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 Guardia di Finanza

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Comune: Gdf indaga su piscine e mensa

BRINDISI - Ormai è un viavai quotidiano: dopo la Digos, anche la Guardia di Finanza ha bussato alle porte di Palazzo Granafei Nervegna, per acquisire documenti riguardanti la realizzazione delle tre piscine comunali (Sant'Elia, Masseriola e Casale, quest'ultima per artolesi) e la gara d'appalto per l'affidamento del servizio di mensa scolastica: il relativo bando venne ritirato dal sindaco Mimmo Consales, appena insediatosi, e alcune dichiarazioni del primo cittadino condussero il dirigente Nicola Zizzi ad autodenunciarsi alla procura, affinché la stessa dimostrasse che la sua condotta era stata limpida.

BRINDISI - Ormai è un viavai quotidiano: dopo la Digos, anche la Guardia di Finanza ha bussato alle porte di Palazzo Granafei Nervegna, per acquisire documenti riguardanti la realizzazione delle tre piscine comunali (Sant'Elia, Masseriola e Casale, quest'ultima per artolesi) e la gara d'appalto per l'affidamento del servizio di mensa scolastica: il relativo bando venne ritirato dal sindaco Mimmo Consales, appena insediatosi, e alcune dichiarazioni del primo cittadino condussero il dirigente Nicola Zizzi ad autodenunciarsi alla procura, affinché la stessa dimostrasse che la sua condotta era stata limpida.

La finanza dunque indaga su fatti risalenti alla precedente amministrazione, che per realizzare le tre piscine spese tre milioni di euro, una somma giudicata esagerata dalla Corte dei Conti. Uno degli impianti, quello di Sant'Elia, fu concesso ad una società sportiva e funziona bene e regolarmente da un anno e mezzo. Quello di Masseriola invece dovrebbe essere inaugurato a fine mese: prima c'erano stati problemi nella gara per l'affidamento ai privati, poi è emerso che i lavori del Comune non erano stati eseguiti alla perfezione, e dunque si è dovuto porre rimedio per evitare che la Asl bloccasse l'impianto una volta avviato. La piscina del rione Casale, infine, è stata affidata con grande fatica (ad una società della provincia di Lecce) in quanto la gestione della stessa era ritenuta onerosa.

Per quel che riguarda il servizio di mensa scolastica, fu lo stesso Consales a bloccare la gara d'appalto (8 milioni 250 mila euro in cinque anni) perché riteneva che una delle clausole potesse far sorgere dei dubbi: alle aziende partecipanti veniva infatti richiesta la proprietà di un centro-cottura a non più di 10 chilometri dalla città. Il primo cittadino verificò che soltanto un'impresa del settore poteva rispettare quella clausola, e dunque preferì ritirare il bando, accusando gli uffici comunali. Nicola Zizzi, dirigente della ripartizione Attività produttive e pubblica istruzione, sentitosi chiamato in causa, si autodenunciò alla procura della Repubblica e chiese di essere ascoltato: «Sento la necessità di difendermi da illazioni e ombre che sono state gettate sulla mia persona, attraverso l'amplificazione mediatica e "di corridoio". In caso di accertamento positivo, sarà possibile dare contenuto e sostanza a quelle ombre che, allo stato attuale, ottengono come unico risultato quello di minare la mia reputazione, la mia dignità di funzionario pubblico, la mia immagine di cittadino».

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