante la fase organizzativa che dopo. Lì, però, nel caso fossero riusciti a entrare avrebbero trovato ad attenderli i carabinieri. Le persone coinvolte nel tentativo di rapina, oltre a Leuzzi, sono: Stefano Spina, I.D.S., Gabriele Cucci, Ivana Carrozzo, M.Q. e I.R. 

“Anche in questo caso la vicenda veniva interamente seguita in ogni sua fase, dalla preliminare e dettagliata pianificazione sfruttando le indicazioni di I.D.S., ragazza che in passato aveva effettuato servizio di badante alla dipendenze dell'anziana signora, sino alla materiale esecuzione compiuta dal Leuzzi e dallo Spina. L'evento non veniva consumato per cause indipendenti dalla volontà dei due. “Il 27.05.2014 all’1:27 transitando a bordo dell'autovettura monitorata per la via Amalfi, Leuzzi informava G.C. del proprio incombente bisogno di denaro e quindi della sua intenzione di perpetrare un furto all'interno di una villa, trattandosi come egli stesso definiva di “una casa facile – facile”. Il colpo non andò a buon fine ma i carabinieri nel cortile della villetta trovarono una pistola del tipo scacciacani marca Bruni, modello 85 calibro 8 k priva di tappo rosso, completa di serbatoio. 5 cartucce a salve calibro 8 e un rotolo di nastro da imballaggio integro”. La droga veniva fornita principalmente da Dario Francavilla nei confronti del quale Leuzzi ha anche contratto un grosso debito saldato la cessione della sua Mercedes C1A l’auto monitorata dai carabinieri e anche da un fornitore di Guagnano, Le.

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