Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca

“Falsità su via del mare”: il Comune non approva il bilancio dell’Authority

La vice sindaca Romanelli delega il capo di Gabinetto, Nicola Zizzi, che abbandona il comitato portuale: "Contesto la relazione del commissario". Valente: "Aspetti grotteschi, ora lavori sospesi". Il caso della recinzione intanto approda al Tar

BRINDISI – La recinzione di via del Mare continua a separare il Comune di Brindisi e l’Authority: oggi  l’Amministrazione cittadina ha abbandonato il comitato portuale prima della votazione sul bilancio di previsione e ha contestato le “falsità” del commissario Mario Valente della ricostruzione della vicenda, mentre nei giorni scorsi l’Ente portuale ha impugnato davanti al Tar l’ordinanza di sospensione dei lavori.

nicola zizzi-3L’ennesimo testa a testa è andato in scena davanti ai componenti del comitato portuale, chiamati per all’approvazione del documento di previsione 2017 che – per la cronaca – ha ottenuto il favore favorevole di tutti, ad eccezione del rappresentante dei dipendenti delle ditte portuali, Michelangelo Greco. Ma prima ancora che il commissario snocciolasse numeri in termini di previsione, ha chiesto la parola il rappresentante del Comune di Brindisi: non poteva essere presente la sindaca Angela Carluccio essendo dimissionario,  avrebbe dovuto esserci la sua vice Mary Romanelli, ma si è preferito delegare il capo di Gabinetto Nicola Zizzi. “Il Comune di Brindisi non può sentirsi parte del processo deliberativo dell’Autorità portuale sul bilancio preventivo 2017 illustrato nella relazione del commissario in cui viene descritta una falsa ricostruzione dei fatti sulla recinzione di via del Mare”, ha detto Zizzi. “L’Amministrazione comunale contesta le pagine 2 e 3 della relazione”.

Cos’ha scatenato la reazione del Comune che poi non ha preso parte alla votazione? Le seguenti frasi scritte da Valente: “Capitolo a parte merita la vicenda, mi sia consentito con aspetti grotteschi, che ha caratterizzato l’andamento ed il successivo fermo dei lavori di infrastrutturazione della security, con specifico riguardo al tratto di via Del Mare compreso tra il varco di via Spalato ed il varco di via Regina Margherita”. In altri termini la “famosa” recinzione bloccata con ordinanza del dirigente Gaetano Padula in veste di responsabile (ormai ex) del ripartizione Urbanistica di Palazzo di città. “Il Comune di Brindisi, all’indomani del cambio del vertice della municipalità, con un tardivo e non giustificato ripensamento ha ritenuto di richiedere all’Autorità portuale una inopportuna e sostanziale modifica progettuale della struttura”, ha scritto ancora Valente. “La governance dell’Ente, pur nella consapevolezza delle difficoltà e criticità connesse con tale richiesta, ha sin dal primo momento dichiarato e posto in essere la propria disponibilità affinché, in qualche maniera, si potessero veder soddisfatte le richieste del Comune da ricercarsi, comunque, all’interno della legittimità amministrativa e contabile”.

Il nuovo comandante della Capitaneria di Porto di Brindisi, Mario ValenteAncora: “Dall’ottobre 2016 si sono susseguiti incontri, vertici tecnici e scambi epistolari attraverso i quali l’Autorità portuale ha sempre dimostrato la propria buona volontà ed interposto i propri uffici per trovare una condivisa soluzione della vicenda che man mano ha assunto i chiari connotati di un unilaterale contenzioso. L’acme è maturato con l’emanazione, a firma del dirigente del settore Urbanistica del Comune, di un improvvido e giuridicamente non fondato provvedimento di sospensione dei lavori e di affermata abusività dell’opera dettato, più che da puntelli giuridici e sostanziali motivazioni, da una creata spinta emotiva che si è inteso trarre da alcuni articoli di stampa sicuramente scaturiti da diversi ed ultronei interessi”.

La stampa a quanto pare ha anche in questo caso la sua parte di responsabilità. Ad ogni modo, l’Autorità portuale, “pur nel convinto rammarico che sicuramente un atteggiamento meno viscerale nei confronti della problematica avrebbe potuto condurre ad un risultato di diversa natura, avendo proposto soluzioni alternative che si muovevano nell’alveo di una giuridica legittimità, si è vista costretta a contrastare, attraverso l’Avvocatura dello Stato, l’azione del Comune al fine di veder tutelate le proprie ragioni e la correttezza dei suoi comportamenti sempre finalizzati allo sviluppo dei traffici portuali”.

Nel ricorso al Tar, l’Authority chiede la sospensione dell’ordinanza e nel frattempo c’è stata una prima pronuncia, con decreto presidenziale, con il quale il Tribunale ha disposto lo status quo, vale a dire la non demolizione e la sospensione dei lavori. Sulla misura cautelare si pronuncerà a fine febbraio. Secondo Valente “si prospetta un’azione risarcitoria che verrà posta in essere dalla ditta esecutrice dei lavori nei confronti dei soggetti che hanno creato la possibilità dell’instaurarsi di un danno economico nei suoi confronti”. L’ha scritto sempre nella relazione di accompagnamento al bilancio di previsione. “La mancata prosecuzione dei lavori, è bene non tacerlo, potrebbe comportare un danno non insignificante per l’economia portuale, potendo indurre gli armatori, a causa della mancata percezione di sicurezza da parte dei comandanti delle navi passeggeri, anche ad un ripensamento del programma degli scali nel porto di Brindisi.

Non c’è bisogno di molte altre parole per far comprendere le inevitabili ricadute negative che l’intero territorio subirebbe a causa di tale variazione dei programmi. Ci si augura, comunque, che vi siano ancora margini affinché la “controversia” venga ricomposta e si possa procedere, speditamente, al completamento dell’infrastruttura in esame che è funzionale alla sicurezza dell’intero ambito portuale”.

Augurio mal riposto visto che il Comune ha abbandonato il Comitato. E viste le dichiarazioni del commissario difficilmente potrà tornare sui suoi passi.

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