Sabato, 23 Ottobre 2021
Cronaca

Elezioni regionali, a Brindisi in pista scenderanno in undici

Undici aspiranti (due sole donna) candidati consiglieri regionali, ai nastri di partenza da Brindisi città con l'obiettivo di raggiungere via Capruzzi e rappresentare il capoluogo a Bari. Fi punta sul commercialista Alparone, ma perde Guadalupi che va con Oggiano. Scontro a Tuturano. Intanto Giovanni Brigante a Emiliano: "No al trasformismo"

BRINDISI – Undici aspiranti (due sole donne) candidati consiglieri regionali, ai nastri di partenza da Brindisi città con l’obiettivo di raggiungere via Capruzzi e rappresentare il capoluogo a Bari: quattro sono espressione del centrosinistra con Michele Emiliano governatore nei cui confronti non è tenero Giovanni Brigante che pure lo sostiene, mentre nel centrodestra c’è tutto il riflesso della spaccatura tra Berlusconi e Fitto diventata definitiva. Ci sono poi Riccardo Rossi, consigliere comunale di Brindisi Bene Comune e candidato alla presidenza della Regione per L’Altra Puglia, e Gianluca Bozzetti per il M5S. L’unico partito fuori dai giochi è il Pd di Brindisi, rimasto alla finestra dopo i contrasti interni degli ultimi mesi: non ha e non potrà avere alcun nome da presentare al Consiglio regionale, in direzione del quale ci sono volti espressione dei comuni vicini.

Gianluca AlparoneGianluca Alparone. Persino Forza Italia avrà un proprio candidato di Brindisi città: Gianluca Alparone, 43 anni, laureato alla Bocconi, commercialista e revisore dei conti, dal 2011 al 2014 presidente dei Giovani commercialisti della provincia, dal 2012 presidente dell’Organismo indipendente di valutazione (OIV) presso la Camera di Commercio di Brindisi. E’ la scommessa del gruppo presente nel capoluogo, su cui resta l’ombra del commissario regionale Luigi Vitali che viaggia in coppia con Adriana Poli Bortone.

E’ fatto ormai noto che l’ex sindaco di Lecce è candidata alla guida della Regione Puglia per il partito di Berlusconi con il sostegno della Lega di Salvini, senza l’apporto del suo partito, vale a dire “Fratelli d’Italia” che con la leader Giorgia Meloni ha scelto di seguire l’oncologo barese Francesco Schittulli. Alparone, quindi, è ritenuto la persona giusta per garantire a Fi una nuova strada dopo il divorzio nazionale tra il cavaliere Silvio Berlusconi e l’europarlamentare Raffaele Fitto.

Il vice presidente del consiglio comunale, Pietro GuadalupiPietro Guadalupi. Ne è convinto Mauro D’Attis, capogruppo degli azzurri in Consiglio comunale, nonché commissario del partito a Mesagne: è stato lui ad annunciare ufficialmente la candidatura che circolava da qualche giorno. Da quando è diventata definitiva la decisione di Pietro Guadalupi, vice presidente del consiglio comunale a Brindisi, di dire adieu a Fi per seguire i “fittiani” nella lista “Oltre”, evoluzione de “La Puglia prima di tutto”. Scelta di famiglia quella di Guadalupi, dal momento che anche il padre, Italo, capitano dei vigili urbani, già consigliere provinciale, è con Fitto.

Guadalupi, infatti, non fa più parte del gruppo azzurro, con il quale è arrivato a palazzo di città. E a dirla tutta ha battuto sul tempo la presentazione di Alparone, semplicemente ricorrendo ai social network perché il suo nome è apparso on line ieri con lo slogan tutto personale “La Puglia svolta”. Intanto la prima svolta è quella personale che dovrebbe comunicare in consiglio. Non si sa se già in occasione della prossima seduta, convocata per giovedì 30 aprile, per l’approvazione del Conto consuntivo.

Massimiliano OggianoMassimiliano Oggiano. Nella lista dei fittiani “Oltre” c’è un altro consigliere comunale, Massimiliano Oggiano, approdato in consiglio con “Oltre la Puglia” e quindi nome già noto nel panorama elettorale: anche la sua candidatura è stata comunicata via Facebook, prima ancora che nelle tradizionali (e forse vecchie) conferenze stampa, con una chiara volontà: “Riprendiamoci la Puglia”, dice dal manifesto Oggiano, commercialista, presidente del Collegio dei Revisori nel Comune di Carovigno, nonché presidente della squadra Pallavolo 80 che è a un passo dalla promozione in serie B.

