Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

Comune, cinque dirigenti ora battono cassa per le indennità ad interim

Lettera al sindaco: “Disagio per il mancato riconoscimento dal 2012”. “Il nostro è un impegno supplementare e oneroso”. Malumore tra gli impiegati, che richiamano i veti degli ispettori ministeriali

BRINDISI –  Cinque dirigenti del Comune di Brindisi si appellano al sindaco per chiedere “la pronta liquidazione delle indennità ad interim” dal 2012 ad oggi: “Non solo un mero riconoscimento economico, ma il segno della considerazione per la supplementare e onerosa assunzione di impegno e responsabilità”. La lettera con invito al pagamento è stata firmata da Costantino Del Citerna, dirigente del settore Affari generali; Nicola Zizzi, a capo delle Attività produttive; Mirella Destino, responsabile del settore Servizi finanziari; Tommaso Gagliani, alla guida dei Servizi demografici e Pietro Cafaro, già di ruolo come ingegnere capo dei Lavori Pubblici, attualmente in quiescenza.

Tutti chiamati a svolgere un doppio ruolo “a causa delle note carenze di figure dirigenziali”, ma ancora in attesa di ottenere il pagamento delle relative indennità “ad interim”, a far data dal 2012. Nella missiva arrivata a palazzo di città lo scorso 10 luglio e per conoscenza recapitata al dirigente del settore Risorse Umane, Angelo Roma, anche capo di gabinetto del primo cittadino, non ci sono indicazioni sul “quantum”, vale a dire sugli importi che spettano ai singoli, perché la questione non è economica. Non a sentire le ragioni degli autori, i quali dopo aver fatto un richiamo al “trattamento economico accessorio disposto per tali incarichi dalle norme di legge, dalla contrattazione collettiva, dai regolamenti comunali vigenti in materia”, spiegano le ragioni della richiesta.

Prima di tutto da cercare nello “spirito di servizio da sempre garantito dalla interna struttura dirigenziale di questo Comune”, poi nel “disagio che la situazione determina negli scriventi, i quali vedrebbero nel suddetto riconoscimento, non solo un mero ristoro economico, ma soprattutto il segno della considerazione da parte dell’Amministrazione comunale per la supplementare ed onerosa assunzione di impegno lavorativo e di responsabilità che viene garantita”.

Per questi motivi i cinque hanno chiesto “la pronta liquidazione delle indennità a ciascuno spettanti per i periodo di direzione ad interim, effettuati tra il 2012 e il 2014, facendo fin d’ora presente, pur con rincrescimento, che l’ulteriore inutile decorso del tempo costringerà gli scriventi a richiedere detto riconoscimento in altre sedi”. Quali siano gli altri “luoghi” non è specificato, ma pare che in mancanza di risposte del Comune, le richieste potrebbero approdare nelle sedi legali. Si vedrà.

Nel frattempo, si fanno sentire i malumori di alcuni dipendenti che dopo aver saputo della richiesta dei dirigenti, hanno riesumato il risultato dell’ispezione ministeriale del 2009, nella parte in cui i  funzionari del Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato,  sollevarono censure sulle indennità ad interim.  “Vengono censurati i comportamenti amministrativi” e al Comune venne chiesta “la ripetizione delle somme nei confronti dei destinatari” per un totale di 100.861,23: si trattava del totale dei compensi aggiuntivi a titolo di sostituzione dirigente.

Più esattamente, come riportato nella tabella riepilogativa dagli ispettori, all’ingegnere capo Pietro Cafaro, vennero riconosciuti 12.974,98 da maggio ad agosto 2005 e ottobre 2007; al capo di Gabinetto Angelo Roma, 81.336,67 (da dicembre 2006 allo stesso mese del 2008); Costantino Del Citerna, 6.369,58  (da novembre a dicembre 2007).

Per gli 007 ministeriali, “i suddetti compensi non trovano alcun riscontro nella disciplina del trattamento economico accessorio del personale con qualifica dirigenziale contenuta nei contratti collettivi di lavoro”. Il Comune, invece, ritenne che  “la fonte dei provvedimenti è un regolamento interno”: “sembra a chi scrive, pertanto, che eventualmente debba essere questa codificazione oggetto di analisi e non la concreta attività attizia che si è svolta alla stregua della norma o i destinatari per i quali vige un rapporto di lavoro subordinato”. Di indennità ad interim da quel momento in poi non si sentì più parlare. Fino ad oggi.

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