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Dragos Capitanescu

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Clandestini: arrestati tre trafficanti

BRINDISI – In soli tre giorni, tra martedì e ieri giovedì 14 febbraio, la Polizia di Frontiera del porto di Brindi ha intercettato 22 clandestini provenienti da aree di crisi asiatiche e mediorientali, arrestando tre trafficanti, due bulgari ed un rumeno. I veicoli a bordo dei quali gli immigrati erano nascosti, in angusti doppifondi, erano stati imbarcati nei principali porti greci di comunicazione con l’Europa, Patrasso (in due casi) e Igoumenitsa.

BRINDISI - In soli tre giorni, tra martedì e ieri giovedì 14 febbraio, la Polizia di Frontiera del porto di Brindisi ha intercettato 22 clandestini provenienti da aree di crisi asiatiche e mediorientali, arrestando tre trafficanti, due bulgari ed un rumeno. I veicoli a bordo dei quali gli immigrati erano nascosti, in angusti doppifondi, erano stati imbarcati nei principali porti greci di comunicazione con l'Europa, Patrasso (in due casi) e Igoumenitsa.

La Polmare ne ha dato notizia solo oggi, spiega il dirigente della Polizia di Frontiera, vicequestore Salvatore De Paolis, per poter effettuare una serie di riscontri investigativi legati all'attraversamento del territorio greco da parte delle "spedizioni" di clandestini incanalati in Europa attraverso i porti pugliesi e adriatici.

Il primo episodio risale al 12 febbraio, martedì, quando il personale della Polmare ha sottoposto a controllo un pullmino Volkswagen Transporter con targa bulgara con a bordo apparentemente solo Slavi Dimitrov di 52 anni e Ivo Ivanov di 44 anni. Il veicolo era appena sceso dalla Eurocargo Catania proveniente dal porto di Patrasso. L'agitazione dei due cittadini bulgari non è sfuggita agli operatori della Polmare.

Il controllo ha condotto poco dopo alla scoperta di un doppiofondo di altezza non superiore ai 30 centimetri, meno di un loculo, ricavato sotto alla parte inferiore della scocca del pullmino. Dentro c'erano quattro minorenni di nazionalità afghana, di età compresa tra i 14 e i 16 anni. Di loro si è occupato il giudice competente del Tribunale dei Minori di lecce, che ne ha disposto il provvisorio affidamento ad una casa-famiglia di S.Pietro Vernotico.

Per il transito sino in Grecia e Italia, hanno accertato i poliziotti della Polmare, le famiglie dei minorenni avevano pagato 4mila dollari a testa, e altri quattromila sarebbero stati versati a compimento del viaggio. Ma è stato solo l'inizio di una sequenza di tentativi di infiltrazione che hanno impegnato la Polizia di Frontiera anche nei giorni successivi.

Il personale al comando del vicequestore De Paolis infatti mercoledì 13 febbraio ha bloccato un'altra spedizione di clandestini nascosti a bordo di un Tir, questa volta con targa iraniana. Il mezzo pesante era sbarcato dal traghetto Sorrento proveniente da Igoumenitsa, e nel trailer del camion c'erano 13 uomini e una donna, tutti di nazionalità afghana come i minorenni del giorno precedente. L'Iran, per la cronaca, è il primo paese sulla rotta del traffico di clandestini tra Afghanistan e Pakistan, e l'Europa Balcanica.

Nello stesso giorno, e su un altro mezzo con targa iraniana, la Polmare ha trovato altri due immigrati nascosti tra gli assali dell'autocarro, ma si trattava di di persone provenienti dall'Iran. Per tutti questi clandestini, è stato applicato il respingimento in Grecia con la stessa nave.

Infine, ieri giovedì 14 febbraio, in trappola è finito un soggetto certamente collegato ad una organizzazione di trafficanti di clandestini con base in Grecia, che aveva fornito documenti falsi agli immigrati trasportati dal 23enne Dragos Capitanescu, rumeno di 23 anni, a bordo di un Renault Kangoo. Stavolta i clandestini - che si sono rivelati alla fine cittadini siriani - viaggiavano come normali passeggeri, confidando nei documenti falsi ricevuti, carte d'identità che ne attestavano invece la nazionalità rumena.

Il Kangoo era sbarcato poco prima dalla motonave Catania in occasione dell'arrivo proveniente da Patrasso, e Capitanescu (poi arrestato per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, aggravato dalla circostanza dell'internazionalità) ha giurato e spergiurato a lungo che i documenti erano autentici, e che i clandestini erano effettivamente rumeni e persone di sua conoscenza.

Non ci è voluto poi molto alla Polmare, però, stabilire che invece i documenti erano effettivamente falsi, e che i siriani avevano pagato in Grecia a un curdo (che è in fase di identificazione) 400 euro a testa solo per ricevere il documento falso. Per il viaggio avevano invece pagato 800 euro a testa all'organizzazione.

"Il Capitanescu è risultato fare parte di un'organizzazione più ampia, operante in Grecia e dedita al traffico di clandestini", fa sapere la Polmare di Brindisi. I controlli proseguono.

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