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Contrattano la vendita di 3mila piante di cannabis davanti ai carabinieri

Sorpresi in una piantagione di canapa indiana di 500 mq composta da oltre 3mila piante alte un metro e pronte per essere raccolte mentre "contrattavano la vendita"

FASANO – Sorpresi in una piantagione di canapa indiana di 500 mq composta da oltre 3mila piante alte un metro e pronte per essere raccolte mentre “contrattavano la vendita”: arrestati dai carabinieri che si trovavano sul posto per sequestrare il campo dopo aver arrestato poche ore prima coloro che, invece, lo stavano irrigando. In tutto quindi le persone finite in manette sono cinque, i tre fasanesi sono: Leo Sabatelli 46 anni e i fratelli Maurizio e Pietro Laveneziana. Il primo è il proprietario del terreno gli altri due, secondo i carabinieri, erano gli acquirenti. Gli altri finiti nei guai sono di Castellana Grotte, Ba, il paese dove si trovava la piantagione, precisamente in contrada Arciprete. Tutti sono accusati di coltivazione e commercio di sostanze stupefacenti.

IL VIDEO DELLA PIANTAGIONE

L’operazione è stata condotta dai carabinieri della locale stazione e si è conclusa nella giornata di ieri, martedì 26 luglio dopo giorni di appostamento. In mattinata sono stati arrestati i castellanesi, nel pomeriggio i fasanesi. Nel tardo pomeriggio, mentre erano in corso di ultimazione le operazioni di estirpazione, campionatura e sequestro delle piante sono giunti nel terreno il proprietario della piantagione, identificato in Sabatelli e i due fratelli Laveneziana. I tre, non non accorgendosi della presenza dei militari, sono stati sorpresi mentre verificavano lo stato di crescita  delle piante, commentando il loro valore sul mercato, facendo chiaramente intendere, ai carabinieri appostati tra la vegetazione, che era in atto una trattativa di compravendita di droga. Quattro dei cinque arrestati sono stati trasferiti nel carcere di Bari, mentre uno degli acquirenti, per motivi sanitari, è stato tradotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari, tutti  in attesa del giudizio con rito direttissimo.

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