La coppia Oggiano-Guadalupi, di conseguenza, tirerà voti per Schittulli, ovviamente l’uno in competizione con l’altro. Nel confronto interno alla lista Guadalupi può contare sul traino della frazione di Tuturano, in cui vive, e della quale la mamma, Antonella Marzo, è stata presidente sino a quando le circoscrizioni non sono state cancellate nell’ottica dei tagli della spesa.

Cosimo De MicheleCosimo De Michele. A Tuturano c’è un altro nome che viaggia con il bagaglio dell’esperienza non solo personale, ma anche familiare, poiché il padre è stato presidente della Provincia: Cosimo De Michele, avvocato, candidato per la lista Movimento politico con Schittulli-Area Popolare, evoluzione del Nuovo centro destra, a cui è approdato dopo l’esperienza in Forza Italia che l’ha visto anche in giunta come assessore titolare delle deleghe alla Pubblica Istruzione e allo Sport.

De Michele ha ottenuto la benedizione dell’onorevole Ciccio Colucci e prima ancora di Angelino Alfano. Nonostante la scelta politica differente, è rimasta l’amicizia con D’Attis. Certo è che Forza Italia è costretta a fare i conti anche con i supporter di De Michele: secondo voci proprio in vista delle regionali, diventerebbe evidente l’insofferenza di alcuni tesserati, tra i quali ci sarebbero pure attuali consiglieri comunali.

Francesco RennaCarmela LomartireFrancesco Renna e Carmela Lo Martire. Dall’altra parte, nel centrosinistra, nelle ultime ore è stato svelato il “mistero” (?) della lista in cui “sta” Francesco Renna, consigliere comunale con delega speciale alla Promozione turistica: sta con “Emiliano per la Puglia”, la scelta più logica per evitare di avere due brindisini nella stessa squadra e ottenere, quindi, ulteriori voti a sostegno del capitano governatore.

Nella lista “Emiliano sindaco di Puglia”, infatti, è cosa nota a tutti ormai la candidatura di Carmela Lo Martire, avvocato e assessore al Bilancio, la prima fra i due a firmare l’accettazione della candidatura che sarà la prima della vita poiché nella giunta del sindaco Mimmo Consales è arrivata come esterno, in qualità di tecnico ed sopravvissuta ai quattro rimpasti. Chissà poi perché tutta questa smania di essere presenti nella lista “Emiliano sindaco di Puglia”. Discorso chiuso, ormai. Tanto è vero che oggi sono spuntati i nuovi manifesti dal formato sei metri per tre, con Renna che si rimbocca le maniche e il simbolo della lista.

Michele Schettino-2Michele Schettino. Ufficiale anche la candidatura di Michele Schettino, imprenditore brindisino, nella lista “Popolari per Emiliano”, reduce per sua stessa ammissione da un feeling con Forza Italia, dietro le quinte. Per lui si tratta della prima competizione elettorale, ma in realtà è stato il primo a muoversi, addirittura con una kermeaae cui ha partecipato lo stesso candidato del centrosinistra alla successione di Nichi Vendola,  Michele Emiliano.

Giovanni BriganteGiovanni Brigante. Chi, invece, è abituato alle urne è Giovanni Brigante, la cui storia personale viaggia di pari passo con quella imprenditoriale, sino a quando non ha deciso di scendere in campo in politica, per cui si è aggiunto un nuovo capitolo: è in corsa con “Noi a sinistra”, sempre a sostegno di Emiliano, con Dario Stefano capolista.

La stretta di mano a suggello della candidatura è arrivata proprio ieri sera a Brindisi: “Ho incontrato Emiliano e ho garantito a lui e alla coalizione fedeltà e lealtà”, dice Brigante, consigliere regionale uscente e attuale inquilino di palazzo di città, il solo – al momento – ad essersi auto-sospeso dall’incarico in seno alle commissioni consiliari. Vedasi quella all’Urbanistica di cui è presidente. Entrambi i risultati elettorali sono stati conseguiti con “Sviluppo e Lavoro”, vicina a Nichi Vendola prima e Dario Stefano poi.

