Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca

Fermato un altro velivolo carico di marijuana: indagini fra Brindisi e Lecce

Il Salento e la provincia di Brindisi si stanno rivelando due snodi essenziali delle rotte seguite dalle organizzazioni di narcotrafficanti italo-albanesi per il trasporto della marijuana a bordo di velivoli ultraleggeri. Arrestati dalla Mobile di Torino 4 trafficanti che utilizzavano il campo di volo di Torre dell'Orso

BRINDISI – Il Salento e la provincia di Brindisi si stanno rivelando due snodi essenziali delle rotte seguite dalle organizzazioni di narcotrafficanti italo-albanesi per il trasporto della marijuana a bordo di velivoli ultraleggeri. Da un’inchiesta della Squadra Mobile di Torino conclusasi oggi con l’arresto di 4 presunti trafficanti (due italiani e due albanesi) è emerso che il campo di volo di Torre Dell’Orso (Lecce) era una delle tappe della tratta seguita da un aeroplano ultraleggero Dynamic che faceva il carico di droga in Albania.

Si tratta di un modus operandi molto simile a quello adottato da un altro sodalizio transnazionale che invece si serviva della pista dismessa di Costa Merlata, nell’agro di Ostuni, per importare marijuana dall’Albania. Proprio a Costa Merlata, infatti, lo scorso 24 agosto, i carabinieri della compagnia di Fasano, su imput dei colleghi del comando provinciale di Rimini, arrestarono in flagranza di reato un albanese e una napoletano intenti a scaricare dall’aereo, proveniente dall’Albania, 128 chilogrammi di marijuana, per trasbordarli su un furgoncino destinato alla movida della Riviera romagnola.

Il dirigente della squadra Mobile di Torino, il vicequestore Marco Martino, spiega a BrindisiReport che non vi è alcun legame fra le due organizzazioni. L’unico punto di contatto (come emerso dalle indagini coordinate rispettivamente dalle Dda di Bologna e Torino) è il ricorso allo stratagemma dell’ultraleggero che fa la spola fra l’Italia e l’Albania per eludere i controlli in frontiera.

Gli uomini della sezione Antidroga del capoluogo piemontese sono giunti sulle tracce di numerose persone di nazionalità italiana e albanese, già note alle forze dell’ordine.  Nella giornata di oggi (7 settembre) è stato eseguito un fermo di indiziato di delitto nei confronti di: Maksim Llanaj, albanese di 37 anni residente a Volpiano; Pasquale D’Ambrosio, 58 anni, è il titolare del noto ristorante «La noce», sul Lago Maggiore; Fitor Alliaj, 43 anni, albanese residente a Druento; Rosario Campisi, 60 nni, di Borgosesia. Ai primi due è stata contestata l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti.

Da quanto appurato dagli inquirenti, gli indagati si servivano di un ultraleggero modello Dynamic opportunamente modificato all'interno della carlinga (rimozione del secondo sedile e della cloche del passeggero) per  agevolare il caricamento ed il trasporto di quantitativi più grandi di marijuana. 
Il gruppo criminale aveva uno degli attori principali proprio in Albania, il cui compito era quello di reperire lo stupefacente e trasportarlo presso un “campo volo” idoneo a far atterrare un aereo ultraleggero. Quindi, dall'Italia, previ accordi telefonici, si inviava il “corriere aereo” che dal campo volo di Gattinara (Vercelli) si portava in un luogo sconosciuto in Albania, facendo, però, scalo tecnico nella provincia di Lecce. In questo modo, in poche ore, gli ingenti carichi di stupefacente giungevano in Piemonte per essere poi rivenduti al dettaglio nelle aree di Torino, Vercelli e Biella.

Dopo un primo tentativo, l’organizzazione aveva perfezionato un'importazione di circa 80 chilogrammi di marijuana nei primi giorni del giugno scorso. Lo scorso 1 settembre era stata programmata un'ingente importazione di marijuana (circa 120 chilogrammi), non andata a buon fine a causa di un imprevisto verificatosi al campo volo in provincia di Lecce. Malgrado ciò, gli uomini della Squadra Mobile di Torino, del Reparto Volo di Milano e del Reparto Prevenzione Crimine di Torino, utilizzando anche un elicottero della polizia di Stato, sono riusciti a bloccare a Gattinara l'aereo appena tornato dalla Puglia 

“L’ultraleggero – spiega il vicequestore Marco Martino – è un mezzo di trasporto estremamente performante ed economico”. Ma dopo i duri colpi assestati dall’Arma di Rimini e dalla Mobile di Torino è da vedere se i narcotrafficanti continueranno a utilizzare le rotte aeree per rifornirsi di droga, o se invece torneranno al tradizionale trasporto marittimo. In entrambi i casi, dovranno passare dalle province di Brindisi e Lecce. 

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