Cronaca

“Dammi la guardiania o ti faccio danno. E mi fece anche avance sessuali”

La testimonianza di Francesca Giglio nel processo a carico di Raffaele Iaia, ex assessore, per tentata concussione: “Una volta mi portò a Masseria Martucci, disse che potevo lavorare come hostess a un matrimonio: non c’era nessuna cerimonia”. La difesa pronta a replicare chiede di essere ascoltata

BRINDISI – “Una mattina incontrai Raffaele Iaia nei pressi del Comune di Brindisi e mi fermò dicendomi che avrei dovuto far fare alla sua società, la Ipi, la guardiania a una fiera che stavo organizzando, altrimenti mi avrebbe fatto danno. In precedenza, invece, mi fece avances a sfondo sessuale, un volta mi mise una mano sulla gamba e un’altra volta mi abbracciò”.

Raffaele IaiaIl ricordo di quel che sarebbe avvenuto tre anni fa è stato riferito questa mattina al Tribunale di Brindisi da Francesca Giglio, in veste di testimone citata dal pubblico ministero Milto Stefano De Nozza nel processo in cui è imputato Raffaele Iaia, ex assessore alle Attività produttive, con l’accusa di tentata concussione ai danni della giovane, 25 anni, che il 17 dicembre 2013 organizzò la Fiera di Natale nel piazzale dell’Ipercoop, chiamata Capitale 43. L'iniziativa era promossa dall'agenzia Fg Events Creation.

La ragazza si è costituita parte civile già in occasione della prima udienza con l’avvocato Paolantonio D’Amico, il quale ha formalizzato la richiesta di risarcimento danni per centomila euro nei confronti dell’ex componente dell’esecutivo, dimessosi dopo la notifica della richiesta di rinvio al giudizio del Tribunale.

Iaia, difeso dagli avvocati Fabio Di Bello e Gianvito Lillo, ha sempre respinto l’accusa dicendosi pronto a dimostrare che la verità sarebbe altra, ma dovrà aspettare ancora per avere modo di riferirla ai giudici.  Questa mattina era presente all’udienza, interamente dedicata all’ascolto della giovane che all’epoca sporse denuncia facendo il nome di Iaia.

Francesca Giglio, in qualità di teste ha parlato per quasi tre ore rispondendo alle domande del sostituto procuratore, il quale ha voluto ricostruire anche il rapporto di conoscenza tra i due e nel riferire tale circostanza, la ragazza ha raccontato di alcuni episodi che non sono contestati nel capo di imputazione e che attengono a presunte avance a sfondo sessuale riferite in sede di interrogatorio davanti al pm.

“Ho lavorato per Raffaele Iaia e la sua Ipi come hostess e anche per fare qualche fotografia a persone che mi segnalava lui, come nel caso di una donna sbarcata in aeroporto di cui mi mostrò la foto. Non sapevo chi fosse, lui mi chiese di tenerla d’occhio”, ha detto seduta al banco dei testimoni. “Una volta è successo che mi propose di fare l’hostess a un matrimonio a Masseria Martucci e nel tragitto che facemmo in auto mi mise una mano sulla gamba, ma quando arrivammo scoprii che non c’era alcuna cerimonia e Iaia mi invitò a prendere un aperitivo con lui e mi abbracciò”.

Il sostituto procuratore Milto De NozzaNello stesso processo sono confluite le accuse di esercizio abusivo della professione di investigatore privato, trattamento illecito di dati personali, contestate in concorso con la sorella Angela.  Secondo il pm Milto Stefano De Nozza (nella foto)  “fino al dicembre 2013 avrebbe effettuato attività non autorizzata di investigazione e ricerca di informazioni per conto di privati.

Per Iaia, inoltre, c’è l’accusa legata al possesso di una Beretta Calibro 9, munita di 100 proiettili, per la quale c’è un regolare porto d'armi che risulta però essere stato rilasciato sulla base di una dichiarazione mendace sulla data di nascita.

La prossima udienza sarà dedicata all’ascolto di altri testi della pubblica accusa

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