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“Ho chiesto io ai miei figli di rapinare la tabaccheria con me”

Davanti al gip, Leo: “Avevo bisogno di soldi per restituire un prestito di quattromila euro”. Lui resta in carcere, i ragazzi ai domiciliari. Non si trova il bottino pari a settemila euro

BRINDISI – “La rapina in tabaccheria è solo colpa mia: sono stato io a chiedere ai miei figli di venire con me. Ho sbagliato e chiedo scusa ai miei ragazzi e al proprietario, ma ero in difficoltà perché dovevo restituire quattromila euro chiesti in prestito”.

L’interrogatorio e la convalida dell’arresto

LEO Cosimo, classe 1979-2Lui, il padre, Cosimo Leo, 39 anni, di Brindisi, è rimasto in carcere, mentre i figli, Andrea e Alessio, 21 e 19 anni, hanno ottenuto i domiciliari, dopo l’interrogatorio davanti al giudice per le indagini preliminari, VittorioTesti, di fronte al quale questa mattina si è svolta l’udienza di convalida. Gli arresti dei tre sono avvenuti dopo l’inseguimento in auto, successivamente alla rapina consumata nella tabaccheria Renna di via Bezzecca, giovedì sera, nel rione Santa Chiara, di Brindisi.

Cosimo Leo ha voluto affrontare l’interrogatorio, alla presenza del suo difensore, Luca Leoci, lo stesso penalista che difende, per assumersi la paternità della rapina e scagionare i ragazzi, incensurati. Giovani che, per ammissione del padre, sarebbero stati convinti a partecipare all’azione a mano armata, attorno alle 19, quando nell’esercizio commerciale c’erano clienti.

LEO Alessio, classe 1999-2Leo senior, avrebbe spiegato al giudice, di essere piombato in una situazione di estrema difficoltà economico-finanziaria, di fronte alla quale ha coinvolto i figli Alessio e Andrea. Doveva restituire una somma di denaro, compresa fra i tremila e quattromila euro. Non aveva molto tempo a disposizione.

Mistero sul bottino e sulla pistola

Giovedì sera si sono messi in auto, una Fiat Punto risultata rubata a Carovigno lo scorso 15 febbraio. Da Tuturano, dove la famiglia risiede, hanno raggiunto Brindisi e sono piombati nella tabaccheria. Bottino: circa 1500 euro, in monetine, tanto quanto era nella macchinetta cambia soldi, più settemila euro in banconote. Poi la fuga con i carabinieri delle pattuglie del Nor–Aliquota Radiomobile e Aliquota di Primo Intervento alle costole.

LEO Andrea, classe 1997-2Padre e figli sono stati inseguiti lungo le strade interpoderali limitrofe alla strada Tuturano-Mesagne, fino ad essere raggiunti in località Cerrino, a 10 km di distanza dalla tabaccheria. 

Durante le fasi concitate dell'inseguimento, secondo quanto sostenuto dai militari, si sono disfatti della pistola, di parte della refurtiva e dell'ingombrante dispositivo “cambia soldi”, quest’ultimo, lanciato contro i mezzi militari nel tentativo di evitare la cattura. 

Nessuna traccia, invece, dell’arma e del bottino. Non sono stati trovati. Non ancora.Foto arresto LEO 01-2-2-2

La difesa verso il patteggiamento della pena

“Ho sbagliato”, ha ammesso il padre. “Ero disperato, ma è solo colpa mia”. Per il momento Cosimo Leo resta nel carcere di via Appia, mentre i figli hanno fatto ritorno nella propria abitazione in regime di arresti domiciliari. La difesa nei prossimi giorni potrebbe chiedere il patteggiamento della pena per tutti e tre.


 

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