Cimitero, cade e chiede danni al Comune: 42mila euro

Atto di citazione in Tribunale a distanza di due anni: “Colpa dell’Ente, non c’erano presidi di sicurezza”

BRINDISI – Due anni fa la caduta mentre stava scendendo le scale di un edificio del cimitero di Brindisi, poi il ricovero in ospedale e adesso la richiesta di risarcimento danni al Comune: 42mila euro per lesioni personali. Colpevole (unico) di non aver garantito la necessaria sicurezza agli utenti del campo santo.

Il caso

Il tribunale di BrindisiL’istanza di pagamento con annesso atto di citazione in Tribunale è stata notificata a Palazzo di città da una donna residente in città, determinata a far valere le sue ragioni dopo la disavventura vissuta la mattina del 25 maggio 2016. “Mentre scendeva le scale all’interno del cimitero che collegano il primo al piano terra dell’edificio, poco prima di giungere al pianerottolo intermedio, subiva una rovinosa caduta a terra”, ha scritto il suo avvocato.

“Tutto questo a causa della mancanza dei presidi di sicurezza delle scale”, ha spiegato il legale. “In particolare non c’erano strisce adesive antiscivolo e non c’era un idonee corrimano”. In altri termini, secondo il civilista, una caduta che poteva essere evitata se solo ci fossero state le condizioni di sicurezza a cui è obbligato il Comune.

La richiesta risarcitoria

La donna è stata costretta a fare ricorso alle cure dei medici dell’ospedale Perrino e a conti fatti (fatti dal civilista), per quella caduta la brindisina ha riportato ferite (lesioni personali) “in ordine alle quali ha diritto a essere risarcita nella misura di 42.539 euro”. Gli interessi, ovviamente, sarebbero da calcolare a parte.

Il Comune

Cosa hanno risposto a Palazzo di città. Nulla. O meglio niente hanno chiarito i funzionari della ripartizione Lavori pubblici, competenti in materia di manutenzione del cimitero. A chiedere spiegazioni è stato il dirigente dell’ufficio legale interno, Pasquale Greco, anche segretario generale. Nonostante il silenzio dei colleghi, per Greco è necessario che il Comune si costituisca in giudizio per “resistere” alle richieste della donna “poiché allo stato non risulta l’effettivo verificarsi dell’incidente che dovrà essere comprovato in corso di causa”.

A rappresentare l’Amministrazione cittadina saranno gli avvocati interni Emanuela Guarino e Monica Canepa, nominati dalla Giunta, su proposta dell’assessore al Contenzioso, Mauro Masiello.

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