Cronaca San Pietro Vernotico

Romano vuole querelare La Repubblica: "Estraneo agli appalti truccati"

Il dorso di Bari del quotidiano La Repubblica inserisce anche il nome di Giuseppe Romano in un articolo sui guai giudiziari che graverebbero almeno sul 30 per cento dei consiglieri del Pd e delle liste civiche appena eletti, ma la reazione del consigliere regionale di San Pietro Vernotico, capogruppo nella passata legislatura, è dura e vengono adombrate querele

SAN PIETRO VERNOTICO - Il dorso di Bari del quotidiano La Repubblica inserisce anche il nome di Giuseppe Romano in un articolo sui guai giudiziari che graverebbero almeno sul 30 per cento dei consiglieri del Pd e delle liste civiche appena eletti, ma la reazione del consigliere regionale di San Pietro Vernotico, capogruppo nella passata legislatura, è dura e vengono adombrate querele.

"Purtroppo sono costretto a leggere il mio nome associato a fatti che non mi riguardano assolutamente. Il quotidiano La Repubblica, a firma del cronista Lello Parise, pubblica un articolo (dal titolo 'Regione, il 30% dei consiglieri di Pd e civiche ha guai giudiziari') in cui si dichiara il falso sulla mia persona", lamenta Romano in un comunivcato stampa.

"Parise scrive infatti che sarei indagato nell'ambito di una indagine del 2013 sulla Asl di Brindisi. Secondo la ricostruzione del giornalista, sarei accusato di aver favorito imprese nell'affidamento di gare d'appalto per ottenere assunzioni di personale. Tutto assolutamente falso. Non ho mai ricevuto notizie di essere indagato, non ho mai avuto alcun avviso di garanzia nè ho ricevuto notizie di reato. Pertanto quello che leggo è destituito di ogni fondamento, semplicemente perchè nella mia pluriennale carriera politica non mi sono mai macchiato di alcun reato".

"Fatte queste premesse, è evidente - dice Giuseppe Romano -  che l'articolo mi appare completamente denigratorio e diffamatorio. Perciò ho dato mandato ai miei avvocati di valutare la sussistenza di estremi di reato ai miei danni. Nel caso in cui questi estremi ci fossero, non esiterei ad agire con la querela nei confronti del giornalista e del quotidiano La Repubblica".

"Non è mai capitato che ricorressi alle vie legali durante la mia lunga carriera politica, per rispetto del diritto di cronaca e di critica. Ma, in questa circostanza, l'attacco immotivato alla mia persona mi costringe a tutelare la mia dignità che è stata messa a repentaglio dalle esigenze incomprensibili di riempire la pagina di un giornale di contenuti che, nel mio caso, sono del tutto privi di fondamento. La fabbrica del fango non mi appartiene e non mi presterò mai ad alimentarla".

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