"Non una di meno" in difesa della giornalista insultata

Anche l’associazione “Non una di meno” Brindisi prende posizione sulla vicenda delle ingiurie e delle minacce subite su un social network dalla giornalista e attivista di Libera, Tea Sisto

BRINDISI – Anche l’associazione “Non una di meno” Brindisi prende posizione sulla vicenda delle ingiurie e delle minacce subite su un social network dalla giornalista e attivista di Libera, Tea Sisto, che aveva preso posizione contro le polemiche sui migranti che nei giorni scorsi hanno interessato la città. Ricordiamo che la giornalista ha deciso di adire le vie legali a propria tutela. Ecco il comunicato integrale inviato alla stampa da “Non una di meno”, che definisce “fascisti” gli autori dei post.

I soggetti fascisti, come accade in queste ultime ore a Brindisi, si dimostrano immediatamente per ciò che sono quando devono attaccare una donna per le sue idee contrastanti: utilizzano l'augurio di stupro per zittirla quando osa avere delle opinioni. Fingono di volerci difendere solo quando il presunto aggressore non è italiano, e utilizzano questa convinzione per spaventarci.

Ma noi sappiamo che la cultura dello stupro è endemica e senza confine nazionale, e la combattiamo sempre da chiunque venga diffusa. La cultura dello stupro è anche agitare un presunto rischio di subirlo, quando questo viene fatto strumentalmente. Il nazionalismo, il fascismo, utilizzano lo stupro come uno strumento per spaventare le donne, fingendo di volerle difendere.

I fascisti se ne fregano delle donne quando esse vengono stuprate, molestate e prevaricate da italiani. Li sentiamo e leggiamo parlare di stupro solo quando si tratta di attaccare uno 'straniero'. Quando una donna ha un'opinione, si usa la sua presunta passività sessuale per spaventarla e zittirla. Ma avete fatto male i conti, perché non ci zittite.

Noi diciamo "no", ci schieriamo fermamente al fianco di Tea Sisto, che in questi giorni sta subendo una 'tempesta di fango' sui social a causa delle sue idee politiche e umane antirazziste, a sostegno dell'umanità tutta senza distinzione di provenienza e colore della pelle.

Siamo e saremo sempre al fianco delle persone e dei movimenti antirazzisti, e di chi come Tea si impegna per l'inclusione e per il sostegno umano e pratico. Ci chiamino pure 'buoniste' solo perché non odiamo a priori una persona sulla base della sua provenienza nazionale, ma non si permetta nessuno di suggerire sarcasticamente: "auguro a lei che mai la violentino o le violentino una figlia, una nipotina o una mamma, poi vedremo se le rimane ancora tanto buonismo.. " per chiudere con un terribile "magari sarà pure contenta!!! " (da uno dei commenti denunciati dalla compagna).

Nessuna persona puo' essere contenta di subire uno stupro, lo stupro uccide l'anima di chi lo subisce e questo non cambia di gravità sulla base della nazionalità del carnefice. Siamo femministe e antirazziste, sappiamo che la violenza di genere non ha nazione, e questo affiancamento automatico della violenza sessuale allo 'straniero' ci fa ribrezzo.

Siamo compatte, unite e arrabbiate, e facciamo scudo attorno a Tea con la forza della nostra preparazione politica, della nostra caparbietà, del nostro spirito antifascista, antisessista e antirazzista. Se toccano una, toccano tutte.

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