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False dichiarazioni per annullare le elezioni: condannati anche in Appello

Confermata la condanna di primo grado emessa a carico di tre delle cinque persone coinvolte nel processo riguardante le elezioni svoltesi nel 2009 a Villa Castelli

VILLA CASTELLI – La Corte di Appello di Lecce ha confermato la condanna di primo grado (tre anni di reclusione e risarcimento danni alle parti civili costituite e pagamento spese processuali) emessa a carico di tre delle cinque persone coinvolte nel processo riguardante le elezioni svoltesi nel 2009 a Villa Castelli. Si tratta di Luca Cantoro, Angelo Fieschi  e Aurelia Carlucci. Per gli altri due imputati, Sandro Nisi e Francesco Pezzolla c'è stato stralcio per difetto di notifica e rinvio al 13 febbraio 2017.

In qualità di rappresentanti di lista per l’attuale sindaco Vitantonio Caliandro (sconfitto alle elezioni del 2009 da Francesco Nigro), gli imputati affermarono che in alcune sezioni elettorali il numero delle schede bianche era superiore a quello certificato dai verbali del presidente di seggio. Sulla base di tali testimonianze, il Tar di Lecce accolse il ricorso presentato da Vitantonio Caliandro, sciogliendo il consiglio comunale di Villa Castelli e aprendo le porte al commissario prefettizio. Ma il consiglio di Stato, accogliendo il ricorso presentato da Nigro, ribaltò la decisione del tribunale amministrativo, ripristinando la volontà degli elettori emersa dalle urne.

Il procedimento amministrativo ebbe poi un seguito penale, con il rinvio a giudizio dei rappresentanti di lista per i reati di calunnia e di falso ideologico commesso da privato cittadino in atto pubblico. L’impianto accusatorio ha retto anche in secondo grado di giudizio, come certificato dalla condanna emessa ieri (2 dicembre) dalla Corte d’Appello di Lecce. Sarebbero false, dunque, le dichiarazioni sostitutive di atto notorio firmate dagli imputati, che potranno ricorrere alla Corte di Cassazione. Nelle vesti di parti civili figurano: Alo Rocco, Petronella Antonella, Inatteso Cira Grazia e Barletta Mario (avvocato Pierluigi D'Urso), Nigro Giuseppina (avvocato Roberto Cavalera).

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