Gli omicidi salentini di Bullone: chiesti 18 anni per il pentito, ergastolo per Ladu

LECCE - Diciotto anni di carcere per il 44enne brindisino Vito Di Emidio detto “Bullone”; ergastolo per il pastore sardo Marcello Ladu; 12 anni e 3mila euro di multa per Pasquale Tanisi detto “Cardillo”, 48enne di Ruffano; 9 anni e 2.500 euro di ammenda per Pasquale Orlando detto “Yo-Yo”; 8 anni e 2.000 euro di multa per Vito Cacciatore, 55 anni, imprenditore di Ruffano; 4 anni e 1.000 euro di multa per Giuseppe Tedesco detto “Capu di bomba”; 3 anni e 6 mesi oltre a 600 euro di multa per Giuseppe Picciolo.

Vito Di Emidio, Bullone

LECCE - Diciotto anni di carcere per il 44enne brindisino Vito Di Emidio detto “Bullone”; ergastolo per il pastore sardo Marcello Ladu; 12 anni e 3mila euro di multa per Pasquale Tanisi detto “Cardillo”, 48enne di Ruffano; 9 anni e 2.500 euro di ammenda per Pasquale Orlando detto “Yo-Yo”; 8 anni e 2.000 euro di multa per Vito Cacciatore, 55 anni, imprenditore di Ruffano; 4 anni e 1.000 euro di multa per Giuseppe Tedesco detto “Capu di bomba”; 3 anni e 6 mesi oltre a 600 euro di multa per Giuseppe Picciolo.

Sono le richieste formulate dal pubblico ministero Elsa Valeria Mignone, nella requisitoria svoltasi dinanzi alla Corte d’Assise di Lecce nell'ambito del processo “Di Emidio più altri”, scaturito dalla “Operazione Bullone” del luglio del 2005, condotta dalla Procura antimafia di Lecce sulla base delle stesse dichiarazioni del boss pentitosi dopo la sua cattura.

Furono 16 gli arresti per quattro omicidi, un tentato omicidio ed una serie di rapine avvenute nel Salento, che spazzò la frangia di leccese della Scu vicina allo stesso Bullone. Arriva così il conto per gli omicidi di Barbara Toma e Fernando D’Aquino, uccisi a colpi di kalashnikov a Casarano il 5 marzo 1998 (attribuito a Di Emidio). D'Aquino sarebbe entrato in rotta col gruppo di Bullone dopo essersi appropriato di un ingente quantitativo di danaro derivante dalle rapine messe a segno dalla banda.

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Sulle spalle di Di Emidio pesa anche l’omicidio di Antonio Potenza (Nociglia, 2 novembre 2000) ammazzato, secondo la pubblica accusa, per un mancato accordo per l’affitto della sua masseria. La sentenza è prevista per il prossimo 19 luglio. Il collegio difensivo era composto dagli avvocati Lillo, Guastella, Tamburini, Corvaglia e Coppola. Va ricordato che per gli omicidi avvenuti nel Brindisi e confessati da Vito di Emidio, il 20 maggio scorso il pm Alberto Santacatterina ha chiesto vari ergastoli, anche per il pentito.

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