“Coerentemente con il risultato delle primarie, sostengo Emiliano e lo stesso fa l’associazione Sviluppo e lavoro”. Già, ma Brigante consigliere comunale è sul fronte opposto rispetto a quello occupato dal Pd in assise. “E dove dovrei essere?”, chiede. “E’ dal 2012 che sono in contrapposizione con Mimmo Consales, essendo io stato candidato sindaco”. La faccenda è anche contaminata da questioni di parentela perché Giovanni Brigante iniziò a camminare da solo dopo essersi scontrato con il cugino Salvatore Brigante, poi diventato candidato sindaco del Pd nella passata legislatura, quando il centrodestra con Fi in testa scelse Domenico Mennitti.

Questa è cronaca passata, il fatto è che alle regionali è con il Pd di Emiliano, mentre al Comune di Brindisi è contro il Pd di Consales. “Certo, dopo lo sforamento del patto di stabilità è ancora più logico. Non c’è correlazione fra le due cose”. Come sarebbe? “Sarebbe che Alfano al governo nazionale sta con Renzi mentre alle regionali in Puglia è con il centrodestra di quello lì”. Che sarebbe Schittulli. Senza guardare in casa d’altri, laddove l’osservazione di Brigante è perfettamente aderente alla realtà, resta però quella contraddizione personale.

“Non è vero: sono sempre stato assolutamente coerente con me stesso e non penso che gli altri possano dire lo stesso”. Spiegazione obbligatoria, a questo punto: “E’ presto detto. Io con chi ha fatto intese con il centrodestra non ci sto. Il problema è l’alleanza tra il Pd di Brindisi e l’Udc più gli affini”. Chiaro, di conseguenza, il riferimento al Laboratorio superstite a palazzo di città, non si sa per quanto tempo in verità visto che il coordinatore salentino di Ncd-Area Popolare, Massimo Ferrarese, ha già avviato la fase di allontanamento rispetto al centrosinistra. Vero è che i suoi assessori restano in Giunta, nonostante la scelta per la regionali. La contraddizione, quindi, c’è tutta. Ma è la politica, si dice.

Il messaggio a Emiliano. Quanto a Brigante insiste: “A me i laboratori non piacciono, le officine, i cantieri, la gente che lavora sì”, dice. Da dire, per la verità, ha avuto anche con Emiliano, stando a quanto riferisce che è stato presente all’incontro. Vero oppure no? “Vero nel senso che ho chiesto a Emiliano di avere rispetto per chi come Noi a sinistra  è una componente importante della coalizione, la seconda a voler essere precisi, dopo il Partito democratico”. Non solo. “Ho anche fatto presente che bisogna fare attenzione a imbarcare personalità di destra con il progetto del centrosinistra non hanno niente a che spartire, il rischio è scivolare nel trasformismo”. Chi ha orecchie per intende, intenda. Da Brindisi a Bari.

Riccardo RossiGianluca Bozzetti-2Belinda Silvestro-2Dalle scienze alla politica - Riccardo Rossi, candidato presidente della Regione per l'Altra Puglia, punta a costruire attorno a sè il consenso unitario dei movimenti che nella Regione si battono per la tutela dell'ambiente, della salute, per politiche diverse nei settori dei rifiuti e dell'energia. Il bacino è ampio, e va da Brindisi, dove Rossi - ingegnere e ricercatore dell'Enea - vie e lavora, ed ha cominciato a fare politica, alla vicina Taranto e alle battaglie per l'Ilva, sino alla più recente opposizione al gasdotto Tap nel Basso Salento. Sostanzialmente è lo stesso terreno dove si muove Gianluca Bozzetti, candidato per il Movimento 5 Stelle: due lauree in Archeologia (una specialistica), crede in uno sviluppo in cui turismo e beni culturali diventino l'economia trainante del territorio, assieme alla conservazione dell'ambiente. Il target elettorale di entrambi, oltre ai movimenti, soprattutto i giovani. Infine, sempre per l'Altra Puglia, c'è Belinda Silvestro,  biologa ed attivista del movimento Brindisi Bene Comune e delle donne del Passeggino Rosso, in prima fila sulle questioni ambientali e della salute.

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