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Personale del 118 e poliziotti all'esterno della sala d'attesa

Personale del 118 e poliziotti all'esterno della sala d'attesa

Ex pentito rimasto senza casa minaccia di darsi fuoco in stazione

Da quando è uscito dal programma di protezione testimoni vive alla giornata. Un letto caldo per lui è un lusso. Stasera un ex collaboratore di giustizia tarantino di 52 anni è giunto all'apice dell'esasperazione, minacciando di darsi fuoco

BRINDISI – Da quando è uscito dal programma di protezione testimoni vive alla giornata. Un letto caldo per lui è un lusso. Stasera un ex collaboratore di giustizia tarantino di 52 anni è giunto all’apice dell’esasperazione, minacciando di darsi fuoco all’interno della stazione ferroviaria di Brindisi. L’uomo, accompagnato dalla fidanzata, ha tenuto con il fiato sospeso i poliziotti, i vigili del fuoco e il personale del 118 per più di mezzora.

Munito di un borsone con pochi indumenti, ha raggiunto la stazione intorno alle ore 20,30, dirigendosi verso la sala d’attesa. Lì, in Polizia e vigili del fuoco all'esterno della stazione-2presenza di altri passeggeri, ha tirato fuori una bottiglietta contenente del liquido infiammabile, ne ha versato un po’ per terra e ha manifestato l’intenzione di porre fine a una vita di stenti trasformandosi in una torcia umana.

Il personale della Polfer si è recato subito sul posto, seguito dai colleghi della Sezione volanti e della Sezione Antirapina della Squadra mobile. Nel giro di pochi minuti sono arrivati anche i vigili del fuoco.

Gli agenti hanno cercato di tranquillizzare il tarantino, in preda all'agitazione, facendosi raccontare la sua storia. 

Fra la fine degli anni ‘80 e gli inizi degli anni ‘90 il 52enne è stato in prima linea nella guerra di mala che oppose il clan dei De Vitis a quello dei Modeo. Condannato per i reati di omicidio ed estorsione, è stato in carcere per 22 anni. Nel frattempo decise di pentirsi, aiutando gli inquirenti a far luce su alcuni fra i più efferati episodi di violenza che insanguinano il capoluogo jonico. Nel 2001 uscì di sua iniziativa dal programma di protezione testimoni, perché non ne poteva più di trasferirsi da una località all’altra d’Italia con i suoi 4 figli al seguito.

Da allora, ha cominciato ad arrancare. I pochi soldi che aveva messo da parte sono finiti presto. I figli, adesso tutti maggiorenni, non hanno più voluto avere contatti con lui, che si era ridotto a condurre un’esistenza da senza tetto. Sabato scorso, insieme alla compagna, ha raggiunto Brindisi. Con i pochi spiccioli che gli erano rimasti ha dormito fino a ieri sera in una pensione. Una volta rimasto senza denaro (in tasca aveva appena 5 euro) non sapeva più cosa fare. E così stasera ha raggiunto la stazione.

Difficile dire se era davvero intenzionato a farla finita, oppure voleva solo attirare l’attenzione delle autorità competenti sulla sua vicenda. Intorno alle ore 21, 30, l’ex pentito ha cominciato a rasserenarsi e si è lasciato visitare dai paramedici, ai quali ha spiegato che da qualche giorno aveva iniziato lo sciopero della fame, smettendo di assumere i farmaci antidepressivi che gli erano stati prescritti.

Il suo stato di salute nel complesso era buono. I poliziotti lo hanno dovuto accompagnare in questura, dove è stato foto segnalato. Gli uomini della Mobile si sono attivati per trovare una sistemazione a lui e alla sua compagna per questa notte. Ma dopo, che ne sarà di lui? “Non so – dichiara il tarantino – cosa fare, né dove andare. Non potrò far altro che continuare a girovagare". 

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