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Quando una passione diventa un lavoro: la storia di Marco e del suo olio

Marco Spinosa, 32 anni cellinese, la passione per la sua terra e la voglia di inventarsi un lavoro sfruttando un territorio bello e dannato

CELLINO SAN MARCO – La voglia di lavorare, di lavorare la terra. Di investire su un territorio bello e dannato, fin troppo maltrattato ma dalle mille potenzialità. Il coraggio di mettersi in gioco e sfidare a testa alta le avversità. E poi l’amore smisurato per la propria terra. Per il posto dove è nato e cresciuto e che lo ha accolto sempre, al ritorno da ogni viaggio segnato da esperienze lavorative. Il sogno di produrre un olio d’oliva locale "cento per cento italiano" si legge sull'etichetta. Sono questi gli ingredienti che cinque anni fa hanno spinto il 32enne Marco Spinosa di Cellino San Marco a “mettersi in proprio” e aprire un’azienda agricola tutta sua. E oggi, nei limiti del possibile, riesce anche a dare lavoro a qualche disoccupato.

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Ha iniziato con cento alberi d’ulivo, ereditati dai nonni materni. Ora ne ha quasi tremila e quest’anno, dopo cinque anni di duro lavoro, lotte e speranze, è nato il suo primo olio. Biologico, prodotto con olive trattate quasi come figli. Curate con amore senza l’uso di diserbanti, i nemici delle piante e dell’uomo.  

“Con i miei alberi ci parlo, li accarezzo, li coccolo – commenta Spinosa – li coltivo senza veleni, usando fertilizzanti naturali come ad esempio il letame, non c’è bisogno di usare sostanze chimiche per aiutare la pianta a crescere, basta essere costanti nelle cure e rifarsi ai metodi dei nostri nonni”. Che non sbagliavano mai.

Tutti i sacrifici quest’anno, finalmente, hanno portato i primi frutti: “Chi ha assaggiato il mio olio è rimasto soddisfatto e questo per me è già un grande successo. Non è stato facile arrivare a produrre olio, gli alberi che acquistai cinque anni fa erano in condizioni disperate, completamente abbandonati, ci è voluto molto lavoro e sacrificio per arrivare al risultato di oggi e anche se ancora la strada da fare è lunga, sono già orgoglioso di questo piccolo successo”.

raccolta olive marco spinosa-2Dalla parte di Marco e dei suoi sogni c’è sempre stata la sua famiglia, i suoi amici che lo hanno sostenuto nonostante l’impresa un po’ ardua per un ragazzo di soli 27 anni in un settore non proprio roseo quale è quello agricolo, dove la sicurezza di nun buon raccolto non è mai scontata. “Mio padre lavora in banca, mia madre è insegnante, mia sorella è laureata in lingue e insegna, la gente spesso mi chiede perché ho scelto questo lavoro e chi me la fa fare”. Nei periodi di produzione la sveglia per Marco è alle 5 e non prima delle 15 torna a casa. Dopo pranzo va in frantoio per controllare la macina delle sue olive.

“Ma non mi pesa per niente”, aggiunge, “ho ereditato questa passione dai miei nonni materni, grazie al sostegno dei miei genitori sono riuscito a comprare gli ulivi e a mettere in piedi questa piccola azienda, la campagna per me è la gioia più grande, qui in Puglia abbiamo una terra invidiata da tutta l’Italia e in pochi lo hanno capito, ci sono tanti uliveti abbandonati che potrebbero diventare una risorsa. Io ho avuto dalla mia parte la famiglia e gli amici. Uno in particolare, Raffaele Simone, che mi è sempre stato accanto, innamorato anche lui come me delle sue radici, sempre pronto a valorizzare questo paese e tutte le risorse che ha".

"I giovani dovrebbero credere un po’ di più in questo territorio e avere il coraggio e la voglia di affrontare le sfide, tutto il resto viene da solo. Io la mia scommessa l’ho vinta, ho avuto tante esperienze lavorative, anche all’estero ma questa è quella che più mi rappresenta, non sogno di divenatare ricco ma solo di avere una vita dignitosa e di portare in giro per l'Italia e all'estero il nome della nostra terra”.

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