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Martedì, 18 Gennaio 2022
Cronaca

Droga e prostituzione tra Ostuni, Francavilla e Fasano: pene ridotte in appello

LECCE - Il verdetto è arrivato a notte fonda, le tre del mattino circa. Dopo una estenuante camera di consiglio la sentenza shock della corte d’appello di Lecce che dimezza le condanne inflitte nel primo grado di giudizio ai 37 imputati per associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata al traffico di stupefacenti e allo sfruttamento della prostituzione. Le condanne sono ridotte a 99 anni in tutto divise fra 17 imputati, decimato il resto fra assoluzioni e non luogo a procedere per prescrizione intervenuta dei reati. Il processo è quello che prende il nome da una operazione messa a segno dai carabinieri oltre sette anni fa, battezzata “il Professore”, dal nomignolo di Giovanni Colucci, 38 anni, ostunese, il principale degli imputati insieme a Salvatore Capuano, 41 anni, di Francavilla Fontana.

LECCE - Il verdetto è arrivato a notte fonda, le tre del mattino circa. Dopo una estenuante camera di consiglio la sentenza shock della corte d'appello di Lecce che dimezza le condanne inflitte nel primo grado di giudizio ai 37 imputati per associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata al traffico di stupefacenti e allo sfruttamento della prostituzione. Le condanne sono ridotte a 99 anni in tutto divise fra 17 imputati, decimato il resto fra assoluzioni e non luogo a procedere per prescrizione intervenuta dei reati. Il processo è quello che prende il nome da una operazione messa a segno dai carabinieri oltre sette anni fa, battezzata "il Professore", dal nomignolo di Giovanni Colucci, 38 anni, ostunese, il principale degli imputati insieme a Salvatore Capuano, 41 anni, di Francavilla Fontana.

Entrambi furono considerati vertici di una articolata rete di traffici, attivi fra Brindisi, Francavilla Fontana, nella Città Bianca e nella zona di Fasano a cavallo con il Barese, negli anni fra il 2001 e il 2003, scoperchiate dai carabinieri a partire dall'omicidio del maresciallo dell'Arma Antonio Di Mitri, raggiunto da un colpo di pistola nel corso di una rapina consumata in una banca di Francavilla Fontana. Se la tragedia in cui rimase vittima il giovane sottufficiale, sarebbe rimasta drammaticamente senza colpevoli, altrimenti è andata per i traffici collaterali scoperchiati dall'inchiesta.

La sentenza d'appello ha riformato il primo verdetto per entrambi i presunti capi: Colucci è stato condannato a 18 anni e al pagamento di 50mila euro di multa (contro i 22 del primo giudizio), Capuano a 14 anni e 48mila euro di multa (contro i 22 e 4 mesi del primo grado). Riformata anche le sentenze del resto degli imputati come Michele Marzio, 12 anni (16 anni in primo grado); Paolo Sacco, 12 anni (14 anni in primo grado); Generoso Zizza, 12 anni (8 anni in primo grado); Lucio Sacco, 8 anni e 26mila euro di multa (10 anni in primo grado); Rosa Palmisano, 4 anni e 18mila euro di multa (8 anni e 22mila euro di multa in primo grado); Mario Laveneziana, 4 anni (6 anni in primo grado); Giulio Andrisano, 1 anno e sei mesi e tremila euro di multa (3 anni e 4 mesi in primo grado); Gianluca Candita, un anno e mille euro di multa (2 anni e 8 mesi in primo grado); Emanuele Guarini, un anno (2 anni e 8 mesi in primo grado); confermate le condanne a carico di Pietro Fornaro, 3 anni e 4 mesi; Fabio Fanelli, 2 anni e otto mesi; Lorenzo Palmisano, 2 anni e otto mesi; Gianfranco Tramacere, 2 anni e otto mesi; Giuseppina Sampietro, 2 anni; Biagio Sternatia, 2 anni.

Prosciolti perché il fatto non sussiste, per non aver commesso il fatto o per intervenuta prescrizione del reato gli imputati Francesca Della Corte, Cosimo Francesco Palazzo, Antonio Della Corte, Lucio Giardina, Antonio Leuzzi, Antonio Moscogiuri, Nicola Nigro, Carmelo Sarcinella, Fabio Caputo, Matteo Cavallo, Marianna Sardano, Giacomo Errico, Cosimo Nigro, Francesco Buongiorno, Pietro Semeraro, Celestino Pezzuto, Giuseppe Altavilla, Francesco Capuano, Benvenuto Cosimo Capuano, Fabio Balestra (quest'ultimo, difeso dall'avvocato Laura Beltrami, era l'unico per il quale il procuratore generale aveva chiesto l'assoluzione). Esulta il collegio difensivo composto dai legali Ladislao Massari, Cosimo Deleonardis, Giacomo Serio, Rosanna Saracino, Vito Epifani, Raffaele Missere, Antonio Napoli, Aldo Gianfreda, Mario Guagliani, Francesco Saponaro e Luca Marzio, pronto all'ultima battaglia in Casssazione.

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