Cronaca

Impresentabili: riunione rinviata, ma fuga di notizie. Ci sono due brindisini

Ci sono due candidati della provincia di Brindisi tra i quattro pugliesi iscritti dalla Commissione parlamentare antimafia nell'elenco degli impresentabili che sarà completato non prima di venerdì, entrambi a sostegno di Raffaele Fitto. Si tratta di Massimiliano Oggiano, brindisino, lista Oltre con Fitto, e di Enzo Palmisano, di Cisternino, della lista Movimento Politico Schittulli - Area Popolare

Ci sono due candidati della provincia di Brindisi tra i quattro pugliesi iscritti dalla Commissione parlamentare antimafia nell'elenco degli impresentabili che sarà completato non prima di venerdì, entrambi a sostegno di Raffaele Fitto. Si tratta di Massimiliano Oggiano, brindisino, lista Oltre con Fitto, e di Enzo Palmisano, di Cisternino, della lista Movimento Politico Schittulli - Area Popolare. Al momento sono proprio i nomi di quattro pugliesi gli unici che si possono definire ufficiali, mentre mancano ancora quelli della Campania, che è l'altra delle regioni al voto da cui provengono i candidati finiti sotto la lente d'ingrandimento. Ci sono anche due baresi: Giovanni Copertino, Monopoli, nella lista di Forza Italia, a sostegno di Adriana Poli Bortone, e Fabio Ladisa della lista I Popolari a sostegno di Michele Emiliano.

Nei confronti di Copertino, si apprende dalla nota della commissione, pende il procedimento per corruzione aggravata e altro, concluso con sentenza del 14 febbraio 2011, in cui veniva dichiarata la prescrizione. Contro tale sentenza pende la fase di appello. Ladisa è stato rinviato a giudizio per furto aggravato, tentata estorsione commessi nel 2011, con udienza fissata per il 3 dicembre 2015. Oggiano è imputato per associazione mafiosa e corruzione elettorale. Palmisano è stato condannato in primo grado per corruzione aggravata, associazione per delinquere semplice, truffa aggravata dal danno patrimoniale di rilevante gravità, commessi nel 2003. Il procuratore di Bari ha comunicato che la Corte di Appello ha dichiarato la prescrizione, ma è stato presentato ricorso e il procedimento pende in Cassazione.

Mala e politica, assolto Oggiano
Per Massimiliano Oggiano il 21 luglio 2011 il tribunale di Brindisi ha pronunciato sentenza di assoluzione dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa (pena richiesta 6 anni e 6 mesi, difeso dall'avvocato Fabio Di Bello)
, nello specifico con il clan dei fratelli Brandi, il gruppo che controllava Brindisi. Pende il procedimento in appello, dato che il pm propose ricorso anche contro l'esponente politico brindisino, il quale si è sempre dichiarato innocente ed è stato rieletto in consiglio comunale.

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"Al di là della Puglia la difficoltà che si è registrata e che ha fatto si che la seduta fosse così lunga è che invece non siamo stati nella condizione di dare i nomi della Campania, che probabilmente sarà la regione che avrà più nomi, visto che i nomi pugliesi sono quattro e le altre regioni non ce ne sono e quindi quelli che mancano sono in prevalenza campani", ha detto Giuseppe De Cristofaro, senatore di Sel e membro della Commissione antimafia, a margine della riunione dell'ufficio di presidenza sulla lista dei cosiddetti candidati "impresentabili", i cui lavori sono al momento stati sospesi ed aggiornati.

"C'è stata una fuga di notizie sui quattro nomi della Puglia che ha indispettito l'ufficio di presidenza della commissione bicamerale. I lavori ora sono fermi. Se ne riparlerà venerdì mattina", ha invece detto Così il parlamentare del M5S Francesco D'Uva, al termine della riunione dell'ufficio di presidenza della commissione bicamerale Antimafia in cui doveva essere vagliato l'elenco dei nomi dei candidati alle regionali impresentabili, lista che verrà resa nota probabilmente venerdì. D'Uva conclude sottolineando che "i dati mancano perche' i lavori sono stati svolti troppo frettolosamente. Abbiamo un flusso di dati enorme- conclude- stiamo parlando di 7.000 nominativi per 7 regioni e pare che alcuni nomi siano sfuggiti".

In serata dura presa di posizione di Rosy Bindi attraverso l'ufficio di presidenza della Commissione antimafia: "Preso atto che durante la riunione e prima che si concludessero i lavori sono stati divulgati alcuni nominativi, la presidente Rosy Bindi ha stigmatizzato la violazione del segreto, e sottolineato il venir meno delle regole di correttezza e reciproca fiducia tra i membri dell'ufficio di presidenza. Nel ringraziare la Direzione nazionale antimafia, gli uffici giudiziari e le prefetture per la collaborazione che stanno fornendo, la presidente ribadisce l'esigenza di mantenere il massimo riserbo sul lavoro in corso e diffida chiunque dall'utilizzare le attività d'inchiesta e il ruolo istituzionale della Commissione antimafia per diffondere informazioni non suffragate da una verifica ancora in corso".

L'elenco comunque arriva tardivamente, non solo prima della composizione delle liste ma addirittura alla vigilia del voto. I partiti, le formazioni politiche, i movimenti, le liste civiche ha aderiscono al Codice di autoregolamentazione infatti "si impegnano in occasione di qualunque competizione elettorale a non presentare e nemmeno a sostenere, sia indirettamente sia attraverso il collegamento ad altre liste, candidati che non rispondano ai requisiti del presente codice". Quindi, impresentabili. Questo l'impegno contenuto nella parte iniziale del Codice in uso nella Commissione parlamentare antimafia. Ma, appunto, la lista arriva troppo tardi.

 



 



 



 

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