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Detenuto ai domiciliari, usava Facebook: trasferito in carcere

Quattro arresti a Latiano da parte dei carabinieri per violazione delle prescrizioni ed esecuzioni di ordini di carcerazione. Si tratta di Giovanni Nardelli 42 anni, Santo Eupremio Catanzaro 50 anni, Antonio Donato Piccioli 38 anni e un suo coetaneo

LATIANO – Quattro arresti a Latiano da parte dei carabinieri per violazione delle prescrizioni ed esecuzioni di ordini di carcerazione. Si tratta di Giovanni Nardelli 42 anni, Santo Eupremio Catanzaro 50 anni, Antonio Donato Piccioli 38 anni e un suo coetaneo che dopo le formalità di rito è stato rimesso in libertà. A Piccioli è stata notificata un’ordinanza di “sostituzione della misura coercitiva degli arresti domiciliari con la custodia cautelare in carcere”, emessa dall’Ufficio di Sorveglianza di Lecce essendo stato denunciato dai militari perché sorpreso a intrattenere diversi contatti telematici tramite il social network Facebook in violazione delle prescrizioni impostegli.

PICCIOLI Antonio Donato, classe 1978-2NARDELLI Giovanni, classe 1974-2Nardelli, già sottoposto ai domiciliari, è stato raggiunto da un ordine di esecuzione per espiazione di pena emesso dalla Procura della Repubblica di Brindisi, Ufficio esecuzioni penali, perché deve espiare la pena di 7 anni, 10 mesi e 11 giorni di reclusione, per concorso in detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, ricettazione e riciclaggio, fatti accertati a San Vito dei Normanni il 26 luglio 2003, Brindisi dall’1 settembre al 31 ottobre 2001 e Spilimbergo in Friuli dall’1 agosto al 31 ottobre 2002. Dopo le formalità di rito, è stato rinchiuso nella casa circondariale di Brindisi.

A proposto di Nardelli, il suo avvocato Giuseppe Miccoli del Foro di Napoli, fa sapere che "il signor Nardelli è in espiazione di pena detentiva già dal 21 ottobre 2015 in virtù di un cumulo di pene che non contemplano in alcun modo l’appartenenza all’associazione di tipo mafioso denominata Sacra Corona Unita né ha mai riportato nella sua vita condanne di questo genere".

CATANZARO Santo Eupremio, classe 1966-2Catanzaro, anche lui raggiunto da un ordine di carcerazione, invece deve scontare una pena di sei anni e sei mesi di reclusione, per calunnia ed estorsione, reati commessi a Guagnano (Le) il 20 novembre 2006 e nel mese di febbraio 2007. Anche per lui si sono aperte le porte del carcere di via Appia a Brindisi. Mentre l’altro 38enne è stato sorpreso in compagnia di una persona gravata da numerosi pregiudizi penali, in violazione delle prescrizioni relative alla sorveglianza speciale con l’obbligo di soggiorno nel Comune di residenza a cui attualmente è sottoposto. L’arrestato, dopo le formalità di rito, su disposizione del Pubblico Ministero, che non ha ritenuto necessaria l’applicazione di una misura cautelare, è stato rimesso in libertà.

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