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Delega speciale al consigliere comunale imputato per gli appalti Asl

Imputato nell’inchiesta sugli appalti Asl, consigliere comunale di Brindisi e di recente titolare di una delega speciale nuova, alla cosiddetta “clausola sociale”: ad Antonio Ferrari, esponente del Centro democratico, è stata assegnata la responsabilità dell’”attività amministrativa istruttoria” legata alla possibilità di assumere disoccupati brindisini

BRINDISI – Imputato nell’inchiesta sugli appalti Asl, consigliere comunale di Brindisi e di recente titolare di una delega speciale nuova, alla cosiddetta “clausola sociale”: ad Antonio Ferrari, esponente del Centro democratico, è stata assegnata la responsabilità dell’”attività amministrativa istruttoria” legata alla possibilità di assumere disoccupati brindisini alle dipendenze di imprese vincitrici di bandi indetti dall’Amministrazione.

L’avviso per aggiornare l’elenco nel quale figurano già 816 nominativi è stato pubblicato nei giorni scorsi e riguarda tutti coloro i quali non lavorano da almeno sei mesi e che abbiano un reddito ai fini Isee, riferito all’anno 2014, non superiore a 3.820,71 euro. Le assunzioni potranno avvenire, previa verifica dei requisiti e dell’esperienza, nella misura del 30 per cento sul totale dei posti lavoro previsti per lo svolgimento degli appalti aggiudicati dal Comune.

Cosa dovrà fare Ferrari? E’ stato delegato all’esercizio dell’attività istruttoria, secondo le seguenti attribuzioni: applicazione della clausola sociale ex articolo 69 del decreto legislativo 163 del 2006 di cui alla delibera del consiglio comunale del 19 dicembre 2014 e alle delibere della Giunta del 27 febbraio 2015, del 3 agosto 2015, e le ultime del 3 e del 13 novembre.

Il provvedimento di nomina porta la firma del sindaco Mimmo Consales ed è del 23 novembre scorso, il giorno stesso è stato notificato al diretto interessato al quale di recente è pervenuta la nuova richiesta di rinvio al giudizio del Tribunale con l’accusa di aver fatto parte di “un’associazione per delinquere finalizzata al compimento di una serie indeterminata di delitti e in particolare di reati contro la pubblicazione amministrazione, corruzione per atti contrati ai doveri d’ufficio, peculato, turbativa d’asta e falso in atto pubblico”. Contestazione mossa in relazione alla professione svolta da Ferrari che è “geometra in servizio  presso l’area gestione tecnica della Asl ed amministratore di fatto della Ferrari Costruzioni srl, poi denominata Co.Ge.Pu spa”.

La coincidenza temporale delle notifiche non è sfuggita agli attenti osservatori delle dinamiche interne al Comune secondo i quali, proprio in relazione allo status di imputato, a maggior ragione a conclusione di una inchiesta nata attorno agli appalti indetti da un’altra Pubblica amministrazione, qual è la Asl, sarebbe stato il caso di non procedere alla nomina di Ferrari. Questione di opportunità, niente di più. Non si tratta di emettere sentenze, formulare giudizi penali o morali. Anzi, il principio di non colpevolezza garantito costituzionalmente viene invocato come premessa, per cui non si discute della questione penale che rimane congelata in attesa della conclusione del procedimento. E val la pena di ricordare che nel caso di Ferrari, per l’accusa legata al sodalizio, il processo non è iniziato.

Si è nella fase dell’udienza preliminare: il consigliere comunale dovrà comparire a fine gennaio dinanzi al gup, a cui spetta la decisione se rinviare o meno lui e altri undici imputati al giudizio del Tribunale, in composizione collegiale.

La richiesta di processo è del sostituto procuratore Giuseppe De Nozza ed è in linea con la precedente istanza accolta nel decreto di giudizio disposto da altro gup in sede di udienza preliminare, ma di fatto annullato lo scorso giugno dal Tribunale di fronte all’eccezione sollevata dall’avvocato Ladislao Massari rispetto alla lesione del diritto di difesa degli imputati per via di una differenza nella contestazione:  nel decreto con cui il gup dispose il giudizio immediato custodiale, l’imputazione era “sino alla data odierna”, mentre nel provvedimento di arresto eseguito il 12 novembre 2013, la contestazione arrivava sino al 2010. Ecco perché gli atti per i 12 imputati, tra cui Antonio Ferrari, sono tornati nelle mani del pm per poi passare ad un altro gup.

Nella stessa situazione del consigliere comunale si trovano: Francesco Perrino, legale responsabile della società Cogit spa; Vincenzo Corso, ex direttore dell’area gestione tecnica dell’Azienda sanitaria di Brindisi e presidente dei seggi di gara, nonché responsabile della custodia delle buste contenenti le offerte economiche che, nel teorema accusatorio, venivano aperte; Cosimo Bagnato, amministratore unico della Bagnato Costruzioni Srl; Vittorio Marra e Adolfo Rizzo amministratori di fatto della Srl Re.Vi; Giuseppe Rossetti titolare dell’omonima ditta individuale; Cesarino Perrone amministratore unico della Eco Service Srl; Antonio Camassa legale rappresentante della Camassa Impianti Srl; Emilio Piliego e Roberto Braga responsabili della Edil Tecno Costruzioni Snc; Mauro De Feudis manager della Manutencoop Faciliy Managemente Spa.

Per i reati cui sarebbe stata finalizzata l’associazione, ossia turbativa d’asta, utilizzazione di segreti d’ufficio, falso e peculato si continua regolarmente e il dibattimento prosegue.

Ferrari non è l’unico consigliere ad essere imputato nell’inchiesta sugli appalti Asl: con la medesima accusa di aver preso parte all’associazione c’è Cosimo Elmo, geometra funzionario della Azienda sanitaria,  eletto nella lista di Forza Italia, già assessore ai Lavori pubblici difeso dagli avvocati Giuseppe Guastella e Mimmo De Michele, i quali hanno ribadito l’assoluta estraneità ai fatti del loro assistito. Per il reato associativo è stato già rinviato a giudizio.

Risulta, invece, fuori dal processo il capogruppo del Pd, Salvatore Brigante, medico urologo, accusato di aver usato l’auto della Asl per andare a Roma per un convegno dei Ds: il peculato contestato è stato dichiarato estinto per prescrizione essendo passato del tempo, dal momento che il fatto si riferiva al 21 luglio 2007. 

Resta imputato in un altro processo, Massimiliano Oggiano, capogruppo del movimento fittiano Conservatori e Riformisti: è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, da cui deve difendersi in Appello dopo che la procura ha impugnato la sentenza di assoluzione pronunciata dal Tribunale di Brindisi, a fronte di una richiesta di condanna a sei anni e sei mesi. Oggiano, per questo motivo, è stato inserito nella lista degli impresentabili dalla Commissione parlamentare Antimafia alla vigilia delle elezioni regionali a cui era candidato a sostegno di Francesco Schittulli. 

Imputato è anche un neo consigliere regionale, Mauro Vizzino di Mesagne, eletto nella lista Emiliano sindaco di Puglia: la Procura della Repubblica di Brindisi ha chiesto il rinvio a giudizio del assieme ad Alessandro Coccioli, entrambi in qualità di dipendenti del Centro unico di prenotazione della Asl di Mesagne. L'accusa è di peculato in continuazione commesso da incaricato di pubblico servizio. I fatti contestati si riferiscono a un periodo compreso fra il 2009 al 2012. Le indagini sono state delegate dal pm ai carabinieri dei Nas di Taranto. 

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