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Gianfranco Quarta

Gianfranco Quarta

Flash/ Ancora oscuri attentati a Cellino

CELLINO SAN MARCO – La spirale di episodi criminosi abbattutasi su Cellino San Marco continua a produrre episodi oscuri. La notte scorsa due attentati, ai danni dell’impiegato dell’ufficio anagrafe, Vito Carulli e dell’assessore alle Attività produttive, Gianfranco Quarta.

CELLINO SAN MARCO - La spirale di episodi criminosi abbattutasi su Cellino San Marco continua a produrre episodi oscuri ai danni di amministratori pubblici e dipendenti del Comune. La notte scorsa due attentati, uno ai danni dell'impiegato dell'ufficio anagrafe, Vito Carulli, al quale hanno bruciato un'auto per la terza volta nel giro di alcuni mesi, e subito dopo in fiamme anche il fuoristrada dell'assessore alle Attività produttive, Gianfranco Quarta, che così allunga la lista in cui sono iscritti da qualche tempo come bersagli di azioni intimidatorie lo stesso sindaco, l'avvocato Francesco Cascione del Pdl, e l'assessore ai Servizi sociali, Gabriele Elia.

Per l'incendio della Suzuki Swift di Carulli i Vigili del Fuoco del comando provinciale di Brindisi sono intervenuti alle 3,07. Alle 3,29 sono stati chiamati all'intervento sulla Range Rover dell'assessore Quarta. La prima auto, quella del dipendente comunale, era parcheggiata in via Genova, mentre quella dell'assessore era nel piccolo piazzale del giardino di casa, in via Martiri delle Fosse Ardeatine. Quindi, in quest'ultimo caso l'attentatore ha scavalcato la recinzione della villetta per poter appiccare il fuoco alla Range Rover, in sosta sotto una tettoia attigua al laboratorio di sartoria di famiglia, a piano terra dell'immobile.

E' stata una notte di duro lavoro anche per i carabinieri della stazione locale, che assieme a quelli della compagnia e del Nucleo investigativo provinciale si stanno occupando del lavoro di indagine sulla strategia del terrore applicata a Cellino San Marco nei confronti dell'amministrazione comunale. Un clima inquietante che ha indotto il prefetto Nicola Prete, certamente sulla base di precise informative dei carabinieri, ad avviare la procedura di osservazione prevista dalle norme antimafia, che servirà a stabilire se il rischio di condizionamenti criminosi è tale da richiedere anche lo scioglimento del consiglio comunale, al di là di ciò che pensa e dice la politica.

 

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