Sabato, 23 Ottobre 2021
Cronaca

Lorenzo Toma aveva una patologia cardiaca: la scoperta con l'autopsia

Cardiomiopatia ipertrofica, due parole che potrebbero spazzare via tutte le ipotesi formulate in precedenza sulle cause della morte di Lorenzo Toma, il giovane leccese che ha perso la vita, domenica mattina, al termine di una serata passata con amici all'interno del Guendalina, storica discoteca salentina

Cardiomiopatia ipertrofica, due parole che potrebbero spazzare via tutte le ipotesi formulate in precedenza sulle cause della morte di Lorenzo Toma, il giovane leccese che ha perso la vita, domenica mattina, al termine di una serata passata con amici all’interno del Guendalina, storica discoteca salentina.

Sono questi i  primi risultati dell’esame autoptico eseguito, presso l’ospedale Vito Fazzi di Lecce, dal dott. Alberto Tortorella, medico legale incaricato dal sostituto procuratore Stefania Mininni che, già da ieri, aveva iscritto sul fascicolo d’inchiesta, come ipotesi di reato la morte come conseguenza d’altro delitto.

Ma forse non si è trattato né di congestione, né di una reazione a sostanze stupefacenti: l’esito dell’autopsia ha svelato un’altra realtà: Lorenzo era affetto da cardiomiopatia ipertrofica, una malattia del miocardio (il tessuto muscolare del cuore) caratterizzata da un ispessimento delle pareti cardiache, una malattia genetica che colpisce una persona su 500, rendendola la più frequente tra le malattie cardiache.

Anche se nella maggior parte dei casi la malattia ha un decorso benigno, in alcuni casi può causare una morte improvvisa. Potrebbe essere stato perciò l’affaticamento, un forte stress che in pochissimo tempo ha causato la morte del 18enne leccese e non l’abuso di sostanze, tesi, quest’ultima, negata con forza dagli amici più stretti di Lorenzo.

Tirano un sospiro di sollievo, per ora, i responsabili del Guendalina che vedevano nell’esito dell’esame autoptico il destino della stagione lavorativa, i risultati, infatti, per ora “scagionano” la famosa discoteca tra le campagne di Santa Cesarea Terme.

Il dott. Tortorella, durante l’esame, al quale era presente anche il cardiologo Claudio Perrone, consulente nominato dalla famiglia della vittima, ha eseguito ulteriori prelievi per i successivi esami istologici e tossicologici, adesso bisognerà attendere che i risultati vengano consegnati, entro 60 giorni, al magistrato.

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