Cronaca

Scu, il verbale del pentito:"Le rotte della droga fino in Spagna"

Antonio Campana ai pm della Dda: “Avevo contatti con Alessandro Verardi, all’epoca latitante”. E sul telefonino in carcere: “Venne trovato a un sardo detenuto nella sezione comune

BRINDISI – Nella descrizione delle rotte per i rifornimenti di droga, cocaina in particolare, il nuovo dichiarante della Sacra Corona Unita, ha fatto espresso riferimento alla Spagna. Antonio Campana, in veste di aspirante pentito, ha anche consegnato il nome di uno dei suoi soci in affari, Alessandro Verardi, salentino, passato dalla parte dello Stato nel 2012.

La Spagna e il latitante

Antonio Campana“Fino all’8 giugno 2011, quando fui nuovamente arrestato per l’omicidio di Massimo Delle Grottaglie, ho ripreso la mia attività nel settore degli stupefacenti, prendendo contatti con Alessandro Verardi che all’epoca era latitante in Spagna”, si legge nel verbale che Campana ha reso ai magistrati del pool della Direzione distrettuale antimafia di Lecce lo scorso 5 aprile, giorno del primo interrogatorio.

Venne ascoltato nel carcere in cui fu trasferito subito dopo aver chiesto di parlare con il sostituto procuratore che aveva ottenuto dal gip del Tribunale di Lecce, l’ultima ordinanza di custodia cautelare in carcere nei suoi confronti. Blitz chiamato Oltre le mura, su un nuovo gruppo di stampo mafioso, specializzato nella gestione del traffico e dello spaccio di sostanza stupefacente, creato dallo stesso Antonio Campana nel periodo in cui era detenuto nel penitenziario di Terni.

A Terni, Campana era stato destinato dopo la condanna definitiva all’ergastolo con l’accusa di aver ucciso Massimo Delle Grottaglie. Omicidio che Campana ha confessato subito per dimostrare l’autenticità della sua collaborazione, chiamando in correità Carlo Gagliardi, anche lui condannato in via definitiva al carcere a vita.

Il socio salentino

alessandro verardi-2Verardi (nella foto accanto), originario di Lizzanello, venne arrestato il 17 settembre 2011 dagli agenti della Mobile di Lecce. Era in moto assieme a un complice. In quella occasione furono trovati mezzo chilo di cocaina e una pistola. Gode dello status di pentito a tutti gli effetti, avendo già ultimato il periodo delle dichiarazioni, pari a 180 giorni, e ha incassato anche la patente di credibilità: i suoi verbali, infatti, sono stati alla base di alcune delle più delicate indagini condotte negli ultimi anni nel Salento sulla Scu, come “Network” ed “Eclissi”. Compaiono anche nelle carte a corredo dell’indagine sull’omicidio di Gabriele Manca, il giovane di Lizzanello, vittima di lupara bianca nel 1999.

Il telefonino in carcere

Campana, inoltre, ha ammesso di aver avuto la disponibilità di un telefonino cellulare, come è emerso dalle indagini Oltre le mura: “Le conversazioni che sono state intercettate dalla polizia sono le uniche che abbiano intrattenuto con l’esterno”, ha fatto mettere a verbale. “Dopo che io ho restituito il telefono a…..(il nome del destinatario è stato coperto da omissis, ndr), il cellulare è stato sequestrato dalla polizia penitenziaria a un sardo che stava nella sezione comune”.

L’imputato, nel frattempo, ha fatto richiesta di essere ammesso al rito abbreviato in relazione alle accuse mosse a conclusione dell’inchiesta Oltre le mura.

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