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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Cronaca

Igoumenitsa invasa scende in piazza contro i clandestini diretti in Italia

IGOUMENITSA – C’è un’altra Lampedusa, si trova nello Jonio ellenico e si chiama Igoumenitsa, porto gemello di Brindisi dove oggi dalle 17 i negozi saranno chiusi e i traghetti da e per l’Italia bloccati per ordine del sindaco George Katsinos, in segno di protesta contro l’assedio alla città da parte di centinaia di clandestini portati sino alle coste dell’Epiro dalle organizzazioni criminose che in Grecia gestiscono la parte terminale di traffici umani con radici spesso lontanissime. Afghanistan, Kurdistan iracheno e turco, Iran, e poi vari paesi arabi. E’ stato ricordato più volte negli ultimi mesi e settimane che la maggior parte dei clandestini che arrivano in Italia non passano affatto dal Canale di Sicilia, ma si nascondono su navi, Tir, treni. Da Igoumenitsa (o da Patrasso) partono, qui ritornano se a Brindisi o a Bari vengono scoperti e immediatamente respinti con la stessa nave al viaggio di ritorno.

IGOUMENITSA - C'è un'altra Lampedusa, si trova nello Jonio ellenico e si chiama Igoumenitsa, porto gemello di Brindisi dove oggi dalle 17 i negozi saranno chiusi e i traghetti da e per l'Italia bloccati per ordine del sindaco George Katsinos, in segno di protesta contro l'assedio alla città da parte di centinaia di clandestini portati sino alle coste dell'Epiro dalle organizzazioni criminose che in Grecia gestiscono la parte terminale di traffici umani con radici spesso lontanissime. Afghanistan, Kurdistan iracheno e turco, Iran, e poi vari paesi arabi. E' stato ricordato più volte negli ultimi mesi e settimane che la maggior parte dei clandestini che arrivano in Italia non passano affatto dal Canale di Sicilia, ma si nascondono su navi, Tir, treni. Da Igoumenitsa (o da Patrasso) partono, qui ritornano se a Brindisi o a Bari vengono scoperti e immediatamente respinti con la stessa nave al viaggio di ritorno.

Si accampano nei pressi del porto nuovo, alla estrema periferia est della città, dove c'è l'imbocco dell'autostrada Egnatia che ti porta in sole cinque ore sull'Egeo e sino alla frontiera con Bulgaria e Turchia (passando per Ioannina). Chi non aveva abbastanza soldi per procurarsi un passaggio nel doppiofondo di un Tir, vaga nei parcheggi del porto, saggia i teloni e i portelli dei vani di carico, in cerca di una via per penetrare a bordo e nascondersi. L'attesa può anche essere lunghissima soprattutto se ti hanno già fermato a Brindisi e rimandato indietro. Per gli abitanti e la municipalità di Igoumenitsa la misura è ormai colma. I clandestini aumentano, la gente teme che possano marchiare le aspirazioni del porto come via d'ingresso per l'Egeo, la Bulgaria e Turchia.

"Il problema dovuto alla presenza degli immigrati clandestini nella nostra città annulla ogni sforzo fatto in passato o che si farà in futuro circa lo sviluppo della nostra Provincia. La nostra Provincia è isolata e i vantaggi attesi dalle grandi opere come la superstrada di Egnatia e del porto sono di fatto annullati", scrivono in un comunicato stampa gli organizzatori della protesta i cui echi sono giunti sino ad Atene, rilanciati dalla radio provata Skai che ha intervistato il sindaco. Cara e Cie non esistono in Grecia, dove il respingimento avviene solo alla frontiera. Ma poi i controlli non sono così fitti, e chi è riuscito ad entrare via mare o via terra riesce quasi sempre ad arrivare indenne a Igoumenitsa e Patrasso dove compiere il nuovo balzo.

La Grecia è un'altra frontiera della Ue molto esposta, tuttavia non sembrano questi tempi in cui si possa ragionare di coordinamento delle strategie e delle risorse per fronteggiare a livello europeo l'emergenza immigrazione. E quando la gente è stanca le risposte non sono né rapide né efficienti. Ed ecco che arriva, come stasera, l'alt allo sbarco e all'imbarco dei veicoli, che impedirà alle navi di ripartire agli orari stabiliti. I disagi non saranno elevati perché non si è ancora in alta stagione e la crisi globale ha tagliato drasticamente anche il traffico Tir. Ma se la protesta dovesse essere ripetuta a luglio o ad agosto, la faccenda sarebbe molto diversa.

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