Cronaca

Emergenza mensa: pasti freddi ai bimbi in attesa del centro cottura provvisorio

In attesa dell'entrata in funzione di un centro cottura provvisorio, ai bambini delle scuole d'infanzia e primarie verranno serviti dei pasti freddi. Questa è la soluzione partorita dall'incontro sull'emergenza mensa svoltosi nel pomeriggio fra l'assessore comunale alla Pubblica Istruzione, Gioacchino Margherito, e il comitato scolastico

BRINDISI - In attesa dell’entrata in funzione di un centro cottura provvisorio, ai bambini delle scuole d’infanzia e primarie verranno serviti dei pasti freddi. Questa è la soluzione partorita dall’incontro sull’emergenza mensa svoltosi nel pomeriggio fra l’assessore comunale alla Pubblica Istruzione, Gioacchino Margarito, e il comitato scolastico, composto da nove rappresentanti dei genitori e nove rappresentanti di dirigenti e docenti. All’incontro ha preso parte, anche se solo per qualche minuto, una dirigente della ditta, la Markas di Bolzano, che si è aggiudicata il bando di gara quinquennale. 

Questa, da capitolato, dovrebbe rilevare il servizio a partire dal prossimo 1 marzo, con un centro cottura realizzato a proprie spese (pari a circa un L'incontro fra l'assessore Margherito e il comitato svolastico 2-2milione di euro). Come tamponare, però, la falla apertasi per i prossimi due mesi, a seguito del rifiuto della ditta che fino a dicembre gestiva il servizio, la Ladisa, di ottemperare alla richiesta di due mesi di proroga avanzata dall’amministrazione comunale? Ci ha pensato la stessa Markas a togliere le castagne dal fuoco, assumendosi l’impegno di trovare entro i prossimi sette giorni un centro di cottura alternativo a quello, situato in via Basento (rione Perrino), che dovrà attivare a proprie spese (Nella foto a destra, l'assessore Gioacchino Margarito)

Il confronto fra l’assessore e il comitato è stato a tratti vivace. Genitori e insegnanti hanno manifestato tutto il loro disappunto per il modo in cui è stata gestita l’emergenza. Il Comune, per ammissione dello stesso Margarito, solo alle 13,45 di ieri (7 gennaio), giorno di ripresa delle lezioni dopo le festività natalizie, ha comunicato alle scuole che il servizio mensa sarebbe stato sospeso a causa di un contenzioso con la stessa Ladisa: costola di una complessa diatriba  approdata al Tar e al Consiglio di Stato, che vede coinvolte anche la Gemeax, ditta che fino allo scorso anno scolastico reggeva le redini dell’appalto, e la Markas. Margarito ha fatto un breve excursus della travagliata vicenda burocratica. 

L'incontro fra l'assessore Margherito e il comitato svolastico-2Il bando di gara quinquennale (tre anni più due) pubblicato nel 2012, era stato vinto in origine dalla Gemeax, che lo scorso anno, appunto, aveva rilevato il servizio. Nel luglio del 2014, però, il Tar ha accolto un ricorso presentato dalla ditta giunta seconda in graduatoria, la Ladisa, e ha disposto quindi la sospensione della procedura. In attesa che il Consiglio di Stato, al quale nel frattempo si era rivolta anche la Markas, mettesse definitivamente ordine alla faccenda, il Comune ha bandito una gara da tre mesi, con diritto di proroga per altre due mensilità. Questa procedura è andata appannaggio della Ladisa. 

Il 31 dicembre, i tre mesi sono scaduti. Il 15 dicembre, nel frattempo, preso atto del pronunciamento del Consiglio di Stato a favore di Markas, l’ente di piazza Matteotti ha perfezionato l’atto di affidamento alla ditta altoatesina. E qui nasce il problema dei due mesi di vuoto. Alla richiesta di esercizio del diritto di proroga avanzata da Palazzo di città il 17 dicembre, stando sempre alla ricostruzione dei fatti fornita da Margarito, Ladisa ha risposto mettendo in mobilità i suoi dipendenti. 

