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Giunta Carluccio, scintille tra i Cor e Rollo sulla quota rosa

Nell'incontro convocato dalla sindaca parla l'ex presidente Asi che punta i piedi: "Via un assessore dei Cor per far spazio alla donna, i nostri non si toccano". I fittiani, prima forza politica, chiedono un terzo rappresentante nell'esecutivo: "Comune sbilanciato al centro". Rossi: "Un teatrino"

BRINDISI – Incendio difficile da domare nella maggioranza della sindaca Angela Carluccio da quando c’è il nodo della quota rosa. Quel nodo resta, è una contraddizione in termini di fronte alla declinazione femminile scelta e rivendicata in tutti gli atti ufficiali del Comune e prima ancora in campagna elettorale.

Marcello RolloItalo GuadalupiFatto sta che in Giunta manca una donna, che Marcello Rollo ha parlato per la prima volta in un incontro ufficiale  dicendo che non intende toccare i “suoi” uomini e che i Cor si sono messi di traverso rivendicando il rispetto dei pesi elettorali. Perché i centristi non sono la prima forza politica a Brindisi, anche se sono riusciti ad esprimere quattro assessori su dieci, prima cittadina inclusa. Sindaca che dovrebbe essere la sola ad avere diritto di parola, posto che le scelte degli assessori sono una sua prerogativa. Ma a Brindisi la politica segue un’altra direzione, a quanto pare.

La situazione tutta brindisina venuta a galla per mano dei consiglieri dei Cinque Stelle e “censurata” dal prefetto, non si è sbloccata nonostante l’invito telefonico prima e poi la lettera di sollecito a rivedere la composizione della squadra di governo, visto che l’incontro interno della maggioranza – andato avanti per due ore venerdì pomeriggio– non ha portato a nulla. Se non a rendere evidente, qualora ce ne fosse ancora bisogno, la reale situazione della coalizione di governo a Palazzo di città.

Innanzitutto, va sottolineato che a quel vis à vis era presente Marcello Rollo, l’ex presidente dell’Asi che non è riuscito a centrare l’obiettivo del bis al Consorzio industriale, e che secondo alcuni resta il vero timoniere della Giunta. Nelle ultime settimane la sua presenza a Palazzo di città viene data come “frequente”. Le indiscrezioni che si rincorrono da ieri, riportano di uno scontro particolarmente acceso tra Rollo e il coordinatore cittadino dei Cor, Italo Guadalupi, sulla questione “donna in Giunta”.

A quanto pare, sarebbe stato Rollo a intervenire dopo che Guadalupi ha preso la parola per chiedere l’inserimento di un terzo assessore per i fittiani, rivendicando il maggior peso politico dei Conservatori e Riformisti, allo scopo di compensare lo sbilanciamento al centro che – secondo lui – si è venuto a creare con la nomina di tre assessori uomini, Giampiero Campo, Vito Carella e Salvatore Del Grosso più Francesca Scatigno, per Noi centro e Brindisi prima di tutto, le due liste imbastite da Rollo che in Assise contano sei consiglieri, di uno (Marco Masi con delega speciale e un altro, Giampiero Epifani in commissione elettorale). Con il terzo ingresso nell’esecutivo, i Cor avrebbero nominato una donna, Consilia Tau, con conseguente arrivo in Consiglio di Cosimo Laguercia, ex assessore alle Attività produttive, delega poi ceduta a Raffaele De Maria, nella staffetta interna al gruppo che ha visto anche l’avvicendamento tra Marina Miggiano e Michele di Donna alla Programmazione economica.

Rollo sarebbe stato categorico: “Niente da fare, gli assessori sono dieci e non sono previsti nuovi ingressi, per cui via un uomo dei Cor per far posto alla donna. I nostri non si toccano”. Ma i centristi sono la seconda forza politica, dopo la scissione interna a Impegno sociale di Carmelo Palazzo che ha portato alla nascita dei Coerenti con Pasquale Luperti capogruppo. Luperti, dal canto suo, ha messo alla porta Umberto Ribezzi, colpevole di essersi assentato dal Consiglio comunale del 28 novembre, sciolto per mancanza del numero legale.

Tornando ai Cor, e questo è il secondo aspetto da evidenziare, va detto che qualche responsabilità è anche loro, se i centristi sono riusciti a “monopolizzare” il Palazzo, scegliendo da soli i componenti dello staff pretendendo una variazione di bilancio per i compensi e nominando anche il notaio Michele Errico come consigliere politico. Lo stesso vale per i Democratici di Luciano Loiacono e Salvatore Brigante che ora avrebbero chiesto la società Servizi Farmaceutici.

Se si passa al capitolo delle partecipate, la situazione si complica visto che sul tavolo ci sono: Multiservizi, Energeko, Stp, Asi (per la nomina di un rappresentante del Comune) e Consorzio di Torre Guaceto (due componenti).

L’opposizione, ovviamente, non può restare in silenzio in un contesto simile: “Ecco l'amministrazione Carluccio: Un teatrino da commedia dell'arte”, ha scritto Riccardo Rossi di Brindisi Bene Comune su Facebook. “La poltrona di assessore vale 2800 euro al mese (lordi), nessuno rinuncia , tutti la vogliono. Per fare cosa? Niente”.

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