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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca

Il caso: assessore e avvocato di imputati Scu

MESAGNE - Scoppia la bufera a Mesagne sul caso dell’assessore- avvocato penalista che difende presunti esponenti della Scu, tra cui il boss Massimo Pasimeni, in processi in cui il Comune che rappresenta notte e giorno finché è in carica è costituito parte civile. La questione la solleva il Movimento 5 Stelle di Mesagne, per la verità era già assurta in passato agli onori delle cronache.

MESAGNE - Scoppia la bufera a Mesagne sul caso dell'assessore- avvocato penalista che difende presunti esponenti della Scu, tra cui il boss Massimo Pasimeni, in processi in cui il Comune che rappresenta notte e giorno finché è in carica è costituito parte civile. La questione la solleva il Movimento 5 Stelle di Mesagne, per la verità era già assurta in passato agli onori delle cronache, e anche Brindisireport.it ne aveva fatto cenno quando a far discutere era l'ex onorevole e sottosegretario alla Giustizia Luigi Vitali che assiste invece Zio Carlone, al secolo Giancarlo Capobianco, il presunto referente della Sacra corona unita di Francavilla Fontana. Rosanna Saracino in queste ore sta ricevendo numerosi attestati di solidarietà in giro su Facebook, ma la sua presunta incompatibilità appare ben più evidente rispetto a quanto non lo fosse quella di Vitali per cui, obiettivamente, si poneva unicamente una interessante quanto irrisolta questione di opportunità.

L'avvocato Rosanna Saracino è assessore all'Urbanistica e all'Ambiente della giunta del Comune di Mesagne, ridente cittadina poco distante dal capoluogo che è ritenuta la culla della Sacra corona. Tanto per intenderci la realtà in cui ancora oggi operano imprenditori che sentiti qualche anno fa dalla polizia hanno ammesso d'essere vittima di estorsione, passato un po' di tempo, si sono presentati davanti al Tribunale per ritrattare. La città che in massa voleva adottare il cagnetto di Piccolo Dente, condannato a qualche ergastolo e definito da Ercole Penna, il pentito numero uno della Scu 2.0, il capo indiscusso della frangia dei mesagnesi. La città in cui fino a qualche anno tempo fa la processione della Madonna del Carmine faceva tappa sotto casa di Pasimeni, lì dove Gioconda Giannuzzi, la moglie di Piccolo Dente, era reclusa (all'epoca) ai domiciliari.

Sono circostanze, queste, raccontate nel corso dei numerosi incontri con i giornalisti per illustrare gli esiti di operazioni antimafia dal procuratore della Dda di Lecce, Cataldo Motta. Ritornando alla questione di Mesagne. I 5 stelle condividono su Fb un articolo di cronaca sull'udienza del processo "Die Hard" che si è celebrato venerdì scorso nell'aula bunker del tribunale di Brindisi e scrivono: "Vi rammentiamo che il Comune di Mesagne è costituito parte civile ma a difendere i presunti mafiosi mesagnesi è un nostro assessore in carica, quindi nella nostra amministrazione comunale abbiamo chi difende i mafiosi ma poi decide di essere parte lesa. Se qualcuno ne capisce di più chiarisca la confusione". Giancarlo Canuto, difende la componente dell'esecutivo e parla di attacco personale. I pentastellati rispondono: "Nessun attacco personale, nessuna insinuazione come sostengono i politicanti, la signora Saracino riceve le nostre scuse per le strumentalizzazioni avvenute. La questione posta riguarda una considerazione basata sui fatti. E' contraddittorio che un assessore in carica di un Comune costituito parte civile si ritrovi come avvocato a difendere accusati nello stesso processo, soprattutto se si tratta di processi per mafia".

Effettivamente la Saracino è il legale insieme a Marcello Falcone, del cui studio fa parte, di Pasimeni nel processo che si è concluso giovedì con la condanna al carcere a vita del boss. Parte civile l'avvocato Anna Luisa Valente, che proprio in quel processo ha ottenuto dalla Corte d'Assise di Brindisi il riconoscimento di un risarcimento danni da quantificarsi in sede civile. Chi dovrebbe pagarlo il risarcimento? Pasimeni e Penna (il collaboratore condannato a 12 anni di carcere), i due che avrebbero ordinato l'omicidio di Giancarlo Salati, 62enne di Mesagne massacrato a bastonate. Il movente? Piccolo Dente aveva deciso di dare un segnale di autorevolezza della Scu, di rafforzare la propria immagine di "giustiziere" in grado di intervenire nel caso in cui ci fosse un vecchietto che molestava una ragazzina. Questo il messaggio da veicolare: bisognava rivolgersi alla Scu, non allo Stato. Questa è la versione dell'accusa, condivisa da giudici togati e popolari in primo grado.

Nel processo "Die Hard" che tratta di mafia e di infiltrazioni nella pubblica amministrazione gli avvocati Falcone e Saracino si occupano di un paio di imputati. Parte civile il Comune di Mesagne con l'avvocato Valente. Qualche settimana fa, inoltre, aveva fatto molto discutere nei corridoi del tribunale di Brindisi il fatto che in un processo per lottizzazione abusiva per lo scempio del fotovoltaico proprio in agro di Mesagne, in sostituzione dell'avvocato Valente, a sostenere le ragioni della parte civile, ancora una volta il Comune di Mesagne, ci fosse proprio l'avvocato Rosanna Saracino.

A quanto risulta a Brindisireport.it, il legale in questione, non ha mai personalmente votato le delibere con cui la giunta decide la costituzione nei processi ai fini di ottenere il ristoro dei danni patiti. Sempre assente, per ovvie ragioni, in quei frangenti. La polemica impazza a Mesagne ormai da tempo. Così come era già accaduto (e si deve far notare che sono polemiche trasversali) a Ostuni con Domenico Tanzarella per alcuni giudizi sostenuti dal suo studio anche in sede amministrativa in cui era interessato il Comune, a San Vito con Alberto Magli e a Cellino San Marco con il sindaco Francesco Cascione, lì dove l'ente municipale non si è mai costituito parte civile nei processi per mafia, oltre che a Francavilla con Vitali. Se l'assessore a Mesagne avesse mai espresso il proprio voto in giunta in favore della partecipazione dell'ente nei giudizi nei panni di vittima, allora l'incompatibilità sarebbe del tutto cristallizzata. Noi sappiamo che non è così. E' solo una problematica meramente "estetica" al momento. Ma andrà pur affrontata, fatto salvo il diritto di tutti, anche dei 5 stelle, di chiedere lumi.

 

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