Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca

Villa storica ridotta a discarica: denunciato un imprenditore edile

I carabinieri forestali hanno individuato la ditta che avrebbe depositato scarti idi cantiere nei viali di villa Pignicedda

BRINDISI - E’ stato individuato e denunciato il titolare di una ditta edile con sede a Taranto che avrebbe contribuito a trasformare in una discarica i vialetti della storica “Villa Pignicedda”, nelle campagne a Sud Ovest di Brindisi. Le indagini sono state condotte dai carabinieri forestali della stazione di Brindisi. I militari lo scorso 20 gennaio avevano rinvenuto numerosi cumuli di rifiuti, originati da abbandoni di materiali vari ripetuti nel tempo. All’ atto dell’accertamento non avevano potuto individuare gli autori dello scempio, ma con un meticoloso lavoro di indagine, basato sulle “rintracciabilità” dei rifiuti, sono riusciti ad individuare il produttore di una parte degli stessi, nonché responsabile dello smaltimento illecito. 

I Forestali hanno ricostruito la provenienza di alcuni cumuli di materiali rivenienti da demolizioni edili, in particolare da rifacimento della copertura isolante di abitazioni, in un cantiere del quartiere “La Rosa”, periferia Sud di Brindisi. Individuata la ditta, con sede a Taranto, che ha eseguito i lavori nel periodo immediatamente precedente all’accertamento, per cui non ha potuto esibire la necessaria comprovante il regolare smaltimento dei materiali di risulta in discariche autorizzate ovvero centri di recupero.
Pertanto, il rappresentante legale della ditta, M.G. di anni 45, è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Brindisi, destinataria di una dettagliata informativa, per il reato di gestione di rifiuti non autorizzata. 

Per i reati commessi, oltre alla bonifica ed al ripristino dello stato dei luoghi, è prevista la pena dell’arresto da sei mesi a due anni ed un’ammenda da 2.600 a 26.000 euro e, trattandosi di rifiuti anche pericolosi, non sarà possibile evitare il processo penale attraverso la definizione in via amministrativa, “istituto” introdotto dalla Legge n. 68 del 2015 (laddove sia anche accertato che non sussista un pericolo di inquinamento per l’ ambiente). Le indagini proseguono ancora, per individuare ulteriori altri responsabili dello smaltimento illecito dei rifiuti oggetto di sequestro.

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