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Speronamenti e colluttazioni nella notte, manette per due brindisini

Erano a bordo di una potente Giulietta Quadrifoglio rubata. Intercettati a Carovigno dai carabinieri di San Vito

BRINDISI – Finiscono in carcere, aggiungendo altri reati al loro già nutrito curriculum personale, due brindisini sorpresi la scorsa notte a bordo di una potente Alfa Romeo Giulietta “Quadrifoglio” con targa elvetica, risultata poi rubata a Presicce il 21 luglio scorso. E’ accaduto di tutto, nelle strade del centro storico di Carovigno, dallo speronamento di una radiomobile dei carabinieri della compagnia di San Vito dei Normanni, al tentativo di fuga a piedi, alla colluttazione finale con i militari, che sono riusciti a infilare le manette ai polsi di Daniele Lo Martire, 41 anni, e Gianluca Andriani di 39 anni, poi trasferiti alla casa circondariale di via Appia, nel capoluogo.

LO MARTIRE Daniele Classe 1977-2ANDRIANI Gianluca Classe 1979-2L’individuazione dei due soggetti, e la loro cattura sono il risultato di un servizio di perlustrazione condotto nella tarda serata di ieri nella zona dal Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di San Vito, e in particolare da un’auto civetta con a bordo il militare alla guida e lo stesso comandante del Norm, il tenente Alberto Bruno.  La pattuglia ha notato in una strada del centro abitato la costosa vettura (50mila euro di valore) con due persone a bordo che non avevano certo le sembianze di turisti svizzeri in vacanza. Mentre i militari osservano la scena, dall’auto è sceso il guidatore, che si è appoggiato alla fiancata maneggiando un piccolo oggetto.

I carabinieri, alla fine dell’operazione e all’esito delle perquisizioni, hanno poi dedotto che Andriani e Lo Martire erano in caccia, molto probabilmente di altre auto, ma questa volta hanno incontrato prima le pattuglie dell’Arma.  Tornando ai fatti, è stato il soggetto sceso dalla vettura ad accorgersi del pericolo, anche se troppo tardi. Infatti il tenente Bruno, prevedendo un tentativo di fuga, aveva nel frattempo chiesto una radiomobile con i colori di istituto di rinforzo, per bloccare la Giulietta ed i suoi occupanti.

Ma quando la seconda pattuglia si è avvicinata al luogo, il conducente dell’auto sospetta è balzato a bordo inserendo la retromarcia. Il tentativo era quello di uscire dalla trappola, e di scatenare poi i 240 cavalli della Giulietta “Quadrifoglio” sparendo nella notte. In effetti la radiomobile, per evitare lo speronamento ha dovuto manovrare lasciando passare la vettura dei due brindisini, sapendo che poco dopo c’era però la seconda auto di traverso sulla strada. Qui lo speronamento è avvenuto, ma è stato fatale per l’Alfa Romeo, che nell’urto violento ha riportato la rottura del semiasse anteriore destro, finendo fuori controllo e schiantandosi contro una Fiat Punto in sosta.

Carovigno TARGHE E ATTREZZATURE-2

Lo Martire e Andriani allora hanno tentato la fuga a piedi, ma uno è stato raggiunto immediatamente  e  dopo una breve colluttazione  immobilizzato, mentre il secondo brindisino ha tentato  di seminare i carabinieri per le vie del centro abitato e solo dopo una corsa di circa 500 metri  è stato raggiunto e ammanettato al termine di una violenta colluttazione, durante cui non sono mancate le minacce all’ufficiale che lo aveva affrontato (i due carabinieri della pattuglia hanno riportato lievi escoriazioni e contusioni).

Nel corso della perquisizione  il Lo Martire è stato trovato in possesso di uno scanner elettronico, utilizzato per  clonare i codici di accensione  dei veicoli Fiat, Lancia e Alfa Romeo nel giro di pochi secondi. Nelle abitazioni degli arrestati, più tardi, sono stati rinvenuti numerosi attrezzi, chiavi e grimaldelli per l’effrazione di veicoli, le targhe anteriori e posteriori  di alcune autovetture, cinque centraline elettroniche di varie tipologie, un’autoradio, tre chiavi di accensione di veicoli di grossa cilindrata. Sul materiale rinvenuto e sottoposto a sequestro sono in corso  accertamenti.

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