"Ferragosto in carcere? Fatevi l'Isola dei detenuti"

BRINDISI - “Parlamentari in carcere a Ferragosto, basta con la visita allo zoo delle anime perse”, è con queste parole che il Sindacato autonomo della polizia penitenziaria e il segretario nazionale Federico Pilagatti accolgono l’iniziativa di Marco Pannella e i radicali di trascorrere i giorni dal 14 al 16 agosto nelle carceri d’Italia. Polemica decisamente all’italiana, che sorge su una sostanziale coincidenza fra il punto di vista e le contestazioni del sindacato e quelle dei radicali stessi che, ciascuno per la sua parte, da anni denunciano le condizioni di disumano sovraffollamento delle case circondariali italiane e pugliesi in particolare.

La conferenza stampa di Nessuno tocchi Caino

BRINDISI - “Parlamentari in carcere a Ferragosto, basta con la visita allo zoo delle anime perse”, è con queste parole che il Sindacato autonomo della polizia penitenziaria e il segretario nazionale Federico Pilagatti accolgono l’iniziativa di Marco Pannella e i radicali di trascorrere i giorni dal 14 al 16 agosto nelle carceri d’Italia. Polemica decisamente all’italiana, che sorge su una sostanziale coincidenza fra il punto di vista e le contestazioni del sindacato e quelle dei radicali stessi che, ciascuno per la sua parte, da anni denunciano le condizioni di disumano sovraffollamento delle case circondariali italiane e pugliesi in particolare.

Solo che, dice il Sappe, l’iniziativa pur lungimirante dei radicali, rischia di essere uno “show mediatico”, al netto di decisioni necessarie e conseguenti nelle sedi istituzionali deputate, che spetta ai parlamentari assumere.  Nella nota del Sappe si legge: “E’ partito da Brindisi con la visita dell’onorevole Marco Pannella al locale carcere,  l’happening di Ferragosto ideato da radicali che prevede la visita di politici nelle carceri, per  toccare con mano la tensione ed il malessere che serpeggia nei penitenziari a causa del sovraffollamento dei detenuti, della carenza di poliziotti penitenziari, soprattutto in Puglia, con il cento per cento in più delle presenze sui posti disponibili: 2300 su una popolazione carceraria effettiva di 4700”.

In realtà, le statistiche stilate dai radicali e quelle del Sappe, non coincidono. Sergio D’Elia, presidente dell’associazione nazionale Nessuno tocchi Caino, ha dichiarato essere la Puglia la seconda regione italiana con il numero più alto di detenuti in proporzione ai posti disponibili. Il primato del sovraffollamento è per il Sappe invece, assegnato indiscutibilmente alla Puglia. Numeri che non cambiano la sostanza, dato che univoca è invece la richiesta, rivolta al presidente Nichi Vendola, di istituire “un Garante regionale dei detenuti per la Puglia”, applicando dunque una legge apposita approvata quattro anni fa”.

Per il Sappe si tratta di proclami vuoti di intenzioni autentiche. “Quando nel 2009 - dice Pilagatti - i radicali proposero tale iniziativa il Sappe la salutò con grande interesse poiché la speranza di portare alla ribalta un mondo che viene censurato e dimenticato  poiché la propaganda esalta la sicurezza, senza poi preoccuparsi che fine fanno tanti  poveri dannati, era grande. Invece  dopo un anno siamo in una situazione  più drammatica e nessuno fa nulla, nonostante le tante promesse, i buoni intendimenti ed i fiumi di inchiostro versati. Un consiglio che vorremmo dare a tutti i politici pugliesi  prima di entrare nelle carceri, è quello di portare con sé la Costituzione Italiana e qualche legge dello Stato, al fine di rinfrescarsi la memoria durante la visita, delle violazioni della dignità umana e lavorativa che ogni giorno vengono perpetrate nelle nostre galere”.

Ed ecco la controproposta, dal sapore fortemente provocatorio, lanciata dal sindacato ai parlamentari, di tutti gli schieramenti. “Il Sappe  invece dell’happening di Ferragosto propone un reality (l’Isola dei carcerati) della durata di un mese, in cui gli uomini  politici facciano i protagonisti e si misurino affrontando umiliazioni, diritti negati e peripezie varie, al fine di rendersi effettivamente conto di cosa vuol dire essere detenuto nella civilissima  Italia”.

Lasciando infine da parte le polemiche, e tornando alla discussione sull’angoscioso problema del sovraffollamento nelle carceri, con tutto quel che ne consegue in termini di violenza, atti di autolesionismo, suicidi e rivolte contro il personale di polizia penitenziaria, il segretario Federico Pilagatti aggiunge: “Il Sappe ritiene che la pena deve essere  certa e scontata facendo svolgere ai detenuti  lavori duri e di pubblica utilità, ma la dignità ed il rispetto della vita umana debbono essere salvaguardati sempre, poiché non bisogna  dimenticare  che quasi la metà di chi è in carcere è un cittadino innocente secondo il nostro  Stato di diritto e le leggi di questo Stato, che non possono valere solo per la casta”.

Per questo “un consiglio che vorremmo sommessamente dare ai politici  pugliesi che nei giorni di Ferragosto entreranno nelle nostre carceri: fare tutto con discrezione e  rispetto, e quando usciranno invece di scaricare il loro disagio ed il loro  disappunto per ciò che hanno visto solo su telecamere e taccuini, si facciano promotori, nelle istituzioni che rappresentano, Province, Regioni e Parlamento, di iniziative che possano riportare il nostro paese nel novero delle nazioni civili, poiché più passa il tempo e più la situazione diventa sempre più preoccupante. A partire dalla riduzione del sovraffollamento e dal reintegro degli organici della polizia penitenziaria”.

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Una considerazione a margine. Vero che la situazione denunciata non ha avuto, fino a questo momento, risposte conseguenti da parte del governo, né del parlamento. Quello che non si capisce è come mai il Sappe prenda di mira proprio i radicali, ai quali tocca l’incontestabile primato di aver portato i problemi delle carceri nel dibattito istituzionale a tutti i livelli.

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