Il 5 gennaio, con una nota stampa diramata poco prima delle ore 21 agli organi di informazione, l’amministrazione comunale ha annunciato la sospensione del servizio mensa. Ma nessuna nota ufficiale è arrivata alle scuole, come detto, fino alle 13,45 del 7 gennaio. Margarito ha giustificato questo grave deficit di comunicazione col fatto che solo alle ore 19 del 6 gennaio, nonostante il comunicato fosse stato inoltrato il 5, l’ufficio Pubblica istruzione aveva appreso ufficialmente che Markas non avrebbe garantito la prosecuzione del servizio. 

Ma al di là delle intricate vicende amministrative, resta il problema che ieri le scuole hanno riaperto senza servizio mensa, e gran parte dei dirigenti ha dovuto sospendere il tempo pieno. La soluzione d’emergenza proposta dall’assessore prevede la fornitura, a partire da lunedì (12 gennaio) di un menu di pasti freddi costituito da un panino, una crostatina, una bottiglietta d’acqua e un succo di frutta. Il comitato, seppur con poca convinzione, ha dovuto accettare questa opzione, poiché si deve tener conto anche delle esigenze dei genitori che per ragioni lavorative non possono prelevare i figli da scuola al termine delle lezioni mattutine, per poi riaccompagnarli nel primo pomeriggio. 

Il comitato fra l’altro ha espresso il timore che alla resa dei conti ci vorranno ben più di sette giorni per far partire il centro cottura alternativo. La rappresentante della Markas, a tal proposito, accompagnata da funzionari dell’ufficio comunale preposto, in serata ha effettuato un sopralluogo presso un paio di strutture che potrebbero prestarsi a tale soluzione di ripiego. Ma pare evidente che la questione poteva essere gestita meglio.

Lo rimarcano anche i sindacati confederati attraverso una nota congiunta delle sigle Cgil-Filcams, Cisl-Fisascat e Uiltucs. 

“Il 30 dicembre 2014 e il 05 gennaio 2015  - si legge nel comunicato sindacale - abbiamo richiesto con urgenza degli incontri per affrontare le problematiche inerenti il cambio appalto nel servizio   della ristorazione scolastica di Brindisi. Il primo incontro si è tenuto in sede sindacale, il secondo presso l’ Ufficio delle Politiche Attive per il Lavoro – Provincia di Brindisi”. 

“Non c’è festività – si legge ancora nella nota - che tenga quando si tratta di salvaguardare i posti di lavoro e di assicurare un servizio di pubblica utilità. Purtroppo, però, il nostro impegno non è bastato ad evitare che alla riapertura delle scuole ci fossero disagi per gli alunni e per le loro famiglie, per l’organizzazione delle attività scolastiche, e problemi per tutti i lavoratori interessati”.

I sindacati rimarcano come in questi giorni sino riusciti a dialogare solo con la Ladisa. C’è stato poi un incontro nel mercato del Lavoro provinciale, durante il quale l’amministrazione comunale “sembrava avere individuato già almeno due  soluzioni per risolvere immediatamente il problema:   una proroga di due mesi da parte della stazione appaltante, il Comune di  Brindisi, o anche una ordinanza a firma del Sindaco, entrambe con il coinvolgimento dell’ATI,  ma  purtroppo nessuna delle due ipotesi ha trovato seguito”. 

I sindacati esprimono dunque profonda preoccupazione per le sorti dei lavoratori e per quella degli alunni, frutto di “criticità nel sistema degli appalti rispetto soprattutto alla salvaguardia dei diritti dei lavoratori, della tutela della sicurezza, della garanzia della qualità dei servizi offerti e  della tempistica da rispettare per attivare i dovuti procedimenti e confronti, evitando così i problemi che, purtroppo, anche in questa occasione si sono creati. Vale la pena evidenziare che in questo caso la procedura di cambio appalto è stata avviata dall’ATI, via fax,  il 24 dicembre 2014, vigilia di Natale, e la procedura di mobilità il 31 dicembre 2014, la vigilia di Capodanno”.

“Auspichiamo, quindi – conclude la nota sindacale - che l’Amministrazione Comunale trovi un’immediata soluzione affinché i lavoratori interessati, già in stato di agitazione,  non subiscano ulteriori tensioni e  nocumento per i giorni di inattività lavorativa e per consentire  a tutti gli alunni un normale svolgimento della giornata scolastica”.

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