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I vigili del fuoco dal Prefetto "Siamo il corpo dello Stato meno retribuito"

Rischiano la vita ma sono il corpo meno retribuito e senza tutele previdenziali rispetto agli altri corpi dello Stato. L'organizzazione sindacale Conapo (Sindacato autonomo vigili del fuoco) chiede l'intervento del prefetto di Brindisi, Annunziato Vardè

BRINDISI – Rischiano la vita ma sono il corpo meno retribuito e senza tutele previdenziali rispetto agli altri corpi dello Stato. L’organizzazione sindacale Conapo (Sindacato autonomo vigili del fuoco), da tempo impegnata nel rivendicare l'equiparazione retributiva e pensionistica dei vigili del fuoco agli altri Corpi dello Stato ad ordinamento civile, chiede l’intervento del prefetto di Brindisi, Annunziato Vardè.

Incendio trailer a Punta delle Terrare, vigili del fuoco sul posto-3“I Vigili del Fuoco rischiano la vita come e più degli appartenenti agli altri Corpi dello Stato e sono impiegati nel pronto intervento operativo dal giorno dell’assunzione sino al giorno della pensione, un servizio altamente usurante. Nonostante questa ineludibile realtà siamo il Corpo meno retribuito (con retribuzioni inferiori di oltre 300 euro al mese) e senza le tutele previdenziali riconosciute a chi svolge servizi operativi negli altri Corpi. Chiediamo al prefetto nella sua qualità di rappresentante del Governo sul territorio, di farsi portavoce verso il medesimo governo del malessere dei vigili del fuoco dovuto al trattamento che ricevono dallo Stato”.

La condizione retributiva e contrattuale è stata spiegata in un documento allegato alla lettera consegnata al prefetto. “Da decenni gli damiano petrachiappartenenti al Corpo nazionale dei vigili del fuoco soffrono di una notevole sperequazione sia sul piano retributivo (oltre 300 euro mensili in meno), che pensionistico, rispetto agli altri Corpi dello Stato e segnatamente rispetto alle forze di polizia ad ordinamento civile, tra cui anche il Corpo forestale dello Stato (con il quale si sono condivisi compiti di antincendio boschivo e parte dei quali saranno conglobati nei Vff a seguito della soppressione del Cfs) e la polizia di Stato (con cui si condivide il medesimo ministero), nonostante con tutte le forze di polizia si condividono funzioni istituzionali di pubblica sicurezza, polizia giudiziaria, soccorso pubblico e nonostante l’elevato rischio dovuto al particolare servizio espletato. Il Conapo chiede, per evidenti ragioni di equità ed utilizzando risparmi di gestione derivanti dalla Spending review, di riequilibrare questa anomala situazione e porre su un piano di parità i Corpi dello Stato, anche a fronte delle previste future riforme che interessano la riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche (Forze di polizia comprese), conseguenti anche alla c.d. legge “Madia” n. 124/2015”. (nella foto a destra Damiano Petrachi, segretario provinciale Conapo)

vigili del fuoco in azione-4Nello specifico si chiede quindi di: istituire per il personale in uniforme vf (ivi compreso il personale direttivo) lo scatto dell’assegno funzionale ai 17,27 e 32 anni di servizio, già dal 1987 in godimento agli appartenenti alle forze di polizia ad ordinamento civile; perequare tutti gli importi della indennità di rischio del personale in uniforme Vf “almeno” agli importi della indennità pensionabile attualmente corrisposta alle analoghe qualifiche degli appartenenti alle forze di polizia ad ordinamento civile; istituire per il personale in uniforme Vf i 6 scatti aggiuntivi (15 per cento) utili sull’importo della pensione nella misura già corrisposta (sin dal 1987) agli appartenenti alle forze di polizia ad ordinamento civile; istituire per il personale in uniforme Vf l’aumento di servizio ai fini pensionistici di un anno ogni cinque (ogni 5 anni di servizio se ne computano 6 utili al raggiungimento della pensione) così come già corrisposto (sin dal 1977) agli appartenenti alle forze di polizia ad ordinamento civile; istituire per il personale in uniforme Vf direttivo e dirigente gli aumenti retributivi ai 13 e 23 e ai 15 e 25 anni di servizio, come attualmente già corrisposti (sin dal 1981) alle medesime qualifiche direttive e dirigenziali degli appartenenti alle forze di polizia ad ordinamento civile.

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