Cronaca

Mobbing da demansionamento: condannato il Comune di Francavilla

Con una sentenza del giudice del lavoro di Brindisi, Domenico Toni, ottiene giustizia una dipendente comunale di Francavilla Fontana, Silvia Monica Tardivo, che con ricorso dell’11 agosto 2011 aveva affidato al magistrato una storia di mobbing

Il Comune di Francavilla Fontana

FRANCAVILLA FONTANA – Con una sentenza del giudice del lavoro di Brindisi, Domenico Toni, ottiene giustizia una dipendente comunale di Francavilla Fontana, Silvia Monica Tardivo, che con ricorso dell’11 agosto 2011 aveva affidato al magistrato una storia di mobbing svoltasi tra il 2007 e il 2009 tra gli uffici di Palazzo Imperiali.

Una vicenda fatta di trasferimenti continui e di incarichi impossibili da svolgere per condizioni obiettive, ma anche di incarichi con mansioni superiori poi disconosciute sul piano retributivo. Un clima pesante che avevano provocato due malori sul posto di lavoro della ricorrente, con ricoveri al pronto soccorso, e uno stato di prostrazione psichica riconosciuto in varie perizie e diagnosi specialistiche, con necessario ricorso a terapie farmacologiche.

Il giudice ha condannato il Comune di Francavilla al pagamento di una somma di 14.824,95 euro per le mansioni superiori svolte dalla Tardivo tra il novembre del 2005 e il marzo del 2007, e al risarcimento del danno legato al demansionamento patito tra il settembre del 2007 3 il marzo del 2009, il periodo dei trasferimenti continui in uffici in cui la dipendente comunale non veniva messa in condizioni di poter svolgere il proprio lavoro, per un ammontare di 18.834,39 euro, al netto delle rivalutazioni.

Numerose le vicende riportate nel ricorso e gli episodi che avevano causato malessere fisico e psicologico alla dipendente Silvia Monica Tardivo. Come il trasferimento nell’ufficio dei vigili urbani, dove le avevano assegnato una stanza di due metri per due, e da dove si accedeva anche ai servizi igienici maschili, poi occupata anche da due distributori automatici in un periodo di assenza per malattia della stessa impiegata. O come quando era stata assegnata allo spostamento di pesanti fascicoli e faldoni pur essendo portatrice di invalidità al 35 per cento per problemi ad una mano.

O come quando era stata riassegnata d un settore diretto da una persona con la quale sussisteva una obiettiva incompatibilità di natura strettamente privata e personale. Tutto era stato oggetto anche di rimostranze delle organizzazioni sindacali ai sindaci protempore e ai responsabili della struttura amministrativa, ma senza ottenere soluzioni valide. Anche nell’applicazione di una precedenza sentenza del giudice del lavoro la Tardivo era stata sottoposta ad ulteriore riassegnazione che non aveva affatto mutato la sua situazione.

Quindi il ricorso, alla fine del 2011, dopo lunghi mesi trascorsi anche nel vagare tra studi medici in varie regioni italiane per curare lo stato depressivo legato alla situazione di stress legata a queste vicende, come era stato ampiamente riconosciuti dagli specialisti di medicina del lavoro che avevano visitato l’impiegata comunale di Francavilla Fontana. Silvia Monica Tardivo è stata difesa in giudizio dagli avvocati Alessandro Iandelli di Firenze e Francesca Conte del Foro di Lecce.

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