menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Fallimento Taf, giro di interrogatori in Procura sui bilanci della società

Ascoltati come persone informate sui fatti avvocati civilisti e commercialisti, dopo gli avvisi di garanzia della settimana scorsa. Nessun riscontro alla richiesta di trasferimento degli atti dell'inchiesta a Potenza

BRINDISI – Dopo le perquisizioni con annessi avvisi di garanzia e la raccolta di una serie di documenti ritenuti importanti nella ricostruzione del fallimento della Taf Pneumatici, è partito il giro di interrogatori in Procura allo scopo di chiarire alcuni aspetti considerati ancora non chiari.

Da ieri sono state ascoltate persone informate sui fatti, vale a dire professionisti che in ragione del proprio lavoro se non di un incarico rivestito in passato, potrebbero fornire un apporto utile nella definizione delle dinamiche economico-finanziarie della srl di Ceglie Messapica, dapprima ammessa al concordato preventivo nella forma della cessione il 4 novembre 2016, poi dichiarata fallita su ricorso della Procura dopo che la Corte d’Appello di Lecce ha rimesso gli atti al Tribunale di Brindisi lo scorso 26 aprile.

La convocazione in Procura per rendere interrogatorio nell’ambito dell’inchiesta riguarderebbe avvocati civilisti e commercialisti, chiamati a riferire di alcune circostanze relative alla procedura concorsuale a cui lo scorso anno venne ammessa la società e alle effettive condizioni di salute della Taf, aspetto che sembra costituire il perno dell’inchiesta coordinata dal pm Raffaele Casto, con delega ai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria.

Al momento, sono quattro gli indagati: un avvocato civilista con studio a Brindisi, in qualità di legale della Taf; un commercialista di Francavilla Fontana in veste di commissario giudiziale; un altro commercialista e un tributarista come consulenti della srl. Nel fascicolo, sono già confluiti tutti gli atti della procedura concorsuale, dai quali emerge che lo stesso Tribunale chiese, con decreto, chiarimenti su immobilizzazioni finanziarie della società detenute nella Repubblica popolare cinese, sulla tabella dei debiti e su una voce di importo pari a 200mila euro. E’ emerso anche il decreto di omologa del concordato preventivo venne adottato da un collegio diverso rispetto a quello che assunse la decisione con relativa riserva.

In considerazione di quest’ultimo aspetto, da un lato la Procura propose ricorso per violazione del principio della immutabilità del giudice, dall’altro nei giorni scorsi uno degli indagati ha presentato istanza al procuratore capo di Brindisi, incarico che resta ancora vacante in attesa del plenum del Csm, per il trasferimento degli atti alla Procura di Potenza, competente nell’ipotesi in cui dovessero essere coinvolti negli accertamenti magistrati del distretto di Brindisi.

Non essendoci ancora stata la sostituzione dell’uscente Marco Dinapoli come capo dell’ufficio del pm, l’istanza legata al trasferimento del fascicolo da Brindisi a Potenza è rimasta priva di riscontro. La titolarità dell'indagine, per ora, resta a Brindisi.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Asl Brindisi: avviso pubblico per l'incarico di direttore generale

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

BrindisiReport è in caricamento