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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca

Guerra di mala: "Uno sgarro o delle tresche le possibili cause"

Il comandante provinciale dei carabinieri dopo i fermi di Borromeo e Lagatta: ".Chiunque provi a impossessarsi del territorio dovrà vedersela con le forze dell’ordine"

BRINDISI – “Un’attività illecita non ripagata in modo giusto o qualcosa di più triviale dovuta a relazioni o tresche da ben individuare”. La causa scatenante dell’escalation di gambizzazioni e attentati iniziata il 13 settembre, con le raffiche contro un palazzo di piazza Raffaello, è ancora da individuare. Dalle dichiarazioni del comandante provinciale dei carabinieri di Brindisi, il colonnello Giuseppe De Magistris, si capisce che le indagini sono ancora in pieno fermento. 

De Magistris ha incontrato stamani la stampa per fornire dei dettagli sul provvedimento di fermo emesso a carico di Antonio Borromeo e Antoniol colonnello Giuseppe De Magistris-2 Lagatta. Insieme a lui c’erano il comandante del Reparto Operativo, il tenete colonnello Cristiano Tomassini, il comandante della compagnia di Brindisi, capitano Luca Morrone, e il comandante del Norm della compagnia, il tenente Marco Colì.

Negli ultimi due mesi, gli investigatori hanno trascorso parecchie notti insonni per far luce sulla recrudescenza della criminalità. I provvedimenti restrittivi eseguiti la scorsa notte segnano la svolta di un'inchiesta che nei prossimi giorni potrebbe sortire ulteriori risultati.

Luca Morrone e Marco Colì-2“L’insicurezza percepita dalla gente – dichiara il colonnello De Magistris – era tanta. Noi volevamo dare un messaggio di efficienza ed efficacia. Il territorio è di proprietà dei cittadini. Chiunque provi a impossessarsene dovrà vedersela con le forze dell’ordine”.

Il comandante è perentorio. “Non ci fermiamo – afferma ancora De Magistris – tutti i cittadini di Brindisi hanno il diritto di stare tranquilli. Nessuno può arrogarsi il diritto di inficiare il libero andamento dei fatti della società”.

Il capitano Morrone ha rimarcato il duro lavoro svolto dai militari della compagnia per risalire il prima possibile ai responsabili delle gambizzazioni e degli spari. Il cerchio non è ancora chiuso, perché altre persone coinvolte nella guerra fra fazioni contrapposte sono ancora a piede libero. Per questo i controlli e le perquisizioni proseguiranno anche nei prossimi giorni. 

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