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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca

Movimento animalista: "Basta con i canili lager a Brindisi e in Puglia"

Non solo le “priorità” fissate dal Manifesto di fondazione – difesa dei diritti degli animali e dell’ambiente - ma tante proposte “generaliste” per il rilancio del Paese e un territorio più vivibile

Non solo le “priorità” fissate dal Manifesto di fondazione – difesa dei diritti degli animali e dell’ambiente - ma tante proposte “generaliste” per il rilancio del Paese e un territorio più vivibile. ieri, a Bari , nella sala giunta della Città Metropolitana , la coordinatrice regionale del Movimento animalista, l'arch. Daniela Fanelli , ha presentato ”Agenda per un paese migliore”, le linee programmatiche della nuova formazione politica per le elezioni nazionali, le proposte per la Puglia e i componenti del coordinamento regionale: Marcella Labianca per Bari, Pierre Luigi Trovatello per Lecce, Antonia Muscatelli per Foggia, Monica Abrescia per Taranto, Silvana Camposeo per la provincia di Brindisi, Massimiliano Vaccariello per la Bat.

La Puglia è una regione da sempre "pet friendly" ed il comune denominatore, circa gli obiettivi regionali e provinciali, sarà proprio la lotta al randagismo e il conseguente svuotamento dei canili, annuncia il Movimento animalista. Il randagismo, che affligge il territorio pugliese è un problema molto sentito da tutte le associazioni animaliste e dalla cittadinanza ma soprattutto è fonte di grande dispendio economico per le istituzioni. La cittadinanza attiva , si unisce per non lasciare sole le Istituzioni nel compito di trovare le giuste soluzioni ai problemi comuni. Determinante è la collaborazione – è stato sottolineato -  tra associazioni animaliste, cittadini ed Istituzioni.

Cani randagi

La tutela , l'interesse per gli animali e la difesa dell’ambiente sono gli obiettivi primari, per tutti, nella regione così attenta a mantenere intatto il proprio patrimonio faunistico, naturalistico, storico e monumentale che costituisce la importante base per un futuro turistico ed economico, ecocompatibile ed ecosostenibile per il cambiamento e il rilancio del Paese e dei territori della regione Puglia, è il convincimento del Movimento animalista. Buona parte delle azioni proposte nelle linee programmatiche, che saranno approfondite da appositi comitati tematici, sono dedicate alla tutela degli animali e corrispondono a progetti di legge già depositati dall’on. Vittoria Brambilla nel corso della legislatura.

Anche lotta alla povertà e al dissesto ambientale

Tra queste iniziative animaliste, circa una trentina, spiccano la proposta di riconoscere in Costituzione gli animali come esseri senzienti, titolari di alcuni elementari diritti, e quella di apportare, di conseguenza, modifiche al codice penale e civile, con un aggravio di pena per chi maltratta o uccide gli animali. Nel capitolo ambiente si segnalano la lotta al dissesto idrogeologico e le bonifiche dei siti inquinati, da considerare come assoluta priorità nazionale, con un rinnovato impegno per la gestione delle acque e del territorio; un vero rilancio della aree protette; l’affermazione concreta del principio “chi inquina paga”; l’ipotesi di creare un “ministero della Sostenibilità” con una funzione di “filtro”, rispetto alle proposte degli altri ministeri, simile a quella che oggi ha il ministero dell’Economia.

I nuovi responsabili provinciali del Movimento animalista in Puglia 2-2-3

“Nella parte “generalista” gli argomenti sono comunque affrontati secondo la medesima ottica culturale, con una particolare attenzione ai soggetti più deboli, a valori come la vita e la pace. Si sosterranno tutte le misure volte a debellare la povertà assoluta, che marginalizza fasce consistenti della popolazione. Nei tavoli tematici all’ordine del giorno una forma di integrazione al minimo che a regime interesserà comunque tutti i cittadini al di sotto di una certa soglia di reddito annualmente predeterminata. Proponiamo misure per applicare le buone leggi che abbiamo sui portatori di handicap, per favorire il lavoro femminile, per punire più severamente la violenza contro le donne, contro i minori, contro i disabili, per ridurre ragionevolmente i costi della politica.

Silvana Camposeo-2Il Movimento animalista vuol avere radici solide sul territorio. Per la provincia di Brindisi, gli obiettivi sono stati illustrati dalla coordinatrice Silvana Camposeo (brindisi@movimentoanimalista.it - cell. 392 7009152), anche vicepresidente della associazione Liberi che opera da anni sul territorio. “Ed è proprio in base all'esperienza maturata che posso affermare che la costruzione di nuovi canili e l’aggravamento del randagismo vanno di pari passo. Specialmente se la gestione delle strutture – ha sottolineato Silvana camposeo - è affidata a chi vuole che questo diventi un vero e proprio business, che si traduce in canili pieni, adozioni inesistenti, guadagno fisso e sicuro sulla pelle dei cani. Cani accalappiati, rinchiusi e trasformati in matricole che arricchiscono giorno per giorno le tasche dei soliti noti.

“Nel mese di luglio – ha ricordato la coordinatrice provinciale per il territorio brindisino -  il prefetto ha incontrato i sindaci di San Vito dei Normanni, Carovigno e Latiano, di Ceglie Messapica e San Michele Salentino (e adesso pare che anche il Comune di Ostuni si sia accodato), i quali hanno illustrato la volontà di realizzare un canile rifugio consortile di 200/250 posti, utilizzando una porzione di un bene confiscato alla criminalità organizzata nel Comune di San Vito. Un progetto da 200.000 euro. Esistono già troppi canili lager e fatiscenti, quindi perché non destinare una parte dei fondi (500.000 euro) che la Regione ha messo a disposizione per i canili per migliorare le strutture già esistenti e finanziare campagne di sterilizzazione per i cani di proprietà anziché sperperarli per la costruzione di nuove prigioni?”, si chiede Silvana Camposeo.

Due cani ospitati all'interno del canile comunale

“Perché costruire di sana pianta nuove gabbie mentre invece le risorse a disposizione si potrebbero investire sul territorio e sui canili già esistenti che vanno migliorati per evitare che i cani continuino a vivere in condizioni precarie?  Creare nuovi contenitori di randagi non ha senso. Controllo sul territorio, sterilizzazioni, apertura al pubblico costante dei canili esistenti (privati e non) e collaborazione con le Associazioni per le adozioni consapevoli dei cani reclusi devono essere le parole-chiave per contenere il fenomeno del randagismo. Per questo motivo il movimento animalista – ha concluso la coordinatrice per Brindisi e provincia - si prefigge tra i propri obiettivi principali in Puglia di iniziare un dialogo serio e costruttivo con tutte le amministrazioni al fine di migliorare innanzitutto le condizioni dei cani già reclusi , di evitare i nuovi accessi e di conseguenza diminuire sensibilmente la spesa che grava sulla collettività”.



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