Sabato, 23 Ottobre 2021
Cronaca

Cento anni fa il salvataggio a Brindisi dell'esercito serbo

Un episodio storico di grande valore umanitario accaduto durante la Prima guerra mondiale è stato ricordato venerdì sera nel corso della quarta sessione dell’undicesimo Convegno Nazionale di Studi e ricerca storica

BRINDISI - Un episodio storico di grande valore umanitario accaduto durante la Prima guerra mondiale è stato ricordato venerdì sera nel corso della quarta sessione dell’undicesimo Convegno Nazionale di Studi e ricerca storica promosso dal Rotary Club Brindisi, dalla sezione di Brindisi della Società di Storia Patria per la Puglia, dalla Società Storica di Terra d’Otranto e da AssoArma Brindisi. L’importante incontro, dedicato al salvataggio dell’esercito serbo, si è svolto presso il Grand Hotel Internazionale di Brindisi ed ha visto la partecipazione in veste di partner, della Prefettura di Brindisi, della Marina Militare Italiana (Brigata Marina San Marco) e dell’Archivio di Stato di Brindisi.

L'avvocato Paolo Perrone-3Ad aprire i lavori del convegno, il presidente del Rotary Club Brindisi, l’avvocato Paolo Perrone, secondo il quale eventi del genere rientrano appieno nelle finalità, negli scopi, di un’associazione di servizio come il Rotary Club. “Siamo convinti”, afferma Perrone, “che solo attraverso la cultura, attraverso la riscoperta della nostra storia, si possa effettivamente arrivare a perseguire quello scopo di promozione umana che è uno degli scopi del Rotary. Siamo convinti che senza cultura, senza conoscenza, una comunità non possa in alcun modo progredire, da nessun punto di vista, meno che mai dal punto di vista economico”.

Il primo indirizzo di saluto è stato affidato al prefetto di Brindisi, Annunziato Vardè, Annunziato Varzè-2che ha messo in rilievo la partecipazione della comunità brindisina, durante la Prima guerra mondiale, al fianco della Marina Militare, protagonista quest’ultima “dell’eroico intervento finalizzato a soccorrere l’esercito serbo e che ha consentito di salvare migliaia e migliaia di vite umane”. “Partecipazione che ha dimostrato il particolare spirito umanitario che poi è stato rivissuto”, conclude il prefetto, “così come io ho avuto modo di conoscere,  recentemente, durante l’esodo degli albanesi.”

Nicola Prete-2Il generale Giuseppe Genghi-2Quindi i saluti del dottor Nicola Prete, già prefetto di Brindisi e membro onorario del Rotary Club e della sezione cittadina della Società di Storia Patria per la Puglia, del professor Stefano Vinci dell’Osservatorio sull’Europa e il Mediterraneo fra le due Guerre Mondiali  - Università degli Studi di Bari, e del presidente AssoArma Brindisi, Giuseppe Genghi.

Il professor Giuseppe Teodoro Andriani della Società di Storia Patria per la Puglia, coordinatore del convegno, ha ripercorso brevemente i vari avvenimenti storici che causarono lo scoppio della Prima guerra mondiale: dall’uccisione a Sarajevo dell’erede al trono imperiale austro-ungarico, l’arciduca Francesco Ferdinando d’Asburgo e della moglie, all’ultimatum dell’Austria-Ungheria al governo serbo. Andriani ha quindi ricordato la successiva contrapposizione tra le due potenti coalizioni di stati: Intesa e Imperi centrali, la neutralità dell’Italia e la sua successiva dichiarazione di guerra all’Austria-Ungheria.  

La base della Regia Marina durante la I Guerra mondialeIl primo relatore del convegno, il professor Federico Imperato, dottore di ricerca in Storia delle relazioni e delle organizzazioni internazionali presso l’Università degli Studi di Bari, si è soffermato, nel suo intervento, sul contributo dato dalla diplomazia italiana all’opera di rifornimento, soccorso e salvataggio dei profughi serbi, “civili e militari che lasciavano la loro terra dopo l’invasione congiunta di austriaci e tedeschi da una parte e bulgari dall’altra”. Imperato ha quindi proposto una visione d’insieme di quella che era la situazione internazionale prima dell’entrata in guerra dell’Italia e durante il conflitto. 

Giosuè Allegrini-3Il capitano di vascello Giosuè Allegrini, capo Ufficio Storico della Marina Militare Italiana di Roma, nel suo intervento incentrato sulla Regia Marina e il salvataggio dell’esercito serbo, ha evidenziato come l’Italia sia una nazione a fortissima vocazione marinara e come la cultura del mare sia uno degli elementi fondamentali del potere marittimo. Per Allegrini, il salvataggio dell’esercito serbo “fu una vera e propria operazione umanitaria, oltre che un’importante mossa strategica condotta dalla Regia Marina con il concorso di unità francesi, inglesi e dell’esercito italiano.”

Da sinistra, Ivan D'Addario e Domenico Urgesi-2L’intervento del professor Ivan D’Addario, Storico del Diritto presso la sede di Taranto dell’Università degli Studi “Aldo Moro”, ha riguardato invece la presenza delle truppe italiane nella piazzaforte marittima militare di Taranto. Quest’ultima decretò l’occupazione e la requisizione di tutti gli alloggi e di tutte le proprietà per far alloggiare le truppe italiane che dovevano partire per l’Albania in soccorso dell’esercito serbo. Il presidente della Società Storica di Terra d’Otranto, Domenico Urgesi, ha invece relazionato sul ruolo della base navale di Brindisi e sull’operazione di salvataggio dell’esercito serbo che per lo storico fu un’operazione a carattere umanitario, militare e diplomatico.

Giacomo Carito-7Le conclusioni del convegno sono state affidate al professor Giacomo Carito, vicepresidente regionale della Società di Storia Patria per la Puglia. “Se noi guardiamo Brindisi in una cartina che esclude il Mediterraneo, capiamo poco sul ruolo di questa città”, afferma Carito, che rileva come  nelle carte geografiche in verticale Brindisi appaia l’ultima frontiera dell’Unione Europea. “Ma se noi guardiamo la carta del Mediterraneo, noi siamo al centro. Ed allora il punto è questo: dobbiamo recuperare questo senso di appartenenza a un mare e all’intreccio di culture che in quel mare si sono sviluppate, altrimenti smarriamo il ruolo di questa città”.

Per lo storico “non dobbiamo aver paura di volgere lo sguardo verso il mare perché è sul mare che Brindisi ha creato le proprie fortune”. Carito conclude affermando: “E là che dobbiamo guardare. Voltare per un attimo le spalle alla terra, anche se è difficile perché noi abbiamo una campagna molto ricca, ma guardare con più fiducia e rinnovata speranza nell’avvenire proprio verso il mare”. Il convegno, che richiamato l’attenzione su una pagina importante della nostra storia, ha avuto il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia della Repubblica d’Albania ed è stato sponsorizzato dal Grand Hotel Internazionale di Brindisi.

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