Cronaca

Fidanzati brindisini in vacanza a Parigi: "Città spettrale, non si esce dall'hotel"

Volevano trascorrere la vacanza dei sogni. E invece si sono ritrovati in uno scenario da incubo. Il brindisino Matteo De Gennaro, dipendente di una ditta aerospaziale, e la sua fidanzata Dalila Marchegiano ieri sera (14 novembre) erano in giro per le vie di Parigi quando i fondamentalisti islamici hanno sferrato un micidiale attacco terroristico alla capitale francese

BRINDISI  - Volevano trascorrere la vacanza dei sogni. E invece si sono ritrovati in uno scenario da incubo. Il brindisino Matteo De Gennaro, dipendente di una ditta aerospaziale, e la sua fidanzata Dalila Marchegiano ieri sera (14 novembre) erano in giro per le vie di Parigi quando i fondamentalisti islamici hanno sferrato un micidiale attacco terroristico alla capitale francese. Fra lo Stade de France, dove oltre 60mila tifosi stavano seguendo l’incontro di calcio Francia-Germania, la sala di concerti Bataclan, dove circa 1500 ragazzi stavano assistendo a un concerto di musica rock, e almeno atri tre locali pullulanti di persone si è scatenata l’insensata furia omicida dei jihadisti.

Un’ondata di attentati senza precedenti in Europa ha provocato nel giro di poche ore 128 morti e 257 feriti (stima non ancora definitiva). Matteo e Dalila per fortuna erano lontani dalla linea del fronte (perché quello dell’Isis, a detta anche del presidente francese Hollande, è stato un vero e proprio atto di guerra). “Ci trovavamo – dichiara Matteo – a circa 5 chilometri di distanza dalla zona degli attentati gli attentati. All’inizio non ci stavamo rendendo conto di nulla”.

I due fidanzati sono atterrati a Parigi giovedì sera, con la prospettiva di trascorrere tre giorni all’insegna del romanticismo in una delle città più Matteo De Gennaro e Dalila-2affascinanti al mondo. Ma purtroppo non è andata così. “Intorno alle ore 22 – racconta Matteo – abbiamo visto passare le prime ambulanze. Ci trovavamo  in una zona centrale della città, ma non sentivamo le esplosioni. Ho cominciato a capire che stava accadendo qualcosa di grave quando gli amici e i famigliari ci hanno contattato per chiederci se stavamo bene”. (Nella foto a destra, Matteo e Dalila sotto la Torre Effeil, poche ore prima degli attentati)

Dopo qualche minuto i due realizzano la gravità della situazione e si rintanano nel loro albergo nei pressi degli Champs elysees. Nel frattempo la metropoli si riempie di mezzi della polizia, dell’esercito e delle forze speciali. Ambulanze e squadre di vigili del fuoco sfrecciano a sirene spiegate verso le zone calde. Parigi finisce sotto assedio. La gente si rintana in casa. Gli spettatori dello Stade de France, una volta terminata la partita, si riversano sul campo di gioco fino a quando la gendarmeria non dà loro il via libera per lasciare l’impianto.

“A parte le sirene all’impazzata  - spiega Matteo – il quartiere in cui si trova il nostro hotel era tranquillo. Attraverso i telegiornali e internet ci siamo tenuti aggiornati sulla tragedia che si stava consumando a qualche chilometro da noi”. E stamani la coppia di turisti si è risvegliata in una Parigi spettrale. “E’ tutto chiuso. Nessuno – riferisce Matteo – scende in strada. Volevamo andare in un centro commerciale, ma anche questo era chiuso. Impossibile visitare musei, monumenti e le infinite attrazioni di questa città. Alcune linee della metropolitana non sono in funzione. Anche Disneyland è chiusa”.

Matteo e Dalila dunque non possono far altro che trascorrere il sabato nella stanza d’hotel,  rispondendo alle telefonate e ai messaggi degli amici. Nella loro stessa condizione c’è un’altra coppia di fidanzati conosciuta in albergo, oltre ad altre migliaia di turisti sparsi per la città. “Non conserveremo un bel ricordo – ammette Matteo – di questa vacanza. Però ci riteniamo fortunati, perché non ci siamo trovati in una delle zone colpite. Sarebbe potuto capitare benissimo anche a noi di finire in quell’inferno”. Con ogni probabilità anche domani (15 novembre) Parigi sarà blindata. “Alle ore 14 – spiega Matteo – abbiamo il volo di ritorno. Speriamo di poter partire tranquillamente, senza ulteriori contrattempi”.

Matteo e Dalila hanno potuto ammirare Parigi nel massimo del suo splendore solo per una giornata e mezza. Ma quantomeno hanno fatto in tempo a scattarsi la classica foto sotto la Tour Eiffel illuminata, prima che anche sul monumento simbolo della capitale calassero le tenebre. 

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