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Il Segnalibro: chiude con Vacca, fuoriprogramma con Rumiz

Con la presentazione del libro “Come fermare il tempo. E riempirlo di buone idee” (Mondadori, pp.197- euro 18,00) dell’ingegnere, ricercatore, divulgatore scientifico e scrittore  romano Roberto Vacca, si è conclusa martedì sera la terza edizione della rassegna letteraria

BRINDISI - Con la presentazione del libro “Come fermare il tempo. E riempirlo di buone idee” (Mondadori, pp.197- euro 18,00) dell’ingegnere, ricercatore, divulgatore scientifico e scrittore  romano Roberto Vacca, si è conclusa martedì sera la terza edizione della rassegna letteraria organizzata dalla Feltrinelli Point di Brindisi “Il Segnalibro - Punto di lettura” Estate 2016. Patrocinata dal Comune di Brindisi,  l’edizione estiva (iniziata il 5 luglio con l’autrice Catena Fiorello) ha ospitato nel giardino dell’ex convento Santa Chiara dodici rinomati autori, registrando ad ogni appuntamento un notevole successo di pubblico.

“In un solo anno”, rileva il curatore della rassegna letteraria, il giornalista Salvatore Vetrugno, “siamo riusciti ad ospitare ben trentadue autori, tra scrittori e giornalisti, tutti di fama nazionale”. “Il Segnalibro - Punto di lettura non è soltanto una semplice rassegna letteraria”, prosegue Vetrugno, “nel senso che sin dall’ideazione di questa rassegna, Feltrinelli Point Brindisi, nella persona del direttore Francesco Carlucci, ha fortemente voluto che la rassegna lasciasse un segno tangibile per la città. E così abbiamo fatto questo connubio tra la cultura e il sociale”. Il ricavato della terza edizione della rassegna è stato donato infatti alla BrinAil, sezione locale dell’Ail, l’associazione italiana contro le leucemie, per allestire una sala d’attesa per i familiari dei pazienti.

Da sinistra, Salvatore Vetrugno, Francesco Carlucci e Carla Sergio-2

“Anche quest’anno abbiamo raggiunto una somma considerevole che voi consegnate alla presidentessa della sezione di Brindisi dell’Ail, Carla Sergio”, rileva il direttore della libreria Feltrinelli Point Brindisi, Francesco Carlucci, rivolgendosi al numeroso pubblico presente nel giardino dell’ex convento Santa Chiara e consegnando la busta con l’assegno del ricavato della vendita dei libri alla presidente della BrinAil. “Al reparto di ematologia, nell’ala proprio destinata ai pazienti che devono affrontare un trapianto purtroppo manca una sala d’attesa per i familiari”, spiega la presidente BrinAil, “per cui i familiari che sono costretti a poter far visita ai loro congiunti soltanto per pochi minuti, si trovavano costretti a stare così, buttati in un corridoio per tante ore”.

E prosegue: “Noi vorremmo, questo è l’input iniziale, poi chiaramente la nostra associazione metterà tutto il resto, allestire una sala d’aspetto per i familiari, arredarla con poltrone e con mobili, in modo che, per quanto possibile, siano alleviate quelle ore di attesa”. La presidente BrinAil conclude quindi affermando: “la nostra associazione ce la metterà tutta per finirla nel più breve tempo possibile e ovviamente poi ve ne darò notizia, lo vedrete dalla stampa quando tutto sarà realizzato”.

Sul palco sale poi il professor Roberto Vacca. “Come fermare il tempo. E riempirlo di buone idee” è il suo quarantaseiesimo libro. Vacca ha condotto diversi programmi tv di divulgazione scientifica ed è stato invitato più volte nelle trasmissioni per fare delle previsioni, analizzare gli andamenti  e capire in che modo ci sarà l’evoluzione in determinati campi. Per Vacca dai tempi più antichi le previsioni si dividono in due categorie: quelle fatte dagli scienziati  e quelle fatte da coloro che hanno cercato di prevedere i grandi eventi per intuizione. 

Il pubblico (2)-2-5

L’autore ricorda alcune previsioni che fece quaranta anni fa in un libro incentrato sui rischi della eccessiva complicazione dei grandi sistemi tecnologici, previsioni che non si sono avverate. Le previsioni di Vacca ipotizzavano un blocco tecnologico: “Sostenevo che poteva venire un blocco di un primo sistema, un sistema di trasporti, un sistema di approvvigionamenti, un sistema politico, fino a diffondersi e a bloccare la civiltà moderna”, spiega l’autore.

“Addirittura dicevo succederà prima della fine del millennio. Per niente, non è mai successo”.  L’ingegnere evidenzia quindi come oggi di rischi ne corriamo più di quanti ne corressimo quaranta anni fa perché: “molte delle grandi decisioni che prendiamo, molti dei sistemi di organizzare la tecnologia, la società, sono affidati a computer e non sappiamo in che modo”. Vetrugno rileva che l’autore nella prefazione scrive che i capitoli del libro si possono considerare un manuale per fare il meglio possibile, per destreggiarci in questo mondo imperfetto.

“Ovviamente l’idea di fermare il tempo è una metafora, il tempo non si ferma”, afferma l’autore riferendosi al suo libro, “la cosa da fermare, viceversa, è questo aumento di velocità che abbiamo in tutti i suoi aspetti inutili, perché con velocità estrema stiamo ricevendo informazioni”. E a tal proposito Vacca fa riferimento a internet che definisce “una grande ricchezza”, “un modello del mondo” dentro cui c’è di tutto: cose nuove, cose belle, cose intelligenti, cose stupide, cose false. “Bisogna imparare e lavorarci”, dice, “cercando le cose migliori ed evitando le peggiori e perciò, fermare il tempo significa, secondo quello che ho scritto qui, fermare il flusso delle cose inutili, che sono tante”.

Per eliminare il tempo che perdiamo inutilmente Vacca consiglia di usare lo strumento dell’introspezione, vale a dire guardare dentro noi stessi. Poi l’argomento “era digitale” e l’importanza della qualità della comunicazione, del parlare e dello scrivere in modo chiaro per pensare chiaro.

La copertina del libro di Roberto Vacca-2

Nel suo libro il professore affronta anche un argomento particolare, quello del burn out, vale a dire quando si brucia fino ad esaurimento il proprio entusiasmo, la propria originalità, la propria capacità di reagire. Questo può succedere per il professore ad esempio alle persone che vanno in pensione e non si sono preparate e non sanno cosa fare dopo.  La cura consigliata da Vacca per superare quel periodo in cui una persona si sente svuotata, consiste nel pensarci per tempo, dedicandosi a degli hobby come ad esempio il lavoro manuale.

Altro argomento interessante toccato nel corso della serata, è quello di come esercitare la memoria. “Addirittura è possibile esercitarla in modo associativo, meccanico, in modo da ricordarsi delle lunghe serie di concetti. L’ha inventato Cicerone”, afferma l’autore.

La rassegna letteraria avrà un “fuori programma” il 29 agosto, alle 21.00, sempre nel giardino dell’ex convento Santa Chiara di Brindisi, con la presentazione del libro di Paolo Rumiz, dal titolo “Appia”.  Durante la serata sarà trasmesso un documentario che testimonia il cammino che Rumiz ha fatto da Roma a Brindisi ( 611 Km), quest’ultima parte finale della Via Appia